Commento musicale Maria Teresa Agnesi, La Sofonisba, Ouverture
Due sorelle, gloria della Milano del Settecento, capaci di lasciare a bocca aperta anche un esperto, coltissimo viaggiatore come il francese De Brosses. Due donne: Maria Gaetana (matematica somma in grado di confrontarsi alla pari con Eulero) e Maria Teresa (clavicembalista e compositrice raffinata, alle prese con le matematiche ancora più ineffabili dell'armonia). Due figlie prigioniere della gabbia dorata costruita da un padre, tanto originale nel garantire loro la migliore educazione quanto tradizionale nel precludere la vocazione religiosa della prima e quella matrimoniale della seconda fino alla sua morte.
Maria Teresa Agnesi Pinottini, coniugata con Pietro Antonio subito dopo la morte del padre nel 1752, che, in assenza di figli, partorisce ogni genere di composizioni, dai concerti alle opere, ricevendo il plauso dei compositore contemporanei, in particolare di quelli dell’Accademia dei Trasformati, la stessa di cui aveva fatto parte la poetessa - anche lei ingiustamente dimenticata - Francesca Manzoni.
Con grande coraggio, all’epoca riconosciuto solo ai maschi, si confronta nel clavicembalo con Domenico Scarlatti e il mio amato Rameau,
nelle opere con i testi di Metastasio.
Ho recuperato un mio frammento di dialogo immaginario con la più nota sorella, vecchio di una quindicina d’anni, che testimonia la mia più profonda riconoscenza a questa compositrice che ha saputo abbattere le insulse barriere di genere che ancora oggi si intestardiscono a mettere solo al maschile la parola “musica”.
Maria Gaetana
E quell’Ouverture della tua Sofonisba, cara sorella, così tenera nel respiro dei flauti…
Maria Teresa
Almeno il preludio dev’essere dolce per noi donne. Forse avete riconosciuto la vostra curva nella disposizione delle mie note.
Maria Gaetana
Nel piano che ospita le forme della geometria come in quella Legge che supera ogni legge della matematica non esiste la morte.
Maria Teresa
Nella pianura concreta della nostra Lombardia le donne sono le prime a dover chinare il capo su quanto cresce da un genere che è il loro. Eppure innalza al cielo le sue spighe.
Maria Gaetana
Può essere, cara sorella, anzi, è così, ma io lascio scritte le leggi della matematica di una tale esposizione al sole per un Sole più alto, per un Padre infinitamente più grande. Non c’è calcolo in questa scelta, lo sa la Madre di Dio.
Maria Teresa
La Madre di Dio per tutte le donne che non potranno avere figli, come me. Sorella carissima, il vostro desiderio di clausura è chiave di una musica che non mi appartiene. La geometria di pentagrammi che sono riuscita a partorire da un clavicembalo serrato, quella ha misure che conosco.


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