POESIA

POESIE PER IMMAGINI: LUCA TRAINI SU INSTAGRAM (lucatraini66)
(CULTURAL HERITAGE)
QUANTO STA DIETRO
ELOGIO DELL'INDIRIZZO
CORRISPONDENZE
LA LUCE
Dafne, rallenta! Video e testo
4 POESIE PER 4 EDIZIONI DELLA CAROVANA DEI VERSI DI abrigliasciolta PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA PROMOSSA DALL'UNESCO
Gli interruttori del Castello di Quart (2009)
Rigore alla Casarsa _ Penalty without run (2010)
Pompei: il crollo della "Casa dei gladiatori" (2014) Video e testo
Nuovo realismo_Realism and fog (2012)
MANI PRIVE DI FOGLIE _ LEAFLESS HANDS (2017)
AUTOSTRADA MI-TO (2008)
LAVORI IN CORSO Davanti alla Chiesa dell'Autostrada del Sole (2016)
ERBA DINOSAURI AUTOSTRADE (2017)
CLASSICISMO CON RABBIA _ IN THE SUMMER OLYMPIC (2004)
Lucrezio_Lucretius in a day of peace, on the shores of Lake Varese
Leggendo Callimaco a Porto Ceresio
Archiloco oggi (applausi)_Archilochus today (applause)
Falecio metal _ Phalaecian heavy metal / Anacreontica a Speusippo _ Anacreonteus to Speusippus
Plauto è morto? _ Plautus is dead?
Versi acrostici, mesostici e telestici _ Acrostic, mesostic and telestic verses
La donna senza nome che ti ha amato (Agostino)
Sognando Thule: Pitea _ Dreaming Thule: Pytheas
Mέθοδος The Game of Civilization
Definizioni di "cosmo": allunaggio (Riemergendo da un Taglio di Fontana)
Il sonno dei giusti, degli amanti, della natura Epimenide, Endimione, Alcmane
L'INTELLETTUALE VA SERVITO MORTO / ITALY PREFER THE INTELLECTUAL DEAD (2011) Video con testo
SIGNORA O SIGNORE CHE VAI IN UN CASTELLO RESTAURATO DAL FAI
IL VECCHIO E L'ANTICO
CROSSMEDIAL EX-CITATION_Variations on two verses of Giamattista Marino, “Adone”: The death of Narcissus
LOVE ADA LOVELACE (2011) Testo e quadro di Samuele Arcangioli per la mostra NEOLUDICA, 54.Biennale di Venezia
STANZA BINARIA PER EZIO AUDITORE (ASSASSIN'S CREED) Testo e quadro della mostra Art (R)Evolution, Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (2012)
LA COSTITUZIONE ITALIANA E' UN POEMA
Articolo 1 _ I due settenari perfetti dei Padri Costituenti
Articolo 72 (trasposto in endecasillabi) (2011) Video e testo
ASSAGGIO DI PRIMAVERA
PIOVE COL SOLE
ORIZZONTE DEGLI EVENTI
QUANTI Il Tempo e il Nulla non sono più in Campo
PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE
IL SOTTOTETTO DEL GATTO DI SCHRÖDINGER
DI' ALLA NATURA DI SALVARE L'ARTE
QUESTO È QUANTO



POESIE PER IMMAGINI: LUCA TRAINI SU INSTAGRAM



Cercavo immagini per la dimensione ancestrale e allusiva della parola e le ho trovate usando la tecnologia più recente: contraddizione che amo.
L’immagine mi serve per la poesia, che è il titolo.
Nella pubblicazione il titolo dopo l’immagine virtuale.
Tutto impalpabile e concreto, come lo scatto, la parola.
L’onda sonora trapassa in quella visibile della luce.
La materia affiora nel silenzio: è lì, è altrove.
Dove sono io.


Foto scelte da sinistra verso destra dall’alto:
Testimoni del volo; Cielo con vista; In volo; Sant’Antonio, Varese; Il bisturi e l’architetto;
Villa Toeplitz, Dafne 1; Entrare nel quadro di una foto; Mondrian; Villa Toeplitz, Dafne 2; Sisifo;
Aesthetic Interaction 1; Erasmus; Le radici e la pietra; Attraverso; In viaggio



(CULTURAL HERITAGE)


I restauri ai turisti, le piaghe agli esperti:
Felicità è rimarginare ferite per gli altri,
E’ verità in forma di cicatrici, solo questo.

