giovedì 6 ottobre 2016

LO SCULTORE RITROVATO

Stefano Mossettaz Magister ymaginum

"Io dormo, ma il mio cuore veglia"
Cantico dei Cantici 5,2

Avevo già  amato altre statue del sonno.

La Notte di Michelangelo, la sua poesia, a me particolarmente cara.


"Caro m'è 'l sonno, e più l'esser di sasso,
mentre che 'l danno e la vergogna dura;
non veder, non sentir m'è gran ventura;
però non mi destar, deh, parla basso".

Ilaria di Jacopo della Quercia,  dove la fatica di Eva scolpita sulla facciata di San Petronio si era sciolta in un sogno di infinita dolcezza.



"Son di marmo
rassegnato le palpebre, il petto
dove giunge le mani in una calma
lontananza".

Pier Paolo Pasolini, Appennino

Poi, nel Tesoro della Cattedrale di Aosta, vidi i gisants di Stefano Mossettaz, “magister ymaginum”, ricomposti con amore dopo un lungo oblio.

Commento musicale Josquin Desprez, Missa L'homme armé

1430-1431 Per l'opera dello scultore: Bruno Orlandoni, Stefano Mossettaz

Il conte Tommaso II di Savoia,  innestato sul letto di morte come radice di una dinastia ascesa al titolo di duca (1416). C’è da credere sia stato  voluto proprio da Amedeo VIII –  passato alla storia anche come antipapa Felice V – probabilmente di passaggio ad Aosta nel 1430 per la concessione degli Statuta Sabaudiae. Ispirato, chissà, da quelle profetesse savoiarde cui accenna Enea Silvio Piccolomini (alias Pio II, papa con tutti i crismi) nei suoi Commentari: “Alcune streghe, che sono numerose in Savoia e predicono con magie e arti diaboliche il futuro, si presentarono ad Amedeo e gli predissero che sarebbe stato elevato al sommo pontificato”.
Il sogno del conte, del duca: un papa.
Ma l'artista scolpì un vescovo più bello. 

1420-1422 Per approfondimenti: Daniela Platania, Oger Moriset

Oger Moriset, pastore di due diocesi (Aosta, Saint-Jean-de-Maurienne) e due sepolcri, opera di Mossettaz. Ultimo vescovo-conte della “Roma delle Alpi”, con tutto il potere che ne conseguiva dopo la svolta conciliarista di Costanza (1414-1418).
Il mecenate, il signore, l’uomo ossessionato dalla morte sembrano riposare in pace nei precisi ricami del marmo della prima tomba. Vuota. Soltanto l’arte oggi, la pietra su cui fondò la sua chiesa.

Risultati immagini per mossettaz stefano
Vedi anche Elena Brezzi Rossetti, Antologia di restauri

Una smorfia prende vita dalle labbra scheggiate di Francesco di Challant. Prigioniero del marmo, come il poeta Charles d’Orléans nel suo carcere, dopo l’ultima battaglia, cerca di ricordare stringendo le palpebre per l’ultima volta i suoi versi:

“Ballades, chanson et complaintes
Sont pour moi passées dans l’oubli”.

Invece è solo apparenza. Devo immaginare un corpo non ridotto a frammenti, ma vestito a festa con colori squillanti, come un principe Maya.
Dovrei, ma il tempo lascia la Storia nuda e al fasto preferisco ciò che resta nell’arte, il restauro pieno d’amore dei miei contemporanei.

domenica 2 ottobre 2016

PINA TRAINI Le Donne, la Storia

Commento musicale Barbara Strozzi, Miei pensieri


Sessant’anni di quadri di un’artista che ha fatto della donna il proprio manifesto pittorico dal 1956, data della sua prima mostra.
Dagli esordi contraddistinti da una pittura forte e aggressiva, dal segno marcato e denso come nella lezione di Guttuso e che caratterizza tavole e tele dei primi due decenni nella sua terra d’origine, le Marche (dov’è nata nel 1935, a Ponzano di Fermo), alle opere più liriche e vicine alla pittura di Remo Brindisi, che conosce e frequenta, tipiche della sua produzione lombarda (risiede a Varese dal 1978). Fino alle sperimentazioni degli ultimi anni.
Protagonista incontrastata: la figura femminile. Dagli anni cinquanta a oggi si può dire, infatti, che Pina Traini abbia coerentemente continuato a scolpire su tele e tavole un unico grande monumento alla donna.



