mercoledì 24 maggio 2017

DUE SANE DISTRAZIONI

Risultati immagini per durer mano che scrivee

“Distrazione” mi ricorda dei e dee
“Dis et deabus” a cui si è tratti
Dalla quotidianità al cielo
Divisi in due:

Tu che vivi e ti distrai leggendo
Tu che leggi e ti distrai vivendo
Ti alzi con i piedi ben in terra
Torni a radici più forti volando alto

Dimentichi di fare e fai poesia
Ti distrai per un volto caro da un’idea

E il tuo amore descrive più forte la sua danza
Dentro e oltre i margini del foglio bianco.

lunedì 22 maggio 2017

CONCERTO PER 10 PIANOFORTI E CITTA'-GIARDINO

#10 Pianos Street a Varese per Cult City: 28 maggio

Suite Spaziale Concreta Coreografica Etica e Colorata per dieci pianoforti
Giardini Estensi, Cult City, 28 maggio 2017 dalle 14.30 alle 22.30
Performance musicale alle 21.30. Ingresso libero.


#10 Pianos Street è una installazione-concerto per dieci vecchi pianoforti elaborati da street artistsComposta da Yae (Sebastiano Cognolato) nel 2013 per il festival pianistico Piano City Milano e allestita in prima assoluta alla Galleria d'Arte Moderna, è stata replicata nel 2014nel 2015, nel 2016 e nel 2017 in diverse occasioni, tra cui la Milano Design Week, l'inaugurazione della Nuova Darsena,l'inaugurazione di Expo in Città e del Nuovo Museo della Pietà Rondanini, diventandoun simbolo di Piano City (Corriere della Sera), del nuovo rinascimento milanese(Reuters), oltre che una delle cinque installazioni da non perdere al Fuorisalone 2017(Brera Design District).

File:Varese Palazzo Estense.jpg

#10 pianos Street sarà allestito da Cult City al parterre dei Giardini Estensi di Varese (vd. foto sopra) domenica 28 maggio, in collaborazione con Neoludica Musea Game Art GalleryL'allestimento sarà aperto al pubblico dalle ore 14.30 alle ore 22.30. E’ prevista una performance alle ore 21.30.


Gli street artist coinvolti nel presente allestimento sono ACME 107Omar Canzi,Giorgio Mallone aka FungoIvan TresoldiRossana Maggi per Teatro del Buratto,Augusto PerezFrancesco “Piger” MutiFilippo ScaboroIvo TiepoloZoow24, e gli studenti del Liceo Artistico Sacro Cuore di MilanoLa performance è affidata all'ensemble pianistico della Scuola di musica Antonia Pozzi costituito dalle pianisteMarta Caracci, Carmen Dattilo, Vittoria Faggiani, Silvia Giliberto, Satomi HottaMargherita Paolazzi, Ginevra Portalupi Papa, Lorena Portalupi e dal pianista Francesco Villa.

A partire dall'alto, dettaglio del pianoforte dipinto da Filippo Scaboro e foto del concerto dei
#10 Pianos Street per il Fuorisalone di Milano 2017 (vd. Anche Neoludica al Fuorisalone di Milano)

La suite presenta alcune caratteristiche peculiari nella concezione e nella scrittura musicale: dieci vecchi pianoforti, recuperati e rimessi a punto sotto l'aspetto meccanico-acustico, sono elaborati esteticamente con colori, scritte e immagini daiwriters della città; solo nove sono effettivamente suonati dall'ensemble: il decimo è libero per chi vuole improvvisare durante le esecuzioni. La partitura, pensata per unensemble di studenti e docenti, comprende parti di diversa difficoltà tecnica per coinvolgere la più ampia fascia possibile di pianisti, e prevede effetti di spazialità, dialoghi tra gli strumenti, suoni concreti, coreografie tra gli esecutori, spazi di improvvisazione. Fuori dalle performances i pianoforti sono a disposizione di tutti. Sui leggii sono aperte le "partiture visuali" delle Secret Songs di Yae inclusa Ascolto il tuo cuore, città, ispirata ad Alberto Savinio. Tutti gli strumenti possono essere acquistati e il ricavato è devoluto a Soleterre Onlus.