J. M. W. Turner, Three Seascapes, 1827




Quanto sta dietro


Quanto sta dietro ogni porta, ogni finestra, chiusa, murata da tempo immemorabile cerca di emergere chiedendo aiuto a colori che svaniscono, a ruggine o vernice che si sbriciola.
Quanto vedo e non svelo io chiamo anima.

Testo e foto di Luca Traini


Elogio dell'indirizzo


Tutta la storia che c’è in me sosta davanti al numero di una via che sembra sorgere direttamente dalla pietra. La sua spaccatura potrebbe riflettere quella del muro e il quadrato del numero cercare sostegno nell’architrave della porta.

Tu entri nel mondo fantastico della numerazione umana, in quella formidabile tensione a dare una misura a tutto quanto attraversiamo.

Dare un nome, accompagnare con numeri: le nostre vite diventano vie da percorrere.

La cifra è precisa, la cifra è profonda. Vicina a. Lontana da.

La cifra che cerchi segue e precede altri numeri da cui poi distrae, come una rivelazione.

La cifra giusta è gentile, si dissolve in una realtà che credi senza numeri e trovi.

La cifra può essere anche crudele, senza nome, assenza di parola, di simbiosi, Auschwitz.

La cifra che invece libera il passo verso la casa di chi ami è il dolce preludio a un incontro, si eclissa, lascia spazio a tutti i contenuti di quei respiri che sono le parole.

Trovare il numero giusto nell’abisso della matematica. La traccia, la vita, oltre il muro a protezione dell’infinito

Testo e foto di Luca Traini


Corrispondenze 


L’ombra della mano sulla buca sigillata rimpiange tutte le lettere mai scritte.

Scotch, forse un invito a berci sopra, a dimenticare tutti i corrispondenti. La grande fatica di trovare una corrispondenza fra mittente e destinatario e quella più piccola, di uscire di casa, camminare fino alla più vicina buca delle lettere. Per l’ultima busta - definitiva o meno - impedita dal nastro adesivo, timbrata un tempo dal Ministero.

Poste e Telecomunicazioni, Poste e Telegrafi. Metallica e sospesa, rossa come la passione ormai sbrecciata, mentre esco dal bar a fianco ti noto come presenza che avrei dovuto amare. Sarei dovuto passare, notare la tua robusta eleganza, e invece sei passata. Una lettera di rimpianti, quella era da scrivere, a Posta dea delle comunicazioni, a costo anche della censura. Invece ora dillo alla mail, al virtuale di cui batti i tasti al computer così fragili che possono saltare. La penna, la tua biro, poteva scrivere nervosa: i fogli accettavano solchi da aratro che il desktop nemmeno può sognare. Fumando l’ennesima sigaretta che non dovresti fumare torni col pensiero, impalpabile, a quanto avresti dovuto sigillare di pugno con la ceralacca, cosa che ti faceva ridere, ricordare papi e imperatori. E una canzone di Heather Parisi.

Pace, tanto non hai mai amato scrivere lettere come tenere diari e la memoria comincia a fare i primi scherzi, anche a uno scrittore di formazione storica. La memoria delle tua posta elettronica non va oltre il 2004. Prima c’è solo una quantità di pezzi di carta strappata dispersi e solo in parte raccolti in una scatola di cartone, dove metti il digitale in senso concreto una volta l’anno se va bene.

Questa buca imbavagliata resta e mi rimprovera, come un buco nero al centro di una galassia inattivo e stanco di sputare informazioni per l’ennesimo spettatore lontano anni luce. Sembra dire: leggi illustri epistolari e diari del passato - quanto ti piace - ma la privacy del tuo motore di ricerca non farà mai cercare a nessuno quello che hai scritto. E io, che neppure ho amato le cabine telefoniche, ormai sradicate, e neanche sms, whatsapp o telegram, lascerò alla memoria una memoria di pagine vicine allo zero. L’eterno presente che ho sempre criticato prenderà - forse - l’ennesima vittoria.

Blog, social e altri libri. Tenterò così di rispondere al monito di questa buca scocciata. Cercando di dare un contenuto che pesa una vita alla fluttuazione quantistica del vuoto.


