Commento musicale Arvo Pärt,Collage über B-A-C-H
Cecco, rissoso compagno di strada delle Medie, quando frequentavo gente come te perché ero un piccolo terrone immigrato e certe tue poesie erano le uniche che piacevano ai bocciati. Poi ti ho inquadrato meglio alle Superiori e quindi abbandonato: tu nobile senese scapestrato che manco lasci un’eredità a cinque dei figli che hai seminato, io nipote di contadini fermani che faccio il Classico e mi laureo pure all’università. Non rispondevo più alle tue invettive, come Dante, che si era stancato di fare il bue per le tue punture di tafano o di zanzara. Meglio farlo dialogare con Albertino Mussato l’Alighieri.
O scegliere fra i disperati Caravaggio, più coerente, come il sottoscritto, a portare una missione fino in fondo.
Poi ti ho ripescato a inizio nuovo millennio e ti ho piazzato a fare le pulizie che ho imparato fin da piccolo in una famiglia guidata da donne, altro che la tua povera Becchina!
Hai pulito bene la biblioteca? Sui libri si potrà anche sputare, ma è tutta saliva che sale dal fatto che li abbiamo divorati, come il profeta Ezechiele.

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