martedì 21 ottobre 2014

STORIA E VIDEOGAME ALL'UNIVERSITA' DELL'INSUBRIA DI VARESE: BAMBINI, DONNE E CIVILI NELLA GRANDE GUERRA

  
 
L'INSTITUT FRANCAIS ITALIA in collaborazione con UBISOFT ITALIA e LICEI MANZONI
organizza l’incontro

“LA GENTE DELLE RETROVIE”
Bambini, donne e civili nella Grande Guerra
Il metodo della microstoria e l’arte di far rivivere la memoria

Mercoledì 22 ottobre 2014, ore 10.00
Aula Magna - Università dell’Insubria - via Ravasi 2 – Varese

In occasione delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, l’Institut français Italia insieme a UBISOFT ITALIA e ai LICEI MANZONI vi invitano a un incontro di riflessione sulla Storia e la sua trasmissione: come un importante evento storico possa ispirare metodi differenti di condivisione delle conoscenze: dal discorso scientifico, alla presentazione di documenti autentici, dall’analisi di documenti storici, alla rappresentazione attraverso un videogioco.

Saranno gli storici MANON PIGNOT (Université de Picardie) e ENZO R. LAFORGIA (Liceo Classico “Ernesto Cairoli” Varese) a condurci nelle possibilità di definire e produrre una microstoria della guerra: una ricostruzione di fatti e figure ai margini della storiografia, ripresi nella quotidianità e su una differente scala di osservazione rispetto ai  grandi avvenimenti e personaggi,  e di come questi elementi possano arricchire l’insegnamento della “Grande Storia”.
   
Sono proprio le lettere inviate dal fronte, oltre ai documenti ufficiali, libri, fotografie, medaglie, la fonte d’ispirazione di Valiant Hearts: The Great War”, videogioco della casa di produzione francese Ubisoft, un’opera che trae ispirazione da fatti storici reali del Fronte Occidentale, come la battaglia della Marna o della Somme.
YOAN FANISE e SIMON CHOQUET-BOTTANI, content & audio director e game designer, che hanno sviluppato questa graphic novel videoludica, insieme agli esperti di game art DEBORA FERRARI e LUCA TRAINI, illustreranno come la Storia possa ispirare un opera d’arte interattiva e come questa possa a sua volta divenire un’interessante strumento didattico per lo studio del primo conflitto mondiale, in particolare per i nativi digitali.


MANON PIGNOT
è Maître de conférences di storia contemporanea presso l'Università di Piccardia, membro dell'Institut Universitaire de France. Il suo lavoro si è concentrato sulle esperienze infantili della Prima Guerra Mondiale. Attualmente sta lavorando su un nuovo progetto dedicato i combattenti adolescenti durante la Grande Guerra.

ENZO R. LAFORGIA
Sorico, insegnante al Liceo Classico “Ernesto Cairoli” Varese, collaboratore del Centro Internazionale di Ricerca per le Storie locali e le Diversità culturali, Università degli Studi dell’Insubria, Varese

YOAN FANISE e SIMON CHOQUET-BOTTANI
Content & audio director e game designer. Membri del comitato di sviluppo del videogioco “Valiant Hearts: The Great War”/“ Soldats inconnus : mémoires de la Guerre”  -  Ubisoft Montpellier France

DEBORA FERRARI e LUCA TRAINI
Esperti di game art e autori di “Arte e Videogames. Neoludica”(Skira, 2011) e di “Assassin’s Creed, Art(R)evolution” (Skira, 2012)

Moderatrici:
Claudie Pion,  addetta alla cooperazione per il francese in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, Ambasciata di Francia in Italia
Antonella Visconti, insegnante di storia nelle sezioni Esabac del Liceo Linguistico « Alessandro Manzoni », Varese.
 


domenica 19 ottobre 2014

Fuori Milan Games Week, party all'Hangar Bicocca e una fiera del videogioco con tante sorprese: è Game Culture italiana!