Testo e foto di Luca Traini



La luce


Dove nasce la luce nel sole c’è buio.

Tu cerca di strapparla anche da lì

Anche se piove, anche se dicono

Che arriva solo quando vuole lei,

Come un semplice scarto di fusione,

La luce.

Testo e foto di Luca Traini




Dafne, rallenta!




Dafne, rallenta!

Apollo: Dafne, rallenta
e allora anch’io ti seguirò
con più moderazione.

Calma, su,
facciamo conto che sia un gioco:
mettiamo il rallenty
al fuoco della passione.

Ovidio: Dafne,
ciak: azione!

Dafne: Io scappo, scappo:
scappo dagli dei infoiati,
dai poeti innamorati,
scappo il greco,
il latino,
il trace...
Io scappo, scappo sempre e non ho pace


Nota Apollo amerà sempre rincorrere Dafne e lei giustamente fuggire, perché a ogni ispirazione corrisponde un’espirazione. Uscita di mano,poeta o poetessa che sia, la poesia resta sospesa a mezz’aria da questo vento(“anemos” in greco, gioco di specchi di “anima”).
Non ci resta che riprenderla nelle prodigiose Metamorfosi di Ovidio,che oggi sarebbe regista: l'originale è tutto stacchi improvvisi,fermo-immagine e rallenty (lo chiede la divinità, riesce al poeta).
E – nella realtà? nella finzione? – la semidea che sconfigge qualsiasi dio a tempo pieno persevera nella sua perenne corsa, più ospite di opere d’arte che di artisti (dei maschi di norma è meglio diffidare). La pace, apparente, è solo nella cornice di un foglio, di un quadro. Nel marmo o nella corteccia di un alloro. L'immagine, la forma.

Il senso continua la sua fuga.










GLI INTERRUTTORI DEL CASTELLO DI QUART
(2009)
A tutti i contadini che hanno abitato castelli

Cos'è un castello quando ci vivi e il tuo presente non è fatto di memoria ma lavoro e la sera sei stanco e accendi la luce, non le torce dei servi ma l'interruttore dell'uomo libero, quella specie di uovo bianco di porcellana poi plastica per cui tanti hanno dato la vita?

E tu, piccolo uovo di Piero in un castello del Mantegna, illuminavi le mura ridipinte, gli infissi di porte e finestre nuovi a confronto di bifore trifore per gente in armatura.

Tu brandisci solo un forcone, della pietra non hai il male ma il sonno, spenta quella preziosa lampadina, non sogni il passato ma un futuro migliore.

Io passo oltre le prime mura e mi stanno sotto i piedi.
Per cunicoli ben restaurati sono nelle tue stanze, che si attraversa distratti dall'antico.
Anch'io vado a vedere il donjon perché c'è dipinto Alessandro Magno che parla con l'Albero del Sole.





RIGORE
(2010) 

                                   a Giuseppe Marocco, a Massimo Lazzaroni

Se prendi la rincorsa
Lo dice già la parola
Ti ripeti
Ce l'hai col portiere
Devi scappare in braccio a qualcuno, il pubblico, i compagni di squadra.
Hai bisogno di questo?
No.
Si tratta di un calcio di rigore
Dovrai fare perno solo su te stesso
Mirare calciare restare
Come un ultimo passo di danza.
Rigore alla Casarsa.









IL CROLLO DELLA "CASA DEI GLADIATORI"
Video
(2011)




Spartaco ne sarebbe stato contento
Perché una casa simile non sarebbe neanche dovuta esistere
O gli inquilini avrebbero dovuto farla a pezzi
Quella domus lì e non i propri simili o le “belve”

Ma allora non l’altroieri
Nel  73 prima di Cristo o nel 73 dopo
Magari anticipando la natura-che-non-fa-distinzioni
Ma allora
Fatta a pezzi almeno in nome di un ideale
Mai-più-gladiatori Mai-più-condannati-a-morte Mai-più-schiavi
Non adesso perché-piove-governo-ladro
Perché hanno tenuto su – e male-
Quel luogo di dolore
Col cemento armato

Non oggi
Non ora
Che sappiamo quanto preziosa
Ogni costruzione del passato
Per quanto cementata nell’odio
Non deve franare
Quanto tirato su a forza di lacrime

La pioggia – diciamo la pioggia
Rischia di far cadere anche noi
Negli stessi errori del passato
E dobbiamo ancora costruire il nostro futuro
Su cicatrici coscienti.




