giovedì 8 ottobre 2015

FUORI MILAN GAMES WEEK 2015 _ WE ARE MATURE



We are multi-level. Artists, philosophers and scientists have always known it.
We surf the Internet acknowledging the existence of a platonic second navigation, of an Aristotelic level jump from potentiality to actuality, to the different angelic hierarchies or Dante's Infernal circles, stricken both by Bruno's heroic frenzy and Leibniz's binary arithmetic. We tear up the veils of Maya with deep pleasure and no shame: we leave the same traces as Derrida. We are made of the same substance as a Flemish oil, and of the same powerful inconsistency as a film by Kulešov. Behind the ideal city of the Renaissance we see Daguerre's Paris appear into light, and the 1889 World's Fair, with the Eiffel Tower, photographed from bird's-eye view on Google Earth. Let's play SimCity.



We are also video-ludic, or rather NEO-LUDIC, because art comes into play.
For today the world is a video game, a total bet on our future, in which video game as a medium, knowingly sprung from its own fiction, may finally get out of the mirror, like Alice, in order to express its thought on a society that has never been so stratified and complex. The two realities - which sum up to form one augmented reality - are very much alike and cannot do without one another.


Massimo Giuntoli, You Cant' Stop (Neoludica, Biennale di Venezia, 2011)

New "Augmented" Philosophy
Debora FerrariLuca Traini
Art Directors of the Fuori Milan Games Week


La Milan Games Week torna e invade la città.
Dopo il grande successo del debutto, lo scorso anno,
arriva il Fuori Milan Games Week.

Dal 18 al 25 ottobre un ricco palinsesto di eventi dedicati al mondo dei videogiochi. Tante nuove iniziative arricchiranno la settimana milanese in occasione della quinta edizione della manifestazione.


Per un’intera settimana, dal 18 al 25 ottobre, Milano vivrà una vera e propria invasione videoludica. Torna infatti il Fuori Milan Games Week, ricco carosello di eventi dal taglio artistico e culturale a tema videoludico.

Un vero e proprio Fuori Salone che prenderà vita in occasione di Milan Games Week 2015, dopo un’apprezzatissima prima edizione, con un programma più ricco che mai, sempre sotto la direzione artistica di Neoludica Game Art Gallery.

L’appuntamento, dal titolo Videogames and the City, visioni videoludiche urbane, avrà inizio domenica 18 ottobre 2015 e proseguirà fino a domenica 25 ottobre 2015, accompagnando la quinta edizione della kermesse videoludica italiana in programma dal 23 al 25 ottobre 2015 ai Padiglioni 3-4 di FieraMilanoCity.

Otto giorni di puro intrattenimento, arte e cultura, scanditi da numerose iniziative gratuite rivolte non solo agli appassionati di videogiochi, ma anche agli amanti del cinema, dei fumetti, dello sport e della musica, nonché a tutti i curiosi affamati di divertimento e novità.

Decine gli eventi proposti in ogni angolo di Milano: presentazioni letterarie, mostre d’arte e installazioni, attività sportive di ultima generazione, giochi di ruolo urbani, conferenze e tavole rotonde, workshop, serate danzanti a suon di musica 8bit e molto altro ancora. Un palinsesto variegato che mira a presentare il medium videoludico da nuove e originali prospettive, che ne esaltino non solo l’aspetto prettamente ludico, ma anche quello artistico e culturale, in luoghi di grande impatto e richiamo – come Piazza Duomo e il Politecnico di Milano.

Milan Games Week: Welcome to the next level!


Maggiori approfondimenti su

Foto di Luca Traini:
In alto: maglietta con l'opera We Are Mature di Filippo Scaboro

Approfondimenti

lunedì 5 ottobre 2015

AESTHETICS OF THE INTERACTION



[...] Mythology gives eyes to statues, religion sits choirs in the theatre, the story of a squared chunk of wood gives birth to the picture (preferably rectangular). Paper reed rolls unfold and become codex, palimpsest, illuminated book, printed book. The square-angles door is now wide open, and from the darkroom to photograph, movies and the computer screen it is a short path. [...]