Visualizzazione di invito cellulare per dedica Roby concerto.PNG

Il concerto sarà dedicato all'amico fotografo Roberto Molinari recentemente scomparso:

lunedì 1 maggio 2017

Luca Traini ospite agli Stati Generali della Fotografia indetti dal MiBACT

"La mitologia mette gli occhi alle statue, la religione prepara i cori per il teatro,
la storia di un legno squadrato dà origine al quadro (meglio se rettangolare).
I rotoli di papiro si dispiegano e diventano codice, palinsesto, libro miniato, libro stampato.
La porta ad angolo retto è ormai spalancata e dalla camera oscura alla foto,
al cinema, allo schermo del computer il passo è breve."


http://www.beniculturali.it/mibac

Il video completo del dibattito a cui ho partecipato:
trovate i miei interventi ai minuti 3.35, 26.16 e 1.19.53.

Venerdì 5 maggio avrò il piacere e l'onore di essere ospite agli Stati Generali della Fotografia a Reggio Emilia. Dalle 15 alle 17 parteciperò, insieme ad altri prestigiosi protagonisti della cultura italiana e internazionale, al dibattito Immagini, corpo e immaginario virtuale moderato da Vittorio Gallese, il nostro grande scienziato scopritore dei Neuroni specchio.
Sarà un'occasione preziosa per far presente l'importanza del videogioco come nuova arte in stretta connessione con le precedenti, specie con un classico del genere come Assassin's Creed. Il feedback estetico del gameplay è un immaginario virtuale che ormai interagisce a fondo con la nostra realtà materiale e spirituale, fecondo di formidabili sviluppi che, al di là di fin troppo facili critiche, può costituire interessanti analisi e risvolti per il nostro vivere individuale e sociale. Si tratta di lavoro unico e originale per evitare salti nel vuoto e prendere coscienza che c'è ancora un filo conduttore che lega i vari media espressivi da migliaia anni e che, nel caso dell'Italia, può favorire un più immediato - e profondo - contatto col suo formidabile patrimonio culturale.
Quest'attività si inserisce in quella più ampia condotta dal 2008, insieme a Debora Ferrari e, dal 2012, con Alberto Coco e Valeria Zaffina di Ubisoft Italia, da Neoludica Game Art Gallery (R) sulla game culture, i fondamenti storico-artistici dei capitoli di Assassin's Creed, che da oltre cinque anni testimonia questa sensibilità culturale all'interno del panorama visivo delle arti contemporanee, come atto di studio critico e quindi non di marketing.

Assassin's Creed: Brotherhood: dalla fotografia alla concept art

"Il videogame è il nuovo medium artistico del XXI secolo, tanto ispirato dalle forme che lo hanno preceduto quanto, specie oggi, ispiratore di significanti e significati per artisti più e meno giovani. Assassin’s Creed, creato e forgiato da Ubisoft,  ne è un esempio che possiamo ormai ben definire “classico” in tutte le sfumature del termine. Dalla precisione filologica della ricostruzione storica alla densità di contenuti e rimandi che lo rendono una vera e propria saga enciclopedica. Assassin’s Creed nasce già grande. La madre è l’École des Annales con la sua rivalutazione del Medioevo “meraviglioso e quotidiano”; il padre, Michel Foucault, con il suo indagare le osmosi fra potere e sapere. Dal XII secolo del primo episodio alla Londra vittoriana di Assassin’s Creed: Syndicate, al 2012 in cui Demond Miles (e il suo DNA) danno inizio a questo vero e proprio epos contemporaneo. I protagonisti sono frutto di veri e propri crogioli culturali e uniscono allo spirito guerriero una forte vocazione culturale e una sensibilità profonda verso le complessità degli aspetti umani (figli o nipoti in questo della filosofia decostruttiva di Derrida). Lo stesso termine “assassino” viene riscattato dal triste sinonimo di “sicario”, “omicida” per tornare alla sua più raffinata radice: l’arabo, “asās, “fondamenti” (come suggerito dallo scrittore franco-libanese Amin Maalouf nel suo Samarcanda). I laicissimi fondamenti del libero arbitrio  del progresso intellettuale e della fratellanza che gli Assassini difendono in una lotta millenaria contro la tecnocrazia dei Templari. Ma non bisogna aspettarsi una lotta fra bene e male a tutto tondo: contraddizioni, chiaroscuri e sfumature sono di casa in questo gioco di estrema attualità."


