domenica 19 ottobre 2014

MIES VAN DER ROHE Chair & Building



Ludwig Mies van der Rohe, Poltrona Barcellona, 1929


La struttura in metallo della Poltrona Barcellona ricorda i sostegni degli astrolabi, dei mappamondi rinascimentali.
Sopra: piccole, comode dune in pelle.
In questo accogliente deserto sprofonderebbe volentieri un profeta, perché lo sguardo è sempre obbligato verso l’alto.
Lo scheletro portante è quello dei futuri grattacieli.
 

Ludwig Mies van der Rohe & Philip Johnson, Seagram Building, New York 1958


Mies van der Rohe e Philip Johnson evocano il Dio dei Dettagli nella piazza del Seagram Building.


Ludwig Mies van der Rohe, Seagram Building Plaza

LIVRE DU COEUR D'AMOUR ÉPRIS


Amore dona a Desiderio il cuore del re malato
L’ opera in prosa e poesia di un re senza regno innamorato del Roman de la Rose:
Il sogno di un mondo mai esistito in un’età al tramonto.
L’incanto delle preziose miniature di Barthélemy d'Eyck.

La Speranza salva il Cuore

Le temps a laissé son manteau
De vent, de froidure et de pluie,
Et s'est vêtu de broderie,
De soleil luisant, clair et beau.
I cavalieri approdano all'Isola della Compagnia e dell'Amicizia

Potete sfogliare lo splendido manoscritto alla Bibliotèque national de France qui

Commento musicale



Controcanto di François Villon (in carcere)

Secondo alcune interpretazioni il poeta avrebbe cercato fortuna (senza trovarla) anche alla corte di Renato d'Angiò, forse ad Angers, nel castello dove il re senza regno era nato.
Quel mondo fatato ormai è solo un ricordo, mentre in carcere, a Meungattende di essere impiccato.

E da re Renato, che re non è mai stato, ci sono mai stato?
E quando è stato che abbiamo poetato e fatto versi come agnelli o vitelli sgozzati per farne pergamene?
Ricordo un castello fatato illuminato a giorno dagli incendi dei soldati.
Re di un regno che non c’era,
A furia di cercarlo hanno messo a ferro e fuoco tutta la scacchiera.

Immagine correlata

Il caso vuole che re Luigi XI passi per Meung e, in suo onore, qualche prigioniero, se non ha esagerato, venga graziato e liberato.
Un volta tanto la fortuna è dalla parte di Villon, che ringrazia a modo suo.

Questo è un vero re anche se pura prosa per quanto è brutto!
Col suo grande naso ha fiutato sottoterra e sentito il tartufo che marciva in galera: quanto è brutto, quanto è buono anche lui!
Lui mi salva e tu mi hai condannato, re e non re, poeta angelicato: che contraddizione fare versi!
Pastore di greggi armati che brucano fino all’ultima radice, amante di pastorelle smorfiose per cui preda e imbratta pergamene, avvinto da catene di cartone che dice d’oro, d’Amore: ma liberarsi da catene vere, arrugginite, tu non lo sai, no, tu non sai quant’è bello!

LUCREZIA BORGIA, PIETRO BEMBO: “LA GRANDE FIAMMA”



