Un capolavoro di architettura e una grande mostra Per
Arte ricevuta
J.
S. Bach, Magnificat (dir. N.
Harnoncourt)
Per
Arte ricevuta, segno, terra, luce e I Piatti della Gioia
Mostra
per il Centenario di Padre Costantino Ruggeri
Dal
22 novembre al 5 dicembre 2025 - Chiesa di Santa Maria della Gioia -
Varese
Inaugurazione
sabato 22 novembre ore 11, conferenza al Lyceum ore 15.30
Nel centenario della nascita di
Padre Costantino Ruggeri, artista e francescano tra le figure
più amate del Novecento sacro italiano,
la Chiesa di Santa Maria della Gioia di Varese celebra il suo fondatore con una mostra che unisce
arte, fede e comunità.
Il progetto, intitolato PER
ARTE RICEVUTA, SEGNO TERRA LUCE vede la partecipazione di numerosi artisti contemporanei che,
ispirandosi al messaggio di bellezza e condivisione lasciato da Padre Costantino: Samuele
Arcangioli, Fausto Bianchi, Maurizio Cavicchiolo, Massimo Fergnani,
Anny Ferrario, Vittore Frattini, Anna Genzi, Raffaella Grandi, Ugo
Nespolo, Samuele Omati, Dario Paini, Nicola Perucca, Laura Pozzi
Rinaldi, Chiara Ricardi, Arlenys Romero, Riccardo Ranza, Stella
Ranza, H.H. Stillriver, Sara Tardonato, Pina Traini, Giacomo Vanetti,
Giorgio Vicentini.
Gli artisti espongono le opere nella
sala della Chiesa e hanno realizzato 200 piatti d’artista, ciascuno
pezzo unico e donato come segno di gratitudine e sostegno alla chiesa
e alle sue attività. I Piatti della Gioia sono
stati presentati ufficialmente domenica 16 novembre 2025 durante la Santa Messa alla Brunella ore 11.15,
con una cerimonia simbolica come gesto di comunione tra arte e spiritualità.
La mostra, a cura di Debora Ferrari, sarà inaugurata sabato 22 novembre e resterà aperta
fino al 5 dicembre 2025 presso la chiesa di
Santa Maria della Gioia, in Via Montello 80. Nel pomeriggio dell’inaugurazione,
alle ore 15.30 al Lyceum di Varese, in Via Carrobbio 3, si
terrà la conferenza dell’architetto
Luigi Leoni, che collaborò con Padre Costantino alla costruzione
della chiesa: un incontro prezioso per
riscoprire la genesi e il significato spirituale di uno dei luoghi
più identitari della città, dove
interverrà anche Federico Visconti presidente della
Fondazione Comunitaria del Varesotto. In sede
ci saranno i rollup con le chiese del frate/artista e i 200 piatti. Per l’occasione sarà presentato
il catalogo ufficiale della mostra, edito da TraRari TIPI
Edizioni, con testi di Debora Ferrari e a cura
anche di Luca Traini, insieme a contributi di Mons. Gabriele
Gioia, di Luigi Leoni Fondazione Frate Sole e della Fondazione
Comunitaria del Varesotto, che sostiene l’iniziativa insieme
alla parrocchia, agli altri enti patrocinatori: Provincia e Comune
di Varese, FAI, Ordine degli Architetti di Varese, Provincia
Francescana, Studio Ricerca Arte Sacra.
Il pubblico potrà visitare la
mostra e sostenere il progetto attraverso l’acquisto dei Piatti
della Gioia e del catalogo, il cui
ricavato contribuirà al progetto e alle future attività di
manutenzione.
Orari:
venerdì 14.30-17, sabato e domenica 10-13/15-17. Ingresso libero e
visite guidate nella chiesa.
Informazioni:
culturalbrokers@gmail.com
La meraviglia della Chiesa di Santa Maria della Gioia in un mio post del 2018
Ruggeri,
Leoni, Chiesa di Santa Maria della Gioia (1975-77)
La
gioia è un'emozione che, vissuta intimamente, apre alla comprensione
profonda e luminosa del mondo.
È una metafora, certo, ma anche un'esperienza concreta, tangibile,
quando si varca la soglia
della chiesa di Santa Maria della Gioia. Questo spazio sacro, nato
nel 1975 dal genio di Padre Costantino
Ruggeri e dall'architetto Luigi Leoni di Busto Arsizio, porta la
firma di entrambi, scolpita su
una pietra all'esterno, un segno di eternità.
Dall'esterno
appare come una crisalide: semplice, compatta, quasi una cisterna che
richiama la peschiera
un tempo presente sui terreni del marchese Ponti, poi acquistati dai
Frati Minori della Brunella.
Ma all'interno si trasforma, rivelandosi una farfalla, leggera e
luminosa, un luogo dove l'architettura
si fa poesia e spiritualità.
La
chiesa si sviluppa su due livelli: al piano superiore si trova lo
spazio liturgico, mentre il piano inferiore
accoglie le sale dell'oratorio. All'esterno, un blocco di marmo
botticino bianco funge da altare
per le celebrazioni all'aperto, mentre una fontana richiama il tema
dell'acqua, così caro a Ruggeri.