Debora FerrariLuca Traini, Assassin's Creed Art (R)Evolution, Skira, Milano, 2012

"Complessità e sfumature caratterizzano anche l’aspetto più strettamente estetico dell’opera. Un grande affresco, un ciclo di affreschi in cui l’arte del videogioco viene creata come in una “bottega rinascimentale globale”, dove, oltre ai game designer e ai creatori del concept, decine di artisti lavorano a una precisa mansione e sono i professionisti dell’esecuzione. Come il Maestro nella bottega creava la visione dell’opera e ne tracciava il disegno sul cartone per lasciare in mano alla bottega l’esecuzione di mani, piedi, paesaggi, lumeggiature… così nel videogioco lavora chi disegna, chi fa la texture, chi colora, chi costruisce le ombre, chi inserisce il movimento, chi cura environmentssoundtrack, voci e doppiaggi. Dal corridoio dell’Abstergo ai blocchi di memoria disposti come installazioni di arte cinetica o ambientale, ai percorsi nell’Animus che seguono filamenti di DNA come finestre che si aprono in ricerche di Google, alle città medievali, alle vicende dei personaggi e della storia italiana dal Quattrocento al Cinquecento, fino alle due grandi Rivoluzioni, quella americana e francese, noi come Desmond Miles e i suoi antenati siamo alla ricerca di chi siamo e cosa abbiamo fatto, del perché non possiamo dimenticare e dobbiamo rivelare. Bisognosi di cercare, esprimerci, lasciar traccia del nostro passaggio."


Il Museo 3D giocabile della mostra Assassin's Creed Art (R)Evolution
realizzato da e-ludo LAB, tratto da http://acartrevolution.com/

Il MiBACT ha indetto gli Stati Generali della Fotografia, due giornate dedicate alla tutela, la valorizzazione e la diffusione della cultura dell’immagine e della fotografia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo anche in Italia. Questo progetto ambizioso parte con due giornate di convegno sul tema con operatori, addetti ai lavori e ospiti internazionali. La prima giornata si svolgerà a Roma il prossimo 6 aprile; gli atti della giornata romana saranno presentati il 5 maggio proprio a Reggio Emilia, in occasione dell’inaugurazione di Fotografia Europea 2017. Lo scopo del progetto, coordinato da Lorenza Bravetta, è quello di costruire un piano di sviluppo mirato ad adattare l’intervento pubblico alle mutazioni tecniche ed economiche del settore e a determinare nuove opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale.
Gli Stati generali 2017, con le giornate di Roma e Reggio Emilia, saranno la prima tappa di un percorso di dibattito e di confronto che s’intende avviare con gli operatori del settore, per stimolare una riflessione comune sul tema dell’immagine al fine di intraprendere azioni concrete. Il Mibact ha tante strutture e istituti che si occupano di fotografia, ma è mancato finora un disegno complessivo sullo sviluppo del settore, che dalla conservazione approdi alla digitalizzazione e all’arte contemporanea.Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Gli Stati Generali, dice la Bravetta, saranno “una chiamata generale a tutti gli addetti ai lavori. Un primo passo di un percorso in cui dare voce a tutti e capire quale può essere un piano di sostegno comune e concreto in un settore finora forse un po’ bistrattato davanti a un patrimonio storico così immenso, ma dove l’Italia ha prodotto autori e opere di grandissima ricchezza.” 


Fotografia
Game Art

domenica 30 aprile 2017

LA PHOTOSOPHIA DI ROBERTO MOLINARI

Ci ha lasciato domenica 23 il poeta-fotografo di Gemonio


Un grande fotografo, anche quando ci lascia, non chiude mai gli occhi perché resteremo sempre in quello che ha aperto per restituirci il mondo.


Qui e in alto Roberto Molinari in due ritratti di Debora Ferrari

Roberto Molinari era è l’arte che fotografava: quella forza misteriosa dietro un’apparenza così fragile.


Ci sarà pure un motivo se parliamo di anima. Quella messa a fuoco, quel gioco di luce impalpabile.

Qui e sopra due foto di Roberto Molinari dello studio di Lucio Fontana a Comabbio (VA) tratte dal catalogo
della mostra, curata da Debora Ferrari e Luca Traini, Viaggio nel segno di Fontana, TraRari Tipi, 2016

Roberto ci ha donato il terzo occhio a passo di danza, in pose da acrobata: improvvisamente era lì, poi sembrava scomparire – e ti era sempre accanto. Era quanto doveva ancora essere detto, la misura sottile della visione, lo sguardo.


