Tempeste e tentativi di volo prima dei Lumi
Commento musicale H. I. F. Biber, Balletti lamentabili
Il mio Maestri del Colore di Magnasco lo ricordo da sempre copertina sgualcita, pagine usurate semistaccate, come sarebbe piaciuto a lui. La Madonna scatena gli scheletri contro i ladri profanatori (“Attento a fa’ li peccati” commentava nonna): che bello partecipare scarabocchiando altre carcasse anche qui dopo quelle nel Trionfo della morte di Bruegel!
Osservo, contemplo e chiedo all’orizzonte di racchiudersi in un altro minuscolo quadro del pittore, cm 18x23, quello che ora sta a Lisbona, città consapevole di terremoti, e titola Il poeta e l’uccello (probabilmente un grande passero).
Ma sei lo stesso volatile che dai Salmi alla “torre antica” di Recanati terrà a freno le ali? Quanti poeti dovranno chiedere il perché della tua gioia apparente? A quali dovrai rispondere che vivi, canti e va bene così. No, non basta mai. In un mio piccolo frammento di dialogo, rispolverato dopo non so quanti anni, la creatura terrestre non era stanca di cercare un confronto con quella del cielo, posatasi a testa alta su una botte certamente di vino.
Il cielo più grande in pochi centimetri
Commento musicale Alessandro Stradella, Sinfonia a due flauti
Poeta
Quanto vorrei essere come te! Ma ho una penna sola per queste mani così lunghe. Non sembrano artigli? L’artista ha dipinto un cielo enorme in questo piccolo spazio, dove io resto per terra. Fammi alzare! Vedi, ha dipinto una specie di enorme ramoscello di ulivo: salva anche me dal diluvio creato ogni volta dagli esseri umani.
Passero
Canto. Ascolta.
Poeta
Canti, sono felice e non comprendo. Resto nella cornice con un mantello giallo che forse mi nasconde le ali. Eppure calzoni e cappello hanno lo stesso colore del cielo.
Passero
Canto. Ascolta.
Poeta
Sento e non sento. Colpa della punteggiatura: devo trascrivere. Tu hai tracce così chiare nel fango, nella neve e io devo tradurre in punti e virgole. Silenzio, sospensione… e intanto perdo le tracce. Neve che si scioglie, fango che rafferma. Io resto nel quadro con un foglio bianco.
Passero
Volo.
Poeta
Restiamo, assenti. Nella tela dipinta a olio c’è ancora una brocca con l’ultimo vino da cui sorge una specie di archibugio. Polvere bagnata. Bevo e non posso sparare a chi si fa largo fra tante nubi senza bisogno di parole. Il pittore, esperto di fantasmi, forse ha consigliato il giusto mezzo anche alla mia increspatura di colore.

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