Sopra, il tetto è un giardino pensile, affidato alla natura, dove
“gli elementi in muratura permettono
agli uccelli di fare i loro nidi,” come raccontava Ruggeri.
Intorno, cento alberi da bosco e
duecento rose canine completano il progetto, in armonia con la
semplicità francescana.
Il
sagrato coperto è una soglia tra il mondo esterno e il sacro, un
luogo che evoca il tempo in cui i catecumeni
sostavano qui prima di ricevere il battesimo. La pavimentazione è in
ciottoli, mentre l'interno
è rivestito in ardesia. I muri rustici, volutamente imperfetti,
accolgono senza opprimere.
Il fonte battesimale (foto di Dario Paini)
Al
centro del sagrato spicca il fonte battesimale: una roccia nera
posata nell'acqua, illuminata da una
luce che scende dall'alto, un invito visivo e simbolico a rinascere.
Ruggeri innovava persino nei dettagli,
come l'acqua corrente nei suoi fonti battesimali, elemento che
portava dinamismo e vita.
Una
paratia scorrevole in bronzo patinato, teatrale e maestosa, separa il
sagrato dall'interno della chiesa.
Varcandola, si entra in uno ‘spazio mistico’ dove tutto si
accende: è il regno della creazione e
della bellezza, indispensabili in un luogo di preghiera pensato per
una comunità felice.
L'interno della Chiesa (foto di Marco Guariglia)
L'interno è
essenziale, spoglio del superfluo, ma vivo nei colori delle vetrate e
nelle geometrie avvolgenti. L’aula,
con le sue panche in legno disposte in modo degradante, crea un senso
di abbraccio collettivo,
un infinito centripeto che unisce.
Costantino
Ruggeri, ispirato da Le Corbusier, raccontava di aver incontrato il
maestro nel 1965. Parlando
della cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp, Le Corbusier la
definì “uno spazio ineffabile
e indicibile,” un microcosmo che racchiude una terza dimensione
simbolica dell’infinito. Questo
pensiero influenzò Ruggeri nella creazione di spazi che fossero
“luoghi di silenzio, di preghiera
per l’uomo moderno, di gioia interiore e di pace.” Non meno
significative furono le suggestioni
di Henri Matisse e della sua Cappella del Rosario a Vence, dove luce,
colore e semplicità
diventano strumenti di spiritualità. “La mia opera è soltanto un
fiore,” diceva Ruggeri, parafrasando
Matisse.
Altare e vetrata (foto di Dario Paini)
Una
delle meraviglie della chiesa di Santa Maria della Gioia è la
vetrata principale, posta in alto, dove
si intravede il profilo del Sacro Monte e del Campo dei Fiori, un
richiamo al territorio e alla sua
sacralità. Le vetrate, con i loro colori vibranti, dialogano con la
luce naturale, trasformandola in una
materia viva che anima lo spazio e lo spirito.
Anche
gli arredi liturgici seguono il criterio dell’essenzialità e della
povertà, senza mai rinunciare alla
creatività. L’altare, il leggio, il crocifisso, il tabernacolo e
persino il turibolo portano la firma scultorea
di Ruggeri, spesso arricchiti da un piccolo animale simbolico, un
tocco di tenerezza e umanità.
Santa
Maria della Gioia è stata la prima di una serie di oltre venti
chiese realizzate da padre Costantino
Ruggeri nel mondo, un esempio straordinario di come l'arte,
l'architettura e la spiritualità
possano fondersi in un'opera che è insieme luogo di culto e
testimonianza di bellezza.
Debora Ferrari
in
Appunti per elaborazione e stesura della scheda in AA.VV,
Atlante delle Architetture e dei paesaggi in provincia di Varese dal
1945 a oggi, Silvana Editoriale,
Milano, 2023.
Bibliografia
N.
Fabretti, La chiesa di un frate a Varese, in
L’architettura, 277, 1978.
Santa
Maria della Gioia, Arti Grafiche
Barlocchi, Settimo Milanese 1981.
N.
Fabretti (a cura di), Soltanto un fiore. Genesi di un
artista cristiano, Marietti,
Bologna 1990
L.
Crespi, A. Del Corso, Un secolo di architettura a Varese,
Alinea, Firenze 1990.
Costantino
Ruggeri. L’architettura di Dio,
Catalogo della mostra (Adro, 2005), Skira, Milano 2005.
M.
A. Crippa (a cura di), Padre Costantino Ruggeri, artista
francescano, Silvana Editoriale,
Cinisello Balsamo 2019.
E.
Cerutti, Santa Maria della Gioia al Montello, articolo
per La Brunella, 2022.
[https://fondazionefratesole.org/](https://fondazionefratesole.org/)]
[http://www.padrecostantino.it/padre-costantinoruggeri/]
[http://www.padrecostantino.it/padre
costantinoruggeri]
Video:
[https://www.youtube.com/watch?v=c5ltFAGX820](https://www.youtube.com/watch?v=c5ltFAGX820]