[...] the privileged organ of Western knowledge, the same that has produced all the hardware and software we use: “For not only with a view to action, but even when we are not going to do anything, we prefer seeing (one might say) to everything else” (Aristotle). [...]


However, in the 20th century, the screen obtained its secular massified consecration with television, and playing with globalization is well worth a mass: a new Flemish mass that borrows materials from rock songs and, in the arts, finds its expression and “aura” in Nam June Paik’s Videoflag. And again, now that year 2000 is ancient history, isn’t there an aura, as well, around the Magnavox/Odyssey Pong console, or maybe the Arcades, entirely immersed into a cloud made of smoke, not from incense, but from the nostalgic player’s cigarettes?


Photo by Luca Traini (c)


domenica 4 ottobre 2015

BRAIN STREET

The fountains of creative activity
are discovered and released.
John Dewey

Zibe, Pensiero fluido, foto di Luca Traini

La visione di questo gioiello di street art a Milano, confluenza di via Canonica in viale Elvezia, bacio surreale di due cervelli (vera centralina dell'amore) ha reso fluido anche il mio pensiero. L'approdo progressivo in linea retta dalle strisce pedonali al bianco/nero vintage dei due amanti subisce un'improvvisa accelerazione a fronte di queste circonvoluzioni elettriche - è l'anima del semaforo - per trovare poi pace nelle macchie colorate degli altri due contenitori, liberati dal grigiore classicista della tecnologia d'uso.
La storia della strada millenaria percorsa per affermare la dignità del cervello: da Erofilo di Calcedonia (letteralmente "amico dell'amore") a Leonardo, che non ebbe tempo di aggiungere colore alle sue esplosioni cerebrali.


Il graffito avrà vita più facile del manoscritto: è in buona compagnia nel progetto Energy Box - Urban Art Renaissance, che sta trasformando Milano nella principale galleria europea di arte metropolitana a cielo aperto. Un bel motivo per essere fieri dell'età contemporanea, perché il cervello di questo geniale ragazzo (chi fa graffiti è sempre giovane) mi ha ricordato, per antitesi, quello che avrebbe rischiato in tempi passati spesso facile oggetto di mito.
Storico di formazione, fin da ragazzo innamorato dell'autunno del medioevo (Musica per Hugo van der Goes), sono andato a ripescare un mio testo dedicato a François Villon, di cui trovate altri frammenti nella pagina Teatro.
Avesse avuto in mano una bomboletta spray! E invece a lui, come a tanti altri giovani scolastici prima e dopo, era toccata la mnemonica in testa a colpi di potenza aristotelica, in forma di bastone.



Villon - Come funziona la memoria quando la testa viene percossa come un tamburo? A lampi, a singhiozzi, in mezzo alle lacrime. Tutto dovrebbe diventare trasparente e invece finisci quasi per annegare, come Narciso, e senza vedere niente.
Santo Aristotele, che hai detto tutto, correggi tu questo dettato o almeno dammi un tampone che l’inchiostro si squaglia tutto.
Ci indicavano l’insegnante come il babau quando ce la facevamo ancora sotto credo per una questione di coerenza, perché quanto dicevano “città degli uomini” o “di Dio” aveva una matrice di violenza che ci dovevano stampare a ceffoni (quando andava bene). Il peccato originario prevedeva che ai piccoli agnelli spuntassero per forza i canini a colpi di botte, frantumando i denti da latte.
Trovo sia un miracolo se non sono diventato come quei cani che i pastori picchiano fin da piccoli perché non provino mai affetto, forse perché in realtà di natura l’uomo è buono – e lo dice uno che è diventato anche lupo e felice di esserlo (ora sì che me ne vergogno). Cento anni di guerra nella nostra dolce Francia non sono nati per caso: io stesso sono stato uno dei suoi frutti avvelenati.