Bartolomeo Veneziano, Lucrezia Borgia - Tiziano, Pietro Bembo
Commento musicale Josquin Desprez, Mille Regretz
Per sfatare certi giudizi nefasti su Lucrezia Borgia, anche se portano la firma di Victor HugoGaetano Donizetti, non c’è niente di meglio che la lettura de La grande fiamma - Lettere fra Pietro Bembo e Lucrezia Borgia (1503-1517), edito da Archinto.
Sì, perché fra lo scrittore veneziano poi cardinale e la figlia di papa Alessandro VI, allora moglie di Alfonso I d’Este  e duchessa di Ferrara, fu vero amore (e, a quanto pare - e  nonostante i gusti petrarchisti di entrambi - non solo platonico).
In meno di cento pagine, nelle poche lettere rimaste (lui quaranta, lei appena nove),  il dialogo a distanza tra il futuro  architetto della lingua italiana e la raffinata mecenate di poeti (su tutti l’Ariosto) rispecchia in modo cristallino, tormentato e sognante tutti i chiaroscuri della vita di corte rinascimentale. Perché proprio il cuore, nel linguaggio cifrato dei due amanti, è chiamato “cristallo” (seconda lettera di lei “lo incontro del vostro o nostro cristallo”, terza lettera di Pietro, in endecasillabi: “Avess’io almen d’un bel cristallo il core” e quarta, in prosa, “Ora m’è il mio cristallo più caro che tutte le perle de gl’indiani mari”). Perché particolarmente preziosi erano stati cinque esametri latini del Bembo, il cui incipit era inciso in un braccialetto d’oro a forma di serpente di proprietà della duchessa e dove il gioiello in prima persona cantava l’unione tra i fiumi Tago e Po.
E la donna – già, la donna, perché dell’avvelenatrice non c’è traccia in questa storia d’amore che è storia, non leggenda – la dama, in perfetta sintonia con il suo tempo, inviava brani di canzoni spagnole (“Yo pienso si me muriesse”, quinta cobla da “Si mis tristes pensamientos” di Lope de Stúñiga) al suo amato, che rispose con tre sonetti fra quelli di miglior cesello della sua raccolta di Rime (esattamente i numeri 88 89 90 dell’edizione curata da Carlo Dionisotti).
In particolare quattro versi dell’89:

“Madonna più che mai tranquilla, umile,
con tai parole e ‘n sì cortese affetto
mi si mostrava, e tanto altro diletto
ch’asseguir no ‘l poria lingua né stile”.

Raffaello, Ritratto di giovane (Pietro Bembo?) - Bartolomeo Veneziano, Ritratto di giovane (Lucrezia Borgia?)
Commento Musicale Tielman Susato, Danze rinascimentali
Un rapporto nato ai primi di giugno del 1503, con l’arrivo del poeta a Ferrara e l’invio alla duchessa dei suoi dialoghi sull’amore, gli Asolani.
Un gioco amoroso che ha avuto il suo culmine nei due anni successivi.
Pietro: “A voi bascio ora quella mano col cuore, che fra poco verrò a basciare con quella bocca che ha in sé il vostro bel nome sempre”.
Lucrezia: “Misser Pietro mio, cum singolare piacere e consolatione ho receputa e lecta una vostra lettera, per la quale inteso lo che mi scrivete”.
Una fitta corrispondenza che testimonia insieme alla condivisione tutte le difficoltà che possiamo immaginare (“mille lontananze, mille guardie, mille steccati, mille muri”, Bembo, Lettera 27), poi sempre più rarefatta con la dipartita dell’uomo dalla città (1505).
Una passione via via negli anni sempre più idealizzata dal poeta, fino all’ultima corrispondenza che data 13 ottobre 1517: “Né lunghezza di tempo né mutamenti di fortuna mi torranno giammai che io non sia, e che io non isperi a qualche tempo più ozioso poterla e visitare e servire”.

Resta - oltre le lettere, le canzoni, i versi – la ciocca di capelli (“Più simili ad oro che altro”, Bembo -  «Sono i capelli più biondi che si possano immaginare», Lord Byron)  che Lucrezia donò al suo Pietro (come non cambiano i gesti di chi ama), custodita dal 1685 alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, nella teca realizzata da un grande gioielliere del ‘900, Alfredo Ravasco.

“Con promessa de ferma perseveranza. La vostra Duchessa de Ferrara” (Lettera 6).


Luca Traini

sabato 13 settembre 2014

RECANATI: LORENZO LOTTO E GIACOMO LEOPARDI

Lontananza di due solitudini

Parte prima

Immagina l’incontro degli occhi di Giuseppe di Arimatea con quelli del poeta.

Lorenzo Lotto, Polittico di San Domenico, Recanati, 1508, Dettaglio della Pietà con Giuseppe di Arimatea

Meno di un attimo. Due dolori che non si parlano.
Abissi di tempo, di senso. L’infinito del pittore è concreto, è quel cadavere bianco destinato a risorgere. Lo strazio di Giuseppe è solo questione di tempo: una breve concessione al dramma da parte dell’eterno.
La tragedia del poeta non prevede un dialogo con questo genere di sofferenza a tempo. Troppi colori per un letterato. Troppa fiducia nell’attesa per il filosofo del nulla, per l’uomo che ha fede solo nella memoria delle speranze tradite di un fanciullo.
Qualcuno dovrà pur asciugare le lacrime di Giuseppe. Questa la volontà del pittore.
Illusioni! grida il filosofo” avrebbe pensato Leopardi, citando Foscolo, cercando nel pianto le uniche tracce luminose, tremanti del nostro passaggio.