Milan Games Week Party: il 23 ottobre una grande festa aperta al pubblico per inaugurare la quarta edizione della manifestazione.
Red Bull è partner dell’iniziativa

L’evento ospiterà la III° edizione di Playing The Game, oltre a un’esposizione a cura di


La quarta edizione di Milan Games Week – che prende il via da venerdì 24 a domenica 26 ottobre al Padiglione 4/Gate 4-5-6 di FieraMilanoCity – verrà inaugurata da una grande festa aperta al pubblico di appassionati realizzata all’interno degli spazi di HangarBicocca.
Il Milan Games Week Party, realizzato in collaborazione con Red Bull, si terrà giovedì 23 ottobre 2014 dalle h 22.00 alle h 01.00 e sarà una serata ad ingresso gratuito che anticiperà le atmosfere del salone. Un dance floor dalla scenografia eccezionale, musica pop-house e 8-bit ispirata alle colonne sonore dei videogame selezionate da Paolo Branca, videoproiezioni a tema game e cosplay: questi gli ingredienti che animeranno la notte della vigilia di Milan Games Week in via Chiese 2, ricreando un atmosfera unica nel suo genere.
Nello stesso spazio sarà presentata un’esposizione curata da Neoludica - Game Art Gallery: una selezione di circa trenta creazioni offrirà un colpo d’occhio unico sulle nuove tendenze delle produzioni videoludiche coordinate da Game Art Gallery, il progetto che dal 2011 ha come obiettivo la promozione della creatività nell’ambito  dei videogiochi.
Per partecipare al Milan Games Week Party è possibile accreditarsi compilando un semplice form di registrazione sul sito dell’evento (www.gamesweek.it). Una volta inseriti tutti i dati, verrà generato un ticket personale e non cedibile da stampare e portare con sé alla serata. L’evento non prevede il pagamento di un biglietto ed è aperto a tutti.
Sul sito della manifestazione (www.gamesweek.it) sono consultabili tutti gli altri eventi che animeranno la settimana del Fuori Milan Games Week 2014 e la mappa delle iniziative.
Milan Games Week: Welcome to the next level!


1.
Titolo: Insert Coin Popcorn, di Fabio Kenobit Bortolotti
Luogo: Wave Milano, via De Amicis 28
Date: 24 ottobre Dalle 22 alle 02
Sito: www.8-b.it
 
2.
Titolo: Vectrex, robot e arte contemporanea con Fabio Giampietro
Luogo: Studio d’Arte di Fabio Giampietro, Via Romussi 14
Date: mercoledì 22 ottobre dalle 18 alle 23.
Sito: www.fabiogiampietro.com

3.
Titolo: Arte 3D e partecipativa per raccontare un luogo: Matera e Maastricht
Luogo: Streamcolors House - officina creativa e spazio espositivo di Giuliana Geronimo e Giacomo Giannella, via Vincenzo Vela 8
Date: dal 20 ottobre al 23 ottobre dalle 14 alle 18.

4.
Titolo: Vintage Games: guarda, gioca e vinci
Una mostra con videogiochi d’epoca da giocare e riscoprire in uno spazio d’arte contemporanea
Luogo: Spazio Tadini, via Jommelli 24
Date: Dal 20 al 24 ottobre dalle 15.30 alle 19.00, 25 e 26 ottobre 15.30-20.
A seguire dal 29 ottobre al 21 novembre MOSTRA PER GIOCO collettiva dove l’arte si fa gioco
A cura di Caterina Seri, Spazio Tadini e Neoludica Game Art Gallery.

5.
Titolo: INNOVATIVE RICERCHE_ Grafene, videogames e… forza del pensiero
Date: Dal 20 al 22 ottobre dalle 16 alle 19.
21 ottobre – progetto Arale dalle 16 alle 19
Luogo: Amy-D Arte Spazio, via Lovanio 6
Sito: www.amyd.it

6.
Titolo: Interazione virtuale-reale di meccanismi di gaming nell’attività sportiva: l’esperienza del light saber combat
Luogo: LudoSport International Light Saber Combat Academy - Scuola di Milano, via Massimiliano Kolbe 5
Date: Dal 20 ottobre al  24 ottobre dalle 20 alle 23. Domenica 26 ottobre dalle 19 alle 22.

7.
Titolo: TECHNOLOGY OF BEAUTY powered by Microsoft
Luogo: LOGIN, via privata Stefanardo da Vimercate, 28
Date: dal 20 al 23 ottobre dalle 9 alle 19.
22 ottobre performance live dalle 15 alle 19
23 ottobre conferenza dalle 16 alle 18

8.
Titolo: "CODICI Programmare la bellezza" e "Il Gaming come esperienza di lettura"  
Luogo: Università di Milano Bicocca,  Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione (DISCO)-  Edificio U6-Aula 10- Piazza dell'Ateneo Nuovo 1
Date: martedì 21 ottobre dalle 10.30 alle 12.30

9.
Titolo: WEMAKE... GAME ART 3D E COSPLAYER La creatività del fare al FabLab, tra magliette e stampanti 3D
Luogo: WeMake, via Privata Stefanardo da Vimercate 28
Date: 20/10 Lasercut Stencil magliette game art h 15-19; 21/10 Cosplay e stampa 3D h 15-19.