Gli artisti e i curatori della mostra Viaggio nel segno di Fontana in una foto di Roberto Molinari:
da sinistra, Vittorio D'Ambros, Angelo Zilio, Stella Ranza, Debora Ferrari, Samuele Arcangioli, Luca Traini.

Non può essere assente. Restiamo nel suo riquadro in attesa che dica “Va bene”. E riabbracciarlo mentre sorride, anche nel bianco e nero dei sogni.



ROBERTO MOLINARI E LA SUA PHOTOSOPHIA


Roberto Molinari, Sergio Tapia Radic

“La visione è l’arte di vedere cose invisibili” e in questo modo Roberto Molinari ha dato al mondo dell’arte e agli artisti la sua personale poetica di ripresa attraverso la fotografia. Attivo da oltre trent’anni in territorio varesino e nazionale, Molinari era passato dalla passione per il disegno a china e matita, che coltivava con grande raffinatezza, a metà anni Ottanta, all’amore per la fotografia d’arte e di reportage poetico, lui stesso stampatore dei suoi indimenticabili bianchi e neri.

Roberto Molinari, Albino Reggiori

Con chi firma questo articolo ha scattato migliaia di fotografie in studi, atelier, mostre d’arte, vernissage, conferenze stampa, pubblicate anche per La Prealpina e Lombardia Oggi tra il 1990 e il 2000, ma soprattutto veniva chiamato dagli artisti per la sua capacità poetica di documentare il lavoro dell’arte e il suo esito pubblico rispettando la personalità dell’autore, accentuandola naturalmente. Con leggerezza, pudore, semplicità e sincerità, si muoveva intorno ai soggetti  quasi impercettibilmente, come uno spirito che coglie l’apparire segreto del mondo. La sua fotografia possiamo ribattezzarla ‘photosophia’ perché la sua attenzione era all’anima e al senso delle cose, in relazione una con l’altra. Non si limitava a riprendere le opere d’arte destinate a essere scontornate su un catalogo, le faceva vibrare dello spazio circostante, della luce interiore, del significato per un preciso momento storico o un moto sentimentale. La sua è stata una fotografia essenziale, piena di verve, a volte drammatica, a volte gioiosa, sempre rispettosa di ciò che andava a immortalare per sempre, in connessione col senso della vita. La sua ispirazione ci ha insegnato a vedere il mondo con la sua delicatezza poetica tanto da rendere icona ogni cosa che fotografava, come lo scorso anno il grande lavoro per Lucio Fontana nella casa di Comabbio dove ha documentato, insieme ai nipoti del grande artista, in modo essenziale e poetico i suoi strumenti, come taglierino e colori, e i suoi indumenti di lavoro nell’ambiente di design domestico.

Roberto Molinari, Nes Lerpa

La macchina fotografica, l’obiettivo, erano il prolungamento della sua visione cerebrale ed emozionale, tanto quanto era noto per le sue contorsioni nello scatto per carpire le visioni dai punti di vista più segreti. Proprio due mesi fa con noi curatori aveva appena concordato col Direttore dei Musei Civici di Varese la sua mostra personale per i trent’anni di attività fotografica, destinata agli inizi del prossimo anno in Sala Veratti e dal titolo “Obiettivo Soggettivo, i volti nell’arte di Roberto Molinari da Azuma a Scheiwiller”, un repertorio di stampe da lui realizzate negli anni Ottanta e Novanta e una serie di altre fotografie fino alle più recenti, capaci di donarci l’intimità degli artisti e delle loro opere in un centinaio di scatti scelti. Nomi internazionali come Azuma, Abate, Botero, Dangelo, Fabbri, Scheiwiller, Shiao, Veronesi, Sangregorio, Baj, Borghi, Bodini, Lerpa, Ukrufi, per citarne alcuni, accanto ai non meno noti e ben conosciuti a Varese quali D’Oora, Ferrario, Robusti e Robustelli, Reggiori, Vicentini, Lischetti, Arcangioli, Ranza, Zilio, D’Ambros, Morlotti, Traini, Costantini, Monti, Lindner, Ambrosini, Chisari, Quattrini, Scarabelli, Tapia Radic e la lista prosegue. Ha pubblicato le sue fotografie in numerosi cataloghi di artisti, riviste, quotidiani, mai per vanto personale, sempre per servizio agli altri, generosamente. Questo lavoro sulla sua opera proseguirà per avere corpo nella mostra in preparazione e col suo archivio.