File:Jacquerie meaux.jpg

Ma fosse il problema la guerra: il fatto è che la pace, le nostri paci sono orrende, sono soltanto il prologo di continue tragedie. E questo che io sappia da sempre: ebrei, greci, romani o barbari (e io li definirei, ci definirei “barbari” tutti) non hanno fatto altro che ammazzarsi come bestie per chiamare “pace” solo gli intermezzi in cui spolpavano le ossa. Poi, visto che le bestie sono migliori e uccidono solo per necessità, si è cercato di copiarle inventando una specie di misura per i nostri crimini: fino a un certo livello è legge, oltre delitto.
Il nostro glorioso condottiero Gilles de Rais, il braccio destro della Pulzella d’Orléans, quanti bambini scannò in santa pace – 80? 100? 200? – prima di essere imprigionato? E solo dopo che ebbe pestato i piedi alle alte sfere, mica il gregge dei piccoli cenciosi, nacque lo “scandalo” (bella parola questa)! Quanti altri valorosi cavalieri hanno macellato i loro vitelli fermandosi in tempo – in tempo di “pace” perché in guerra il numero non conta – fermandosi alla “giusta misura”, pulendosi i denti per bene?
Ricordo il mio insegnante, che invidiando lo scettro dei re brandiva una verga piena di nocche, e ti faceva rimettere Aristotele con rabbia peggio del più vigliacco dei soldati col prigioniero in catene.


Ti faceva una testa con le “facoltà dell’anima” del filosofo greco che dovrebbero stare proprio lì, nella testa. Per questo prima le testava affibbiandoti una sberla sulla nuca, dove sta la “memorativa”. E se tu perdevi anche un solo istante a ricordare, ne partiva un’altra qualche centimetro più in alto, così, tanto per mettere in moto pure la “cogitativa”. Dovevi provarci allora a non mettere in conto i due gentili avvertimenti: partiva subito un pugno poco sopra l’orecchio, così anche l’”estimativa” si sarebbe messa in atto, con uno spasimo, nel condotto del “vermio”, piccolo verme, per accendere l’”immaginativa” piazzata un po’ prima dell’orecchio, già pesto. E la “fantasia”, al piano superiore delle tempie, è già gonfia come loro: il maestro ha colpito con precisione tre volte con la stessa nocca.
Restava solo il “senso comune”, bello piantato in fronte, a volte il primo a essere intravisto – e subito perso – prima di chiudere gli occhi.


Bello quindi essere qui in autunno, 2015.

Neoludica art curator


mercoledì 16 settembre 2015

NEOLUDICA GAME ART GALLERY A "GAMEOVER 2015"

Commento musicale Tensions at the Vanguard


GAMEOVER Milano 2015seconda edizione della due giorni dedicata ai videogiochi indipendenti. Spazio al mondo degli sviluppatori dei software più radicali, più creativi e più innovatori capaci di incarnare l’anima della contemporaneità. Dopo il successo dello scorso anno tornano i più importanti team italiani di creazione e sviluppo di videogame indie con le loro creazioni più attuali o inedite, per giocare e sperimentare in un festival underground aperto al pubblico nella città di Milano il 19 e 20 settembre 2015. Oltre ai contenuti gaming saranno presenti anche maker e autoproduzione diffusa, droni, musica elettronica, illustratori, ambienti virtuali, visual, workshop, talk, diretta radio, contenuti open source/creative commons, retrogame e retrocomputing, giochi da tavolo/board games, aree cucina e bar, aree infopoint, aree relax e molto altro ancora. Sabato 19 settembre, in serata, un grande evento musicale fino a notte tarda.
http://www.gameovermilano.tk/


Neoludica Game Art Gallery è presente con due grandi opere evocativo-esplicative (sei metri di lunghezza ciascuna) esposte alla 54.Biennale di Venezia.