Pina Traini, Gli indifferenti (anni '60)

LE PAGINE E ALTRE DONNE

Mostra personale di PINA TRAINI


Con la collaborazione del Comune di Varese

Spazio delle Temporanee di Villa Baragiola
Varese, Via Caracciolo 46
Dal 5 al 23 Ottobre 2016

Inaugurazione Mercoledì 5 Ottobre alle 16.30

Pina Traini, Conversazione (anni '70)

Orari: da martedì a venerdì 15.30-17.30
Sabato e domenica 10.30-12.30, 15.30-18.30
Ingresso libero
Info: culturalbrokers@gmail.com

Pina Traini, Candore di garza (1985)

Non a caso, "SOLO DONNE", è stato il titolo della mostra che ha tenuto l’anno scorso a LaFeltrinelli di Varese. Ma, terminata proprio quest’ultima esposizione, Pina Traini ha nuovamente rinnovato la sua arte sulla spinta dei drammatici eventi internazionali, cercando nella storia e nelle sue protagoniste un contraltare agli oscurantismi di ritorno. Un approfondimento che si è tradotto in termini e forme originali sia rispetto alla sua precedente produzione che al panorama artistico contemporaneo. Alla consueta pittura a olio con spatola (mai il pennello) si è aggiunta una ripresa del collage, che aveva fatto  comparsa in alcune opere degli anni ’60, e alla tela si è sostituita la tavola. Inoltre gamma e tonalità dei colori si sono fatte più varie e vivaci. Il risultato è una fantasmagorica, drammatica, ironica rievocazione del passato vestita con abiti sgargianti che tendono al pop. Protagoniste di queste tavole, spesso dipinte anche sul retro: Ipazia d’Alessandria, Stamira di Ancona, Christine de Pizan, Giovanna d’Arco, Gaspara Stampa e Artemisia Gentileschi.

Pina Traini, Stamira di Ancona, 2016, fronte e retro


Fra storia e leggenda Stamira (XII sec.), la protagonista della difesa di Ancona contro il Barbarossa, è la prima a prendere forma. Marchigiana come l’artista, diversamente dalla vulgata storica non muore, ma spegne serena la fiaccola nell’Adriatico dopo aver fatto esplodere la botte piena di resina e pece che ha distrutto le macchine da assedio degli imperiali. Il duomo di san Ciriaco, intatto, e le fiamme che sconvolgono gli assedianti fanno da sfondo al mesto, momentaneo trionfo di un gruppo di donne in riva al mare. Una pausa di respiro, come le letture dipinte in volumi variopinti che un’aquila cerca di ghermire sul retro della tavola: da un rotolo manoscritto del Machiavelli al testo del cronista dell’evento, Buoncompagno da Signa, ai libri del suo traduttore, Ludovico Antonio Muratori.


Pina Traini , Ipazia (2016)


Di fronte alle recrudescenze del fanatismo religioso e ispirata dal libro di Gemma Beretta “Ipazia d’Alessandria”, Pina Traini dedica un commosso omaggio al martirio della grande matematica e filosofa greco-egizia. Sotto un cielo stellato memore dei mosaici di Galla Placidia, Ipazia insegna in pubblico sedendo su un trono di rovine classiche. Queste testimoniano sia la distruzione dell’arte “pagana” istigata dal patriarca Teofilo, sia il destino della donna, che verrà fatta a pezzi da cristiani integralisti ispirati dal suo successore, il patriarca Cirillo, qui rappresentato sul punto di pugnalarla alle spalle. Sopra la croce della mitra  vescovile è dipinta anche una mezzaluna con stella, riferimento a un altro integralismo, quello attuale di matrice islamica. Indifferente e monumentale - lo sguardo assorto nell’astrolabio, il corpo rigoglioso che traspare da un velo sottilissimo - non degna di uno sguardo l’omicida: è già oltre, è simbolo concreto, è oggi.

Allo Spazio delle Temporanee di Villa Baragiola potranno essere ammirati questi nuovi ritratti insieme a una scelta di opere, finora inedite, di ogni decennio di lavoro dell’artista.
La mostra è curata da Luca Traini e Debora Ferrari.


Il catalogo è edito da Trarari Tipi.
Le fotografie qui presenti come quelle in catalogo e in mostra sono di Roberto Molinari.
In alto: Pina Traini, Artemisia Gentileschi (2016)

lunedì 8 agosto 2016

IL ROCK FRA GERIATRIA E IMMORTALITA’

Un parallelo col teatro greco

Commento musicale: L. Nono, La lontananza nostalgica, utopica, futura 

Sembrava eterno.