 Lorenzo Lotto, Polittico di San Domenico, Recanati, 1508, la Pietà nella cimasa

[...]
Giacomo Leopardi
Come sei bella, Maddalena! Potessi baciare le mie ferite come la mano del tuo dio che non esiste.
[...]

Recanati e Loreto in un'incisione della fine del XV secolo

Lotto era finito a Recanati sulla strada per Roma, pieno di speranze. L’approdo momentaneo era una città che comprendeva anche Loreto in pieno decollo spirituale ed economico: un santuario quasi completato che aspettava solo la facciata del Bramante, un vescovo imparentato con papa Giulio II e un altro prozio del futuro poeta Torquato Tasso (parola di Monaldo Leopardi).

San Flaviano protettore di Recanati, incisione di Secondo Bianchi (notizie 1780-1820)

La Recanati del poeta era pura provincia della Restaurazione: un paese privato di Rinascimento, Loreto e anche del relativo sviluppo economico seguito alla creazione del porto franco di Ancona (1732).

Luca Traini (2008)

Frammento II: Leopardi: il prozio architetto e il poeta (2008)

sabato 9 agosto 2014

IL BILIARDO QUANTISTICO


Il libro di Fisica fu il primo a essere venduto dopo una triste Maturità.

“Senti, quanto mi dai?”.

“Mah, guarda... é tutto scritto... l’hai già preso a metà prezzo... Eh sì, fa proprio un po’ schifo: 3000 lire”.

“Come 3000 lire? Ma sei fuori! E’ pure rilegato!”.

“Ma se è più scotch che plastica! Toh, guarda!” e spalanca la copertina “C’è pure scritto bello grosso: ‘Fai schifo!’”.


File:Phisicorum ca. 1485 ..JPG


Era vero. In Fisica facevo piuttosto schifo. Non che l’argomento non mi affascinasse, anzi, ma al Classico era proprio l’ultima ruota del carro.

“Moto circolare uniforme”.

“Sì, delle mie palle: caduta dei gravi”.

Primo quadrimestre del quarto anno: 4.

Moto accelerato uniforme verso l’esame a settembre.

“Paolo, mi aiuti in Fisica? Dai, le partite a biliardo te le pago io”.

E Paolo: “Va bene. E poi non c’è niente di meglio del biliardo per mettere in pratica le leggi della Meccanica”.

“Ecco, bravo: prendimi anche per il culo”.

Bar “2 stelle” (astrofisica): tempio dei bigioni varesini. Mai sperimentato una serie così cocente di sconfitte! Carambola, goriziana... I tamarri del tavolo vicino mi lanciano brevi occhiate sprezzanti (ottica).

Però il gioco vale la candela: 7 nell’ultima interrogazione.

4,5 + 7 = 11,5 : 2... 5,75. + 6 che 5. E vai: fenomeno!


File:Louis XIV of France with his brother, nephew and son playing billiards (1694).jpg


Fenomeno fisico però. E perciò reversibile.

Nuovo e ultimo anno. Nuovo attrito con la prof. Classico 5.

Febbraio 1985: “Oh, ragazzi, fra le 4 materie per l’esame è uscita pure Fisica”.

Ecco, ci mancava solo questo.

“Vuoi una mela?”.

“Sai dove te la puoi mettere la mela?!”.

Pico de Paperis contro Archimede: agli esami porto 3 materie invece di 2 anche per evitare quella lì.

E infatti non me la chiedono.

Ma anche così, le mie attese sarebbero cadute nel vuoto.


File:Stamps of Germany (DDR) 1966, MiNr 1195.jpg


“Facciamo almeno 5000”.

“Tremilaecinque”.

“Quattroecinque”.

“4 e basta”.

“Va bene: 4 e vaffanculo!”.

“Dai, non rompere che ti è andata bene”.

“Capirai, 2 anni di Fisica 4000 lire!”.