[Nuova] Cueva de las manos


"Argentina, provincia di Santa Cruz: la Cueva de las manos è dal 1999 patrimonio dell’Unesco. Tra i 9.500 e i 13.000 anni fa l’epoca di questa opera murale raffigurante centinaia di mani realizzate con inchiostri di origine minerale, probabilmente spruzzati a bocca attraverso cannucce di origine animale. RossoGialloBianco e nero la quadricromia a disposizione del popolo indigeno. Segni forti e organizzati dove il medium è già la metafora; la tecnica delinea contorni indicanti una personalità oltre il narrativo, più prossima all’ideativo e al concettuale. Il monitor (dicesi tale l’apparecchiatura per l’osservazione e il controllo di uno sistema in evoluzione) di lettura è una caverna trapezoidale di queste dimensioni: 15 metri di larghezza per 10 di altezza all’ingresso che diventano 2 verso il fondo con una profondità di 24. Risoluzione e profondità di colore sembrano essere qui essenziali come in una primigenia grafica raster. La mano è il punto del cosmocaos artistico-espressivo. Picture element. PiXel."




Connessioni remote


Ogni nuova arte, una volta affermata, ha sempre cercato nelle esperienze estetiche precedenti dei punti di contatto, degli elementi sentiti come comuni che ne avevano in un certo senso preceduto l’avvento.
In tempi recenti è stato così per la fotografia nei confronti della pittura come per il cinema il teatro. Anzi, proprio quest’ultimo può essere un ottimo esempio di medium che riassume in sé tutte le arti che l’hanno preceduto (e forse anche per questo ha impiegato decenni per essere riconosciuto come “decima musa”).
Lo stesso vale per il videogame, altra “opera d’arte totale”, che, suddiviso in sei componenti fondamentali (Schermo, Computer,  Realtà, Interazione, Navigazione, Meraviglia), riconosce nelle arti delle diverse epoche storiche forme, strutture e meccanismi che ne hanno permesso l’affermazione. Le sue “connessioni remote”.





martedì 15 settembre 2015

L'ARTISTA SENZA NOME DELLA CAMERA 32



Commento musicale Jehan Alain, Climat



Hanno detto in direzione ch'era ignoto.


like a web in the air
Divinley superfluous beauty.


Robinson Jeffers

Testo e foto di Luca Traini

domenica 6 settembre 2015

LUCIO FONTANA, FAUSTO MELOTTI, LEONCILLO

Fra Terra E Cielo

L’indagine e la ricerca contengono la dinamica di uno spirito e una materia in perenne dialettica fra il concreto e l’incorporeo. Addirittura nei Tagli di Fontana, nei Concetti leggeri di Melotti, nei Supplizi di Leoncillo, concreto e corporeo giungono a urtarsi – proprio come nei riti – e ciò che è concreto perde il suo significato di realtà così come ciò che è incorporeo si manifesta con prepotenza risultando più reale di qualsiasi cosa che possiamo sperimentare coi sensi.
La ceramica, il ferro, il grès, i disegni.
L’uovo, la scala, la colonna.
Elementi naturali e forme. Forme, non segni, quindi presenze che si significano da sé.


L’uovo, microcosmo simbolico in quasi tutte le culture, principio vitale, il germe di tutta la creazione, la materia organica nel suo stato inerte, contenitore dei quattro elementi… ed anche l’uovo alchemico da cui nascono il fiore bianco (l’argento) e il fiore azzurro (il fiore dei saggi). Elemento che richiama la natura, che è Natura.

La scala, il perpetuo movimento ascendente dell’uomo e discendente della divinità, l’accesso alla realtà, all’Assoluto, al Trascendente, andando dall’irreale al reale, dall’oscurità alla luce, dalla morte all’immortalità, il raggiungimento di un nuovo livello ontologico.
Ma anche la scala cromatica, la scala musicale, la forma di ciò che è ritmo, fantasia, volo, spirito.

La colonna, l’asse del mondo, l’asse verticale che allo stesso tempo separa e unisce il Cielo e la Terra, l’Albero della Vita; due colonne – una nera e una bianca – o una colonna divisa in due rappresenta ogni bipolarità, gli dèi androgini e i diòscuri, il Cancello del Cielo.
Richiamo alla classicità, alla religiosità, allo spazio grave e solenne di un mito.