Roberto Molinari, Anny Ferrario

Una malattia fulminante gli ha interrotto ogni prospettiva, a settant’anni da pochi mesi compiuti, lasciando il figlio Alessandro, parenti, amici, artisti, sconvolti dalla velocità dell’accaduto. Molinari stava lavorando alla grande mostra per Eugenio Pellini e Vittorio Tavernari che a fine maggio si aprirà negli spazi del Museo Bodini e Museo Salvini a Gemonio e allo Studio Almiarte, e alla SOMS di Caldana dove ci sarà proprio la parte fotografica degli studi degli artisti visti negli scatti di Roberto.

lunedì 3 aprile 2017

Neoludica alla Varese Design Week

INDOOR LANDSCAPES
GAME ART, DECOR AND FURNITURE
FROM VIDEOGAME TO DESIGN
Atelier Piccolo Principe
Piazza XX Settembre, 2


IL DESIGN DELLA CULTURA
Tecnologie al servizio dei beni culturali tra design,
arti e videogame
Spazio Espositivo La Feltrinelli
Corso Aldo Moro, 3


Varese Design Week
DAL 7 AL 13 APRILE 2017
[QUI trovate tutto il programma completo]

Risultati immagini per neoludica game art gallery
Luca RoncellaThousands worlds inside of Pac-Man, 2015

Il progetto si propone di mostrare le arti contenute nei videogame, arti che diventano Game Art, ma anche elemento di décor e di arredo, con la creatività degli artisti contemporanei che lavorano sia manualmente con le tecniche tradizionali, sia digitalmente con le tecniche innovative della Computer Generated Art e della modellazione 3D. Quattro i temi offerti al pubblico insieme agli artisti di Neoludica Game Art Gallery: Doom Room & pixel art; Pac-Man stories; Concept Portraits; Frescos&Other.

Atelier Piccolo Principe, venerdì 7.4.17 ore 18.30: Incontro coi curatori Arlenys Romero, Debora Ferrari, Luca Traini e agli artisti Arcangioli, Baggio, Bodini, Catania, Di Pasquale, Gironi, Masera, Massironi, Mori, Natella, Piccolo, Porrini, Roncella, Russo, Scaboro, Salvetti, Sartori, Vavalà.

Alla Feltrinelli: isola di suggerimenti bibliografici su arte, architettura, design, diritto dell'arte, game culture, fumetti, beni culturali del Varesotto.
Esposizione di fotografie e concept art dal mondo dell'animazione e del videogame, tra cui degli artwork di Marco Natale e Joseph "eon" Viglioglia, docenti di iMasterArt.

WORKSHOP VDW ATELIER PICCOLO PRINCIPE

Pac-Man di Giuditta Sartori, collage con copertoni di bicicletta

Da Sabato 8 Aprile a Mercoledì 12 Aprile



Piramide di cristallo che contiene eventi di magia e performance dal 7 al 13 aprile ai Giardini Estensi di Varese
Glass Emotion by Torsellini Vetro

lunedì 6 marzo 2017

KEY DAY Aggiornamento per chi lavora nel mondo della cultura

KEY DAY: il linguaggio dei mondi digitali per l’engagement culturale e nuove attività.

Destinatari: operatori museali, direzioni, conservatori, biblioteche, enti creativi-didattici-artistici


Salone conferenze del Castello di Masnago, via Cola di Rienzo, Varese, 27 marzo 2017

Iscrizione https://www.eventbrite.it/e/biglietti-key-day-il-linguaggio-dei-mondi-digitali-per-lengagement-culturale-32330130290

"Gamification is the process of using
Game Thinking and Game Dynamics
to Engage Audience and Solve Problems"
Gabe Zichermann