File:Solvay1933Large.jpg



1998. Sono passati 13 anni, ma, a pagina 60 del numero 2 di “Scienza Nuova” c’è il disegno di un biliardo che finalmente mi soddisfa.

Un biliardo quantistico dove ogni palla giocata cadrà inevitabilmente, finalmente nella buca esatta. E, attraversando un cunicolo spaziotemporale nascosto nell’anima del tavolo, riemergerà da un’altra buca, nel passato.
E ogni partita, tutte le partite perse, avranno nuovamente inizio


martedì 8 luglio 2014

NEOLUDICA A "FABBRICA DEL VAPORE", MILANO

PLAYER AS ARTIST per WONDERWALLS a Fabbrica Del Vapore Milano


Samuele Arcangioli, Tetris_Alexey Pajitnov (NEOLUDICA_54.Biennale di Venezia)

PLAYER as ARTIST
nuove espressività artistiche e creative delle game art e dei videogiochi

a cura di Debora Debora Ferrari e Luca Traini
con la partecipazione di Emanuele Cabrini di Gamsearch.it

Milano - Fabbrica del Vapore – Dal 9 al 20 luglio 2014

WONDERWALLS
International Art Exhibition
Alla Fabbrica del Vapore una grande mostra d’arte contemporanea a cura di Caterina Seri


ARTISTI
Samuele Arcangioli l Luca Baggio  l Paolo Della Corte l Matteo De Petri l Enrica Fastuca l Giacomo Giannella l  Massimo Giuntoli l Emanuele La Loggia l Giovanni Maisto l Daniela Masera l Riccardo Massironi l Rosy Nardone l Gabriella Parisi l Mauro Perini l Michele Pianezza l Serena Piccolo l Ivan Porrini l  Luca Roncella l Giuditta Sartori l Filippo Scaboro l Cristian Scampini l Claudia Tuci l Federico Vavalà l WE ARE MUESLI l Mattia Zarini


SENSO DEL PROGETTO
Nel trentennale della creazione di Tetris di Alexej Pajitnov, Game Art Gallery crea una parete di opere di game artist e concept artist -tele di cm 30x30- ispirandosi aTetris per materializzare il digitale, per offrire nuove visioni dell’arte contenute nel videogame, per riproporre il temaL’ARTE è IN GIOCOdivenuto lo slogan di tutta l’attività critica, per far comprendere la nuova era dell’ARTEINMENT.
 “Considerare l’arte del gioco come architettura suggerisce che l’arte del gioco è creata da varie classi di artisti. L’artista dei videogiochi come pittore di opere digitali è solo una forma di espressione. Almeno altrettanto importanti sono le analogie con altre forme d’arte , come la scultura (modelli), l’architettura (spazi), e il cinema (cinematica del gioco), per citarne alcune.
Con riferimento alla game art in generale e all’analogia con l’architettura in particolare, consideriamo due modi di produzione e i produttori corrispondenti. Ci sono quelli che creano lo spazio (gli architetti) e quelli che lavorano nello spazio (giocatori).
La creatività dei giocatori è spesso avvincente quanto il design del gioco. La creatività dei giocatori definisce il gioco digitale come una base per l’espressione personale e artistica. La creatività dei giocatori, incluse le forme di performance e di pubblico che ha prodotto, merita più attenzione da parte degli studi sui videogiochi. Anche la creatività dei giocatori è arte”. Henry Lowood, docente alla Stanford University che ha selezionato i 10 videogame per la Biblioteca del Congresso di Washington, ha scritto questo testo per Game Art Gallery.
Con le mostre, i workshop, le conferenze e gli eventi, intendiamo portare a conoscenza di tutti la rete virtuosa che abbiamo contribuito a creare e promuovere in questi anni tra game culture e arte contemporanea. “Quello che ci proponiamo di fare da sei anni -spiegano Ferrari e Traini- è dare una fisicità ai lavori digitali dei concept artist per valorizzarli e permettere anche al pubblico di non giocatori di godere quest’arte. Inoltre stimoliamo la società a comprendere la forza comunicativa e lavorativa dell’industria videoludica dove molti giovani possono trovare sbocchi di studio e professionali. Molte categorie artistiche interrotte nei secoli possono riprendere vita oggi in queste arti tecnologiche e molto vitali”.

L’ARTE è IN GIOCO!!