NUOVO REALISMO
(2012)

Poesia scritta a basso costo
(2 fogli bianchi,
inchiostro di penna e stampante)
e alto prezzo
(vita, cose, manifestazioni, apparenze):
ricerca di un valore
che sta lì da qualche parte
impalpabile e denso
fra la testa che l’occhio non vede
e le labbra chiuse da un indice inquieto, orizzontale.

Ti piacerebbe vincere subito la nebbia.




MANI PRIVE DI FOGLIE _ LEAFLESS HANDS
(2017)


Mani prive di foglie
Pronte a raccogliere il cielo

Testo e foto di Luca Traini



AUTOSTRADA MI-TO
(2008)

Le montagne non toccano il cielo
E il cuore è solo una pompa
Se dico anima, penso al vento
Se dici spirito, ti do l'alcool.






LAVORI IN CORSO _ WORK IN PROGRESS
(2016)

Essere in coda sull'autostrada con i lavori in corso diventa metafora.
Commuove con quanta forza si avvitino i tiranti,


quanto resistano i segnali prima di spezzarsi,


come inizi a sbrecciare una piccola finestra anche nel cemento armato.


E' ora di stendere un velo di asfalto nuovo.
Non senti questo odore di riso?
E' bollente: aspetta che si raffreddi.
Sarà l'ultimo strato archeologico.


E' come disegnare su una pellicola,
La nostra presenza sulla terra,
Dipingere grumo su grumo senza l'anticalcare.


Un sogno, un incubo, un sogno
Stampato in 3D sulla tettonica a placche, sul magma.

Testo e foto di Luca Traini



ERBA DINOSAURI AUTOSTRADE
(2017)


Piccole isole di verde
Chiuse dai raccordi delle autostrade
Dove nessuno passeggia
Dove trionfa l'erba
La stessa che sorprese i dinosauri
Gli stessi che ora sono idrocarburi.

Testo e foto di Luca Traini



CLASSICISMO CON RABBIA
(2004)


Lucrezio_Lucretius in a day of peace, on the shores of Lake Varese

Lucrezio letto in riva al lago
in una pace assoluta
di amanti, anziani e famiglie
che parlano piano
con tutti e quattro gli elementi
discreti
ormai sciolti da ogni passione
da ogni mito
ombre
di qualsivoglia senso di colpa
nude.

Dì un po’,
inquieto pacificatore:
saremo mica approdati?

Foto di Luca Traini

Nel I sec. a.C. Lucrezio scrisse il poema “La natura” per divulgare la filosofia del greco Epicuro (341-270 a.C.), basata su un principio di piacere scevro da passioni. Tuttavia la prodigiosa bellezza dei versi del poeta latino risiede proprio nella grande passionalità, nel calore incendiario con cui cercò di convincere i lettori (e forse anche se stesso) a fare propria una teoria così moderata. Ecco perché lo definisco inquieto pacificatore. E quando scrivo approdati, mi riferisco a un passo del poema in cui il saggio è immaginato come un uomo che, al sicuro sulla riva, osserva una nave in preda alla tempesta (metafora del tumulto delle passioni). Non gode della loro sfortuna. Molto probabilmente li aveva avvisati. E comunque ora sembra avere il cuore in pace. Come gli altri con me in riva al lago.



Leggendo Callimaco a Porto Ceresio



Faccio per non piangere
su Callimaco che piange
Eraclito già cenere:
“Ma vivono i tuoi canti d’usignolo
su cui non tenderà la mano Ade,
che tutto rapisce”,
che invece ha rapito
anche i suoi “Canti d’usignolo”.

“Gli uccelli cantano
quelli veri”
dice una bimba minuscola al padre
perché i gabbiani strillano
sembrano gridare
sembrano e forse sono
"più vicini agli pterodattili”
degli usignoli
come spiega il padre:
“Ricordi Piero Angela?”

Ti ricordi di Eraclito?
Chi? L’amico di Callimaco?
Lo ricordo perché ha lo stesso nome
di chi ama nascondersi.
Lo ricordo perché lo amava un poeta.