10.
Titolo: Game Art Energy powered by Neoludica Game Art Gallery
Luogo: Atelier e spazi Brandstorming, Via Corsico 3
Date: dal 20 al 26, orari 15-19; sabato 16-23

11.
Titolo: Corridoio Virtuale, MenteZero, a cura di Carlo Gioventù e Biancamaria Mori
Luogo: EnergoLab, via Plinio
Date: dal 20 al 23 ottobre, orari 10-12, 15-19, ingresso libero
sito: www.mentezero.it

12.
Titolo: Serata musicale di 8bit chiptunes con Fabio Kenobit Bortolotti e Andrea Babich
Luogo: RAL8022, via Corsico 3
Data, orari: 25 ottobre dalle 22 alle 02

APPROFONDIMENTI SU http://neoludica.blogspot.it/
ALTRI EVENTI, MAPPE, CALENDARIO COMPLETO, SCARICABILE DAL SITO UFFICIALE WWW.GAMESWEEK.IT

MIES VAN DER ROHE Chair & Building



Ludwig Mies van der Rohe, Poltrona Barcellona, 1929


La struttura in metallo della Poltrona Barcellona ricorda i sostegni degli astrolabi, dei mappamondi rinascimentali.
Sopra: piccole, comode dune in pelle.
In questo accogliente deserto sprofonderebbe volentieri un profeta, perché lo sguardo è sempre obbligato verso l’alto.
Lo scheletro portante è quello dei futuri grattacieli.
 

Ludwig Mies van der Rohe & Philip Johnson, Seagram Building, New York 1958


Mies van der Rohe e Philip Johnson evocano il Dio dei Dettagli nella piazza del Seagram Building.


Ludwig Mies van der Rohe, Seagram Building Plaza

LIVRE DU COEUR D'AMOUR ÉPRIS


Amore dona a Desiderio il cuore del re malato
L’ opera in prosa e poesia di un re senza regno innamorato del Roman de la Rose:
Il sogno di un mondo mai esistito in un’età al tramonto.
L’incanto delle preziose miniature di Barthélemy d'Eyck.

La Speranza salva il Cuore

Le temps a laissé son manteau
De vent, de froidure et de pluie,
Et s'est vêtu de broderie,
De soleil luisant, clair et beau.
I cavalieri approdano all'Isola della Compagnia e dell'Amicizia

Potete sfogliare lo splendido manoscritto alla Bibliotèque national de France qui

Commento musicale



Controcanto di François Villon (in carcere)

Secondo alcune interpretazioni il poeta avrebbe cercato fortuna (senza trovarla) anche alla corte di Renato d'Angiò, forse ad Angers, nel castello dove il re senza regno era nato.
Quel mondo fatato ormai è solo un ricordo, mentre in carcere, a Meungattende di essere impiccato.

E da re Renato, che re non è mai stato, ci sono mai stato?
E quando è stato che abbiamo poetato e fatto versi come agnelli o vitelli sgozzati per farne pergamene?
Ricordo un castello fatato illuminato a giorno dagli incendi dei soldati.
Re di un regno che non c’era,
A furia di cercarlo hanno messo a ferro e fuoco tutta la scacchiera.

Immagine correlata

Il caso vuole che re Luigi XI passi per Meung e, in suo onore, qualche prigioniero, se non ha esagerato, venga graziato e liberato.
Un volta tanto la fortuna è dalla parte di Villon, che ringrazia a modo suo.

Questo è un vero re anche se pura prosa per quanto è brutto!
Col suo grande naso ha fiutato sottoterra e sentito il tartufo che marciva in galera: quanto è brutto, quanto è buono anche lui!
Lui mi salva e tu mi hai condannato, re e non re, poeta angelicato: che contraddizione fare versi!
Pastore di greggi armati che brucano fino all’ultima radice, amante di pastorelle smorfiose per cui preda e imbratta pergamene, avvinto da catene di cartone che dice d’oro, d’Amore: ma liberarsi da catene vere, arrugginite, tu non lo sai, no, tu non sai quant’è bello!