Ecco dunque questi motivi formali essere al centro, nel cuore, della scultura e dell’opera di Fontana, Melotti, Leoncillo, elementi costituiti da una continua tensione umana, a metà fra corporeità assoluta e diafano apparire dell’essere, fra una condizione terrena ed una celeste.
Il pretesto, l’inizio della novità, contenuti negli elementi riscoperti dai tre artisti – l’uovo, la scala, la colonna – ci parlano dei concetti di Spazio, di Vuoto, di Misura. Si presentano con all’interno lo scontro dialettico fra noto-ignoto, fra luce-ombra, fra spazio conosciuto-infinito insondabile.
Questo è il centro del lavoro di questi tre grandi maestri: l’indagine interminabile di nuove realtà, nuove forme, nuove materie e il rapporto con l’infinito.
La ricerca esistenziale di un ‘perché’ dell’arte e di un ‘come’ il più vero possibile.


Tratto da Fra Terra E Cielo - Fontana, Melotti, Leoncillo (Premia Edizioni, 1995),
a cura di Debora Ferrari, con un saggio di Luciano Caramel

mercoledì 2 settembre 2015

LA GRANDE MADRE (DEL '900)

Commento musicale Lucia Ronchetti,Tremblements de tendresse

Keith Edmier, Beverly Edmier 1967

In centinaia alla conferenza stampa del 25 agosto a Palazzo Reale, con una presenza maschile superiore al canonico 20%. Non male per una mostra in cui protagonista è la donna, nella forma mutante di madre del XX secolo.
Dal cibo dell’Expo alle mamme che ti nutrono d’arte e prendono il nome di “madri” se la cosa si fa seria, peggio, tragica (autoritarismi, totalitarismi, guerre),o di “donne”, quando educano, criticano e lottano per un lieto fine ancora a venire.



Il curatore Massimiliano Gioni è appena diventato padre e a fine intervento ci mostra su Skype il piccolo Giacomo. Un ottimo inizio per chi non ha fatto da patriarca a questa esposizione gravida di mille sfumature, dove la meraviglia di un uomo non si limita alla mera contabilità delle artiste, ma sembra ogni volta indicare a chi guarda una prospettiva diversa della sala da parto estetico del “secondo sesso” (è proprio lui a citare Simone de Beauvoir, finalmente è tornata).

Ida Applebroog, Monalisa

“La grande madre” fa il punto della situazione sulla vita dell’arte, sull’arte della vita al femminile nell’ultimo secolo, col giusto distacco partecipato, perché è chiaro il punto di vista progressista (mi piace), conscio e felice della contraddizione apparente, perché l’arte è come un figlio, un essere a cui si da vita che è della madre, è tuo, quanto altro – e che diventerà altro ancora. Lo smarrimento in questione è solo positivo.

Nari Ward, Amazing Grace

ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.


Antonia Pozzi


Io guardo le donne che vedono.

Madonne di Katharina Fritsch e Thomas Bayrle - Manifesto di Valentine de Saint-Point

Tra due Madonne _ Un'ombra sulla Lussuria


Fotografo le opere con lo smartphone (oggi la visione è soprattutto questo).

Rosemarie Trockel, Replace me

Se tuo figlio è morto in guerra e il re ha vinto non ti è permesso di piangere
Anna Maria Mozzoni

Niki de Saint-Phalle, Hon

Se mamma mi ha comperato
Come taluni pretendono
Diteci: dov'è il negozio
Dove i bambini si vendono?

Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Ti ha fatto la tua mamma
E devi essere contento!

Gianni Rodari


Manca solo la figura materna nella nuova arte dei videogames, ma è una scheda madre ancora in fieri.


Luca Traini
Neoludica Game Art Gallery



La Grande Madre
A cura di Massimiliano Gioni

promossa da Comune di Milano Cultura
ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi
insieme a Palazzo Reale per Expo in Città 2015
Dal 26 agosto al 15 novembre