Nota Il poeta greco Callimaco (fine IV sec.-240 a.C.) piange in un frammento la morte di un amico, di un altro poeta come lui, chiamato Eraclito. E per cercare di consolarsi dice che almeno sopravviverà la sua opera in versi: “Usignoli”. Peccato che invece non sia sopravvissuta neppure quella. E che, quando si parli di Eraclito, non ci si rivolga praticamente mai a lui, ma al grande filosofo vissuto più di due secoli prima.
La memoria, come la natura, ama nascondersi.





Archiloco oggi (applausi)_Archilochus today (applause)

Frammento 6 E.

Il mio kalashnikov l’ho fatto a pezzi,
le mine antiuomo rinviate al mittente.
Ho riflettuto sul fine, sui mezzi


Frammento 61 E.

Con altri sette ora gioco a freccette.


Falecio metal

Tu, ma di': che cos’è? Dai, sù, che cazzo!
No - figata! - un ciddì? coi Kiss? Stupendo!
Ché, lo presti? Ti do... qualcosa d’altro,
Tipo Pòison o Ratt... o Dio, che dici?


Anacreontica a Speusippo

Mi piace, sì, Speusippo,
che sistemò Platone
e svelò la lezione
di Isocrate (però!).

Ma ancora più mi piace
che, grazie ad un fuscello
nuovo, un nuovo cestello
più comodo tramò.


Anonimo (XVI sec.) Speusippo getta un uomo in un pozzo (ma è falso)


Plauto è morto? _  Plautus is dead?

Oh, ma lo sai? E’ morto! Come chi? Plauto
Quando? Eh, Cicerone sembra dire 570,
570 anni dopo la nascita di Roma.
Io direi 184 prima di quella di Cristo ma,
si sa,
sono date incerte le due nascite, come la sua dopotutto: convenzioni... magari invenzioni.
E forse la data della morte è soltanto quella della sua ultima commedia.





Versi acrostici, mesostici e telestici per il Dittico di Anicio Probo

ALLAFINETROVAIPACEINVALDAOSTA
NELLASUACATTEDRALEEINUN TESORO
INCOMPAGNIADIMOSSETTAZMALINES
COSICHIERAINOMBRAORASARAZENIT
IOCANTEROTEOMIOANONIMOARTISTA




La donna senza nome che ti ha amato





La donna senza nome che ti ha amato
stringeva un tenerissimo bambino
fra le tue braccia: era bello, Agostino,
era un miracolo, non era peccato.

E tu: mi amavi? Peccavi? Tua madre,
vedova, figlia di un dio solo, e padre,
ti dice, tu credi: il male sono io.
Piango disperata: è questo il tuo dio?

Sì. E vuole la nostra carne straziata,
il sacrificio dei figli nel nome
del cielo. Io giaccio sola, abbandonata,
nuda sulla terra nuda, come

una delle tante mogli picchiate
nel nome della legge degli uomini.
Mi resta solo il respiro, l’odore
dei nostri corpi, tre carni, una sola.



Agostino (354-430), filosofo, (ex?) manicheo, ormai cristiano, sulla strada per diventare santo, come la madre (Santa Monica: un nome da “soap”), su istigazione di questa, abbandonò la donna con cui aveva convissuto per 13 anni, portandole pure via il figlio, Adeodato. Peccato che in quel capolavoro ambiguo che è la sua autobiografia, le “Confessioni”, non ci abbia lasciato neppure il nome dell’amata.



Sognando Thule: Pitea _ Dreaming Thule: Pytheas



Marinai: “Dove ci stai trascinando, Pitéa?
Cosa si nasconde oltre questa nebbia?
Cosa cerchi in questo freddo, nel gelo?
E oltre, cosa troveremo? Una notte
di sei mesi? Dodici? O forse eterna?”
/.../
Pitea: Montagne di ghiaccio a perdita d’occhio...
alla deriva, come noi... Tu scrivi:
Io vedo e penso che quanto ci appare
come una gelida assenza di vita
altro non sia che un ... “polmone di mare”,
polmoni dell’Oceano, da cui pesci
onde, correnti traggono respiro:
la zona vitale da cui ci esclude.
 /.../
Marinai: Lo stagno... Dov’è lo stagno promesso?
/.../
 Pitèa: Anche noi come insetti nell’ambra.