Wonderwalls. Letteralmente “muri di meraviglie”, ma anche di speranza. Il titolo,tratto da una delle canzoni più famose degli Oasis, dedicata al chitarrista George Harrison, riassume lo spirito di questa grande mostra d’arte contemporanea allestita nella “Cattedrale” della Fabbrica del Vapore, che dal 9 al 20 luglio ospiterà le opere di oltre cento artisti emergenti provenienti da tutto il mondo.
Un evento che offrirà loro un’importante occasione di visibilità. Grazie alla stretta collaborazione tra Euroglobo Productions, Caterina Seri, curatrice della mostra, Consolati ed Associazioni operanti in ambito internazionale presenti in Italia, ma anche ad iniziative di singoli artisti  e di realtà private non istituzionali, il visitatore potrà conoscere attraverso l’occhio dell’arte emergente anche le sensibilità, le problematiche, le tradizioni delle varie nazioni presenti.  
La curatela ha selezionato le opere e i loro codici espressivi  ponendosi dal punto di vista dello spettatore, con l’obiettivo  di avvicinare sempre più i giovani all'arte. Sul filo di questa impostazione  saranno esposti lavori di artisti già con uno storico importante alle spalle, come Fabio Giampietro con l'installazione interattiva "Aletide"  e autori italiani provenienti da Berlino, riuniti nel progetto Ende Neu curato da Paola Verde, dove l’arte sconfina nei nuovi linguaggi digitali e in realtà anti utopiche e apocalittiche. Una tendenza individuabile anche nei lavori di una piccola collettiva di artisti italiani emergenti di arte "urbana" ("Urban Prototypes") , alcuni dei quali legati tra l'altro al tema del riciclo.
Il percorso prosegue  con spazi dedicati ai fumetti (con la giovane casa Edizioni BD), opere di "game art" (Neoludica Game Art Gallery porta 20 artisti nel progetto dal titolo ‘Player as Artist’) e di giovani artisti emergenti italiani molto apprezzati dai giovani: i "micromondi, con gli alternativi punti di vista" di Johnny Pixel;  il progetto "Metaborg", curato da due artisti dell'hinterland milanese che realizzano sculture di robot ed animali con multimateriale metallico di riciclo. E un’area, espositiva e di laboratorio, per gli studenti di Brera e di Naba, riuniti in collettiva.
Ad accogliere i visitatori al centro della grande “Cattedrale”, un pensiero allo sport nazionale per eccellenza non solo in Italia, il calcio, e alla competizione mondiale festeggiata da (R)Estate in Fabbrica. Il progetto di questa particolare "squadra" nasce da un' idea di Manuel Felisi , artista e molto altro, anche lui "in campo" e di Giancarlo Pedrazzini di Fabbrica EOS (Milano). Quest'ultimo, in veste di "allenatore" grazie alla preziosa collaborazione di alcune note gallerie  ha fatto scendere  in campo 11 artisti  di fama internazionale, pittori, scultori, fotografi, per la prima volta insieme: Fabio Giampietro (doppio ruolo) Monica Marioni, Tommaso Ottieri, Manuel Felisi, Giovanni Sesia , Enzo Fiore, Robert Gligorov, Robert Pan, Massimo Giannoni, Giuseppe Mastromatteo .  

La "squadra" che gioca alla Fabbrica del Vapore, però, ha un significato che va ben oltre il gioco del calcio. Agire in "squadra" rende il singolo più forte, nella difesa di obbiettivi e valori universalmente riconosciuti. Questa  "nazionale italiana artisti" resta qui schierata in campo nonostante l’esclusione dalla competizione mondiale della formazione italiana, a dimostrazione che l'arte e la cultura in generale sono un valore stabile, superiore, che prescinde da tutto ciò che accade intorno.

Il 12 luglio alle ore 18 Neoludica e Gamesearch tengono un incontro col pubblico e una conferenza dibattito sulle potenzialità culturali artistiche ed educative del videogioco.

Wonderwalls - International Art Exhibition
DoveMilano, via G. Procaccini 4
Quando:dal 9 luglio al 20 luglio
Orario​​lun. – ven.  ore 16-23; sab. dom. ore 11 - 24
Ingresso: gratuito
Programma completo: www.restateinfabbrica.it