Per la prima volta a Varese una giornata intera -3 ore mattina, pausa, 3 ore e mezza al pomeriggio con spazio dibattito e domande- di analisi dei bisogni dei musei, verifica delle attività in corso, formazione sulle attuali possibilità di far presa con i pubblici diversi grazie alle nuove tecnologie che possono aiutare i musei a valorizzare e vivificare le collezioni permanenti anche nei materiali di magazzino e nei beni immateriali. A proporre l’appuntamento due varesini, Debora Ferrari e Luca Traini, che hanno trasferito in città il progetto di Neoludica Game Art Gallery, nato ad Aosta nel 2008 e che ha portato le game art alla Biennale di Venezia nel 2011Nella giornata ci saranno come ospiti anche altri esperti di settore per mostrare tecnologie e farle sperimentare o approfondire particolari argomenti con esperienza diretta. E’ la ‘gamification’ a essere oggi al centro dell’attenzione sia in attività commerciali che culturali, e soprattutto i musei con social media e nuove tecnologie stanno vivendo un momento di trasformazione. Nei grandi centri italiani da Firenze a Venezia a Brindisi, per dirne alcuni, sono tanti i simposi per discutere le nuove possibilità, fare rete e usare tecniche di ludicizzazione per fidelizzare o attrarre il pubblico.
“Varese e il suo territorio è un vero museo a cielo aperto, con ville, parchi, giardini e quattro siti UNESCO, ma spesso la gente non lo sa -dice Debora Ferrari, autrice negli anni Novanta e Duemila di 3 edizioni di Itinerarte che presentava il varesotto come industria di arte e cultura. La non conoscenza del pubblico fa soffrire i musei che sono luoghi importanti per preservare e vivacizzare l’identità della provincia”.



Temi affrontati nella giornata
§ Progettare il coinvolgimento del pubblico con le attuali tecnologie e l’ottimizzazione delle risorse. Funzionalità delle applicazioni innovative e realizzabili su misura dello spazio-museo-biblioteca: app, videogame, ologrammi, siti e social media per una fidelizzazione dell’utente.
§ Alfabetizzazione ludica per l’espansione delle attività e il coinvolgimento delle fasce di pubblico. Capire e applicare creativamente le attività contemporanee di social media, app, gamification, ludicizzazione, nuove tecnologie a disposizione del patrimonio storico-artistico-culturale.
Giornata realizzata da Musea_Game Art Gallery in collaborazione con Università dell’Insubria e patrocinata dal Comune di Varese-Musei Civici di Varese.
Partner: Comingtools, E-Ludo, Gamesearch.it, Mentezero, MFLabs.
Info della giornata su culturalbrokers.blogspot.it.



Programma:
10.00 / 12.00 Il museo 3.0 e il suo territorio. Come far incontrare i contenuti dell’arte e della storia con le tecnologie e i linguaggi contemporanei videoludici. Sfruttare i social e le nuove piattaforme per incrociare turismo e cultura. Esperienze e prospettive. A cura di Debora Ferrari e Luca Traini, fondatori di Neoludica, esperti di connessioni fra arti tradizionali e innovazioni tecnologiche.
12.00 / 13.00 Communities, Social Media e Social Network: Le piattaforme della comunicazione digitale; Cosa sono e come si usano; Le communities e gli influencer; Personal Branding. A cura di Ambra Bonaiuto, esperta e docente di Social Media Strategy
PAUSA PRANZO
14.00 / 15.00 - I social media per la cultura: Analisi di Facebook, Twitter e Instagram, L’ottimizzazione per pagine di facile gestione in proprio, La strategia e la pianificazione dei contenuti con piani editoriali su misura. A cura di Ambra Bonaiuto, esperta e docente di Social Media Strategy
15.00 / 16.00 - Videogiocare fa male alla cultura? Dialogare con le giovani generazioni partendo dalle verifiche al di là di stereotipi e pregiudizi. Esperienze in territorio lombardo e emiliano-romagnolo su progetti virtuosi in biblioteca e nei comuni. A cura di Emanuele Cabrini, counselor videogame e cultura
16.00 / 17.30 - Ologrammi, interazioni ludiche, realtà virtuale e realtà aumentata, sfruttare gli strumenti e le engine dei videogame per la conservazione e la promozione del patrimonio artistico-culturale. A cura di Biancamaria Mori, esperta di arte e nuove tecnologie e Carlo Gioventù, docente Accademia di Brera
17.30 / 18.00 - Mezz’ora di dibattito e verifiche delle necessità di ciascun partecipante o ente. Verifiche di interesse per approfondire alcuni argomenti in futuro con corsi formativi ad hoc.



Info e contatti culturalbrokers@gmail.com