Mέθοδος The Game of Civilization

[...]


Facciamo conto questa volta
di creare quanto si dice “civiltà”
in una terra povera con vista sul mare
al posto dei soliti fiumi.
Proviamo!

Prendiamo mille cittàstato
4 gatti che figliano come topi
e si danno botte da orbi
per ogni minimo brandello di terra
perenne-mente in competizione
costretti a prendere il mare
perché lì, in Grecia, proprio non ci si sta
più (ogni ordine scoppia)
e si deve, bisogna
far legna, prendere il mare
da coloni pirati mercanti
per auri sacra fames
kai grano kai porpora
kai numero, logos, graphìa:
traghettare parole dal Tigri
dall’Eufrate dall’Ida dal Nilo
farne un discorso
nuovo
per le solite vecchie domande
Perché? Perché? Perché?


Let's Play: Ancient Greek Punishment

Perché devo
spiegare convincere vendere
perché c’è un grande disordine sotto il cielo dell’Ellade

Perché passano
i re, le aristocrazie,
le tirannie, gli oligarchi, le democrazie

Perché c’è forse
un metodo una strada

dove costringere la verità sulla rotta delle navi




Definizioni di "cosmo": allunaggio

(Riemergendo da un Taglio di Lucio Fontana)



In principio fu lo spazio profondo
nel Sessantanove: astronauti sopra
casa mia, Fermo: ”Dove?”. Nero e stelle.
Poi la squadra di calcio di New York,
dove giocavano Pelé e Chinaglia.
E ancora: il gioco di squadra dei quattro
elementi contro quello del mito
dai mille volti, che diventano uno:
principio filosofico. E poi un unico
dio, pace apparente, vero problema
quando ordina o crea o si rispecchia o è tutto.
Quando spazio e tempo sono assoluti
come lui, anche quando perde la “d”
e conquista la maiuscola. Io penso
che la sua assenza, la mia, il dove, il quando
siano relativi e forse la luce
che corre in quest’immane massa oscura:
universo. Uno. Forse uno dei tanti.

(Pubblicata in Intermezzi cosmici)



Il sonno dei giusti, degli amanti, della natura Epimenide, Enidimione, Alcmane




Epimenide: Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Lo senti? Epimenide dorme.

Epimenide: Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Se dorme il sonno dei giusti,
dormiamo anche noi?

Epimenide: Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Se dormiamo per 57 anni,
poi ne vivremo altri 100?
E se chiuderemo gli occhi per amore,
dormiremo come Endimione belli per sempre?



Nota
Si racconta che Epimenide di Creta, cercando una pecora smarrita - queste pecore smarrite... - entrò in una grotta e si addormentò per 57 anni.
Un sonno decisamente ristoratore visto che al risveglio divenne uno dei famosi Sette Saggi della Grecia arcaica.
Si riaddormentò per sempre chi sostiene 100, chi 242, chi solo 97 anni dopo.
Endimione poi era un mitico re dell’Elide, giovane bellissimo di cui s’innamorò la Luna. Per poterlo avere sempre con sé ogni notte gli accordò sonno e giovinezza eterni.
Di quel sommo poeta che fu Alcmane - e questa è Storia - restano solo pochi frammenti, cantati dalle ragazze di Sparta prima che diventasse un’orrida caserma (VII sec. a.C.).

Su tutti,il 58 D: “Dormono le grande cime/ dei monti,/ e i dirupi e le balze,/ e i muti letti dei torrenti;/ dormono quanti strisciano animali/ sopra la terra nera,/ e le fiere montane, le famiglie/delle api;/ dormono i mostri giù nel fondo/del buio-cerulo mare;/ dormono gli uccelli/ dalle lunghe ali distese”.




L'INTELLETTUALE VA SERVITO MORTO
ITALY PREFER THE INTELLECTUAL DEAD
(2011)







SIGNORA O SIGNORE CHE VAI IN UN CASTELLO RESTAURATO DAL FAI


Signora o signore che vai
In un castello restaurato dal FAI
Ricordati che non è bello
Solo quello che è passato
Ma è bello soprattutto
Come abbiamo restaurato
Noi moderni, così bistrattati
Con tutto l'amore e la cura impegnati
A renderti piacevole un tunnel degli orrori
Perché la Storia è stata soprattutto questo
Violenze pubbliche e private quotidiane
Ben oltre gli orari di visita
E se anche la guida ne parla
Lei o altri ci aggiunge una battuta
Così la servetta violentata
O il servo bastonato
Non rovinano lo splendore della boiserie:

"Fermiamoci qui.
Avete una guida?".