LUCREZIA BORGIA, PIETRO BEMBO: “LA GRANDE FIAMMA”



Bartolomeo Veneziano, Lucrezia Borgia - Tiziano, Pietro Bembo
Commento musicale Josquin Desprez, Mille Regretz
Per sfatare certi giudizi nefasti su Lucrezia Borgia, anche se portano la firma di Victor HugoGaetano Donizetti, non c’è niente di meglio che la lettura de La grande fiamma - Lettere fra Pietro Bembo e Lucrezia Borgia (1503-1517), edito da Archinto.
Sì, perché fra lo scrittore veneziano poi cardinale e la figlia di papa Alessandro VI, allora moglie di Alfonso I d’Este  e duchessa di Ferrara, fu vero amore (e, a quanto pare - e  nonostante i gusti petrarchisti di entrambi - non solo platonico).
In meno di cento pagine, nelle poche lettere rimaste (lui quaranta, lei appena nove),  il dialogo a distanza tra il futuro  architetto della lingua italiana e la raffinata mecenate di poeti (su tutti l’Ariosto) rispecchia in modo cristallino, tormentato e sognante tutti i chiaroscuri della vita di corte rinascimentale. Perché proprio il cuore, nel linguaggio cifrato dei due amanti, è chiamato “cristallo” (seconda lettera di lei “lo incontro del vostro o nostro cristallo”, terza lettera di Pietro, in endecasillabi: “Avess’io almen d’un bel cristallo il core” e quarta, in prosa, “Ora m’è il mio cristallo più caro che tutte le perle de gl’indiani mari”). Perché particolarmente preziosi erano stati cinque esametri latini del Bembo, il cui incipit era inciso in un braccialetto d’oro a forma di serpente di proprietà della duchessa e dove il gioiello in prima persona cantava l’unione tra i fiumi Tago e Po.
E la donna – già, la donna, perché dell’avvelenatrice non c’è traccia in questa storia d’amore che è storia, non leggenda – la dama, in perfetta sintonia con il suo tempo, inviava brani di canzoni spagnole (“Yo pienso si me muriesse”, quinta cobla da “Si mis tristes pensamientos” di Lope de Stúñiga) al suo amato, che rispose con tre sonetti fra quelli di miglior cesello della sua raccolta di Rime (esattamente i numeri 88 89 90 dell’edizione curata da Carlo Dionisotti).
In particolare quattro versi dell’89:

“Madonna più che mai tranquilla, umile,
con tai parole e ‘n sì cortese affetto
mi si mostrava, e tanto altro diletto
ch’asseguir no ‘l poria lingua né stile”.

Raffaello, Ritratto di giovane (Pietro Bembo?) - Bartolomeo Veneziano, Ritratto di giovane (Lucrezia Borgia?)
Commento Musicale Tielman Susato, Danze rinascimentali
Un rapporto nato ai primi di giugno del 1503, con l’arrivo del poeta a Ferrara e l’invio alla duchessa dei suoi dialoghi sull’amore, gli Asolani.
Un gioco amoroso che ha avuto il suo culmine nei due anni successivi.
Pietro: “A voi bascio ora quella mano col cuore, che fra poco verrò a basciare con quella bocca che ha in sé il vostro bel nome sempre”.
Lucrezia: “Misser Pietro mio, cum singolare piacere e consolatione ho receputa e lecta una vostra lettera, per la quale inteso lo che mi scrivete”.
Una fitta corrispondenza che testimonia insieme alla condivisione tutte le difficoltà che possiamo immaginare (“mille lontananze, mille guardie, mille steccati, mille muri”, Bembo, Lettera 27), poi sempre più rarefatta con la dipartita dell’uomo dalla città (1505).
Una passione via via negli anni sempre più idealizzata dal poeta, fino all’ultima corrispondenza che data 13 ottobre 1517: “Né lunghezza di tempo né mutamenti di fortuna mi torranno giammai che io non sia, e che io non isperi a qualche tempo più ozioso poterla e visitare e servire”.

Resta - oltre le lettere, le canzoni, i versi – la ciocca di capelli (“Più simili ad oro che altro”, Bembo -  «Sono i capelli più biondi che si possano immaginare», Lord Byron)  che Lucrezia donò al suo Pietro (come non cambiano i gesti di chi ama), custodita dal 1685 alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, nella teca realizzata da un grande gioielliere del ‘900, Alfredo Ravasco.

“Con promessa de ferma perseveranza. La vostra Duchessa de Ferrara” (Lettera 6).


Luca Traini