venerdì 22 febbraio 2019

ARCHITETTURA E LETTERATURA Palladio e Trissino

Commento musicale Andrea Gabrieli, Toccata del nono tono


Se nel 2010 il congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto Palladio “padre dell’architettura americana” il merito è anche di un poeta dai versi meravigliosamente noiosi: Gian Giorgio Trissino da Vicenza .Non parlo tanto del poema L'Italia liberata da' Gotthi, commovente mattone, ma di quelle Rime dove, da formidabile erudito, propose triti amori in una rivoluzionaria scrittura che aggiungeva lettere greche all’alfabeto italiano. Un tentativo di riforma in epoca di Riforme brandito, da bravo cavaliere di stirpe nobile, contro la codificazione della lingua letteraria proposta dal Bembo, pur “ʃapεndo, che la maggior parte de gli hωmini inεxpεrti fuggono la innovatione”.
E infatti l’assalto fallì. Restano una prosa efficace, aver riscoperto, tradotto e fatto stampare il De Vulgari Eloquentia di Dante e aver educato ai classici un “giovane favoloso”, Andrea di Pietro, guidandolo fra le antichità di Roma e ribattezzandolo Palladio.
È lui a fargli conoscere Vitruvio, prototipo dell’architetto colto (“litteras architectum scire oportet”) che diventerà modello per I Quattro Libri di Architettura,pubblicati a Venezia nel 1570: “Mi proposi per maestro e guida Vitruvio ”(cioè,Trissino).
Tramandando e tradendo fedelmente nella pratica tutti e due. Così l’erudizione diventò Arte.

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