IL VECCHIO E L'ANTICO



Chi lavorava dentro

Sognava la casa accanto.


Testo e foto di Luca Traini




CROSSMEDIAL EX-CITATION

Variations on two verses of Giamattista Marino, “Adone”: The death of Narcissus
(2011) 


“Tal fu il destin del  vaneggiante e vago


 Vagheggiator de la sua vaga imago”






LOVE ADA LOVELACE
TEA 4 SOFTWARE'S THEA
(2011)


Taglio, incollo, salvo e risolvo in cantO
Hardware fatti di trine e di merlettI:
È un software di sospiri che fa i contI,
Ada, uno, e quel che resta è sempre zerO.


Il nuovo endecasillabo binario prevede al termine di ogni verso le vocali O e I, che ricordano i numeri 0 e 1 della matematica binaria.


English translationSalvatore Fallica

 Binary Quatrain

I cut and paste, save and solve and sinG
Hardware made of silk and laceS:
A software of breaths calculateS,
Ada, one, and what’s left is always nothinG.




STANZA BINARIA PER EZIO AUDITORE
(ASSASSIN'S CREED)
(2012)



Arte ha la radice di arma, Assassino,
Una lama celata incide i sogni:
Disegno forte, sofferto di un mondo.
In palio una pace che verrà tardi.
Tutto è lecito: la realtà è in gioco,
Osmosi fra primi e ultimi livelli.
Resterà la bellezza del gesto, Ezio,
E la gioia di vittorie senza odio.


Debora Ferrari, Luca Traini


Nota Questa Stanza poetica è un’ottava di endecasillabi  sullo stile di quelle di Agnolo Poliziano, presente come personaggio anche in Assassin’s Creed II, con al posto delle rime le vocali binarie I e O - come 1 e 0 del calcolo binario, perché Ezio Auditore, protagonista di tre episodi della saga videoludica, è in primo luogo figlio di questa matematica - e l’aggiunta in acrostico del cognome dell’eroe (anche nell’ulteriore senso della qualifica di chi ascolta questi versi).










LA COSTITUZIONE ITALIANA E' UN POEMA
(2011)

Articolo 1

I due settenari perfetti dei Padri Costituenti


E lo è davvero fin dal primo verso.
“L’Italia è una Repubblica
Fondata sul lavoro”.
Due settenari nascosti perfetti
Come il capolavoro di Ungaretti:
(“Si sta come d’autunno
Sugli alberi le foglie”).
E Democratica, questo il sigillo:
La differenza parla di radici.


File:Repubblica festeggiamenti 1946.jpg





Articolo 72


(trasposto in endecasillabi)

I disegni di legge presentati
ad una Camera sono, secondo
le norme del proprio regolamento,
esaminati da una commissione
e, a seguire, dalla Camera stessa,
che, articolo per articolo, quindi
li approva e con votazione finale.

Il regolamento anche stabilisce
i procedimenti per abbreviare
l’esame di quei disegni di legge
di cui viene dichiarata l’urgenza.

Il regolamento può stabilire
in quali casi e forme approvazione
ed esame dei disegni di legge
saranno deferiti a commissioni,
anche permanenti, composte in modo
che sia rispettata la proporzione
dei gruppi parlamentari. Anche in tali
casi, tuttavia, il disegno di legge,
fino al momento dell’approvazione
definitiva, è rimesso alla Camera,
se il governo o un quinto di commissione
o un decimo di tutti i componenti
della Camera in questione richiedono
che da questa sia discusso o votato
o nella stessa alla fine approvato
con sole dichiarazioni di voto.
Ancora il regolamento determina
tutte le forme di pubblicità
di ogni lavoro delle commissioni.

Invece la procedura normale
d’esame e d’approvazione diretta
da parte della Camera è adottata,
sempre, per tutti i disegni di legge
costituzionale ed elettorale,
di delegazione legislativa
o autorizzazione a ratificare
trattati internazionali o approvare
i bilanci di ogni anno. E i consuntivi.




ASSAGGIO DI PRIMAVERA

Immagine in linea 4

Una lingua di ghiaccio orizzontale
Ha bussato alla porta dell'abbaino
E se n'è andata, come una lumaca gelida,
Le antenne vitree come due piccole stalagmiti
Di un piccolo miracolo.
Disciolto come niente
Da un assaggio di primavera,
La stagione dei poeti, che non ti hanno visto
E per cui resta questa foto.


Foto: Italo Ferrari 2014 (c)





PIOVE  COL SOLE


Piove col sole ogni volta che piove
Sulla casa abbandonata che dà sul tombino
Così ogni volta che piange tutto scompare.



ORIZZONTE DEGLI EVENTI


Tu sei l’oggetto trascinato dal vortice di un buco nero fino alla soglia dell’orizzonte degli eventi
Dove muore la luce.



Tu
In forza di una legge
Agli occhi di uno spettatore
(La cui presenza è tutt’altro che certa)
Prima di sprofondare in una singolarità

Resterai sospeso fra il buio e l’apparenza per un tempo che sembra infinito




QUANTI

Il Tempo e il Nulla non sono più in Campo


Dopo il Tempo ci hanno tolto anche il Nulla

Ce l’hanno trasformato in Campo
Dove qualcosa dovrà accadere, per forza.

Vero che il Nulla per chi ha fede
In passato era il sacco magico di Dio,
Che un po’ qua torna, fluttuando.

Quello che un tempo era il futuro
Se ne sta, sempre presente, là sotto
In un campo di cultura di semi quantistici.

Senza sapere dove e quando - e per quanto
Nulla avendo a che fare perché
Perseverano a sbocciare.

Di che ti lamenti?
E’ Tutto qui.
Scrivi di primavere anche in autunno.

Luca Traini 21.10.2018





PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE




Vorrei avere la certezza che il palloncino che persi nel 1969 a Pogliana, frazione di Bisuschio – e mai ritrovato dagli astronauti sulla luna – sia lo stesso che ha conservato un angelo nella chiesa di Castelletto Ticino. Il colore è quello, malva, chimico, della mia era industriale. Ricondotto nel cielo nuvoloso della terra direttamente dall’Empireo, dove si è perfettamente conservato. Immobile, pronto al colpo di testa della prossima creatura alata. Impossibile calcolare la velocità con cui è asceso nell’alto dei cieli e poi tornato. E se avessi anch’io un paio di ali, come quando ero bambino, spiccherei un salto smisurato e sarei subito distratto da altri voli, apparizioni, altri palloni immobili di altri colori, perdendo subito di vista il mio.
Heisenberg sorride in bianco e nero, come i sogni, dalla copertina dello speciale de Le Scienze mentre continuo a fluttuare da un ricordo all’altro.

Luca Traini Maggio 2019




IL SOTTOTETTO DEL GATTO DI SCHRÖDINGER



Assi di età cartesiana o giù di lì
Dove il tempo vince senza fretta la geometria.
Finestre chiuse e dietro, dentro,
Il Gatto di Schrödinger vive la sesta di sette vite.


Testo e foto di Luca Traini 13.03.2019




DI' ALLA NATURA DI SALVARE L'ARTE

Luca Traini, Venezia, 2017

Di’ alla Natura di salvare l’Arte
Almeno l’Arte:
E’ già abituata a eliminare il resto.
Può suggerirlo alla tettonica a placche,
Al sole quando sarà una gigante rossa,
Potrebbe anche smetterla con questa storia dell’entropia
- Ha senso sì e no per una Biennale -
Lasciaci almeno il Patrimonio materiale dell’UNESCO.

Luca Traini



QUESTO È QUANTO

Commento musicale Jeff Buckley/Henry Purcell, Dido’s Lament


Il sole parla agli alberi, ma questo lo dico io
Che vedo il sole al tramonto farsi spazio in mezzo a loro
E il lago non dice niente, niente la passerella sul lago
Perché questo lo dico io, che vedo una testa danzare.
Com’è che riesco a trovare queste poche, povere parole
Su qualcosa che non c’è, perché non parlano loro
Che pieni di foglie, di volti, sembrano più alti del cielo?


Poesia e foto di Luca Traini