Uno sviluppo illimitato, come l’economia postbellica.
Chitarra elettrica, emancipazione sociale, nobilitazione della figura del giovane: mai visto prima.
Nato nell’epoca del culto della modernizzazione, maturato in anni di lotta e speranza nei  grandi varchi aperti dall’arte contemporanea: jazz e tabula rasa dei compositori del Novecento.
Una nuova lingua per la musica, l’inglese, moda e modo d’essere - quindi morale - dirompenti, come l’impatto di massa, imparagonabile a quello delle arie d’opera del secolo prima.
Occidentale e mondiale, come le idee di sviluppo, progresso, rivoluzione: uno dei migliori cocktail forgiati dalla storia.
Tre/quattro elementi di base come quelli delle cosmologie di un tempo, capaci di sintetizzarsi in migliaia di identità, di nomi di successo.
Nell’epoca d’oro, dalla metà degli anni ’60 alla fine dei ’70, un impegno incessante in ricerca e ridefinizione di forme - come l’arte contemporanea, sempre lei - fino alla loro distruzione, alla distruzione materiale degli stessi strumenti (Wind Thing, Jimi Hendrix, con Janis Joplin e Jim Morrison trinità martire).

Poi la Forma, la grande montagna da scalare per l’ennesima volta, è tornata pietra angolare, in tutte le arti. La tecnologia dell’epoca, raggiunti i suoi estremi, si rinchiude come al solito nella tradizione, corretta o corrotta a seconda dei punti di vista. Il ritorno alla normalità, dopo 4’33” di Cage, prevede un pubblico che tace e un piano che torna a suonare Chopin (anche se Chopin  avrebbe preferito Cage). E come dopo il compositore diventa di moda il direttore d’orchestra così, nel rock, il successo di moda è roba del produttore.
Oggi, nella geriatria autunnale delle band classicizzate (che impressione facevano negli ’80 i 40 anni di Dio – Ronnie James), annaspando fra revival e vintage, si cerca di esorcizzare l’inverno. Quanto pesano i volti invecchiati in una musica che dell’immagine aveva fatto un punto di forza! Immaginali ancora giovani e leggeri nell’etere, oltre le Fasce di Van Halen, ma nella Terra della caduta dei gravi Bowie è morto e Sisifo trascina i Marshall mentre si sbaracca il concerto.

Penso e temo un parallelo con la grande tragedia greca, ateniese - e il rock dei grandi è soprattutto tragico: “Cry, Baby” “Breve è la vita, chi insegue troppo grandi destini non gode il momento presente” (Joplin/Euripide “Baccanti”) - che durò 70 anni o giù di lì per chiudersi in un silenzio che, in pratica, giunse fino all’epoca shakespeariana.
Parallelo discutibile, come un’analisi storica fatta di alti e bassi o, peggio, “decadenze”. Ma qui più  che lo storico parla l’artista e, pur facendo appello alla ragione e a un nuovo salto di qualità tecnologico ed estetico, non può nascondere l’ennesima scarica elettrica al cuore “With a Little Help from My Friends” (Joe Cocker, Woodstock, 1969).
Con fatica, come sempre, dovremo andare oltre.

martedì 19 luglio 2016

NEL SEGNO DI LUCIO FONTANA

22 luglio 2016: apre per un giorno la casa-atelier di Lucio Fontana a Comabbio (VA), aperte le prenotazioni

NEL SEGNO DI FONTANA

Disegni e ceramiche tra Varese, Albissola e Comabbio
con Lucio Fontana dalla Collezione Crippa
e gli artisti
Samuele Arcangioli Vittorio D’Ambros Stella Ranza Angelo Zilio
Fotografie di Roberto Molinari
A cura di Debora Ferrari, Paola Grappiolo, Luca Traini


Apertura straordinaria Casa Fontana 22 luglio dalle 17 alle 19.30,
visita e reading previa prenotazione a culturalbrokers@gmail.com

http://viaggionelsegnodifontana.blogspot.it/2016/07/22-luglio-2016-apre-per-un-giorno-la.html

"Questo segno prende vita attraverso la luce e la carta, la macchina analogica fotografica con la pellicola del secolo scorso e la foto digitale di oggi, nelle testimonianze artistiche dei fotografi Gian Barbieri e Roberto Molinari, quest’ultimo pervaso dalla sua ispirazione e dal modo di insegnarci a vedere il mondo con tanta delicatezza da rendere icona anche il taglierino, i colori, i punteruoli, le ciabatte, la vestaglia, il giubbotto, il cappello di Fontana, oggi, in casa sua a Comabbio, come se il grande genio fosse di là, nell’altra stanza, proprio dove stava seduto quando lo fotografava l’amico Gian nel 1966-68."


Un evento straordinario quello di venerdì 22 luglio: la Casa-Atelier di Lucio Fontana di Comabbio viene aperta dai nipoti Esposto-Vailati per permettere al pubblico del progetto Nel segno di Fontana di visitare in modo privato una dimora mantenuta con il rispetto e il carattere di chi l’aveva voluta così, Lucio con la moglie Teresita.
Durante la visita che sarà possibile a poche persone per volta –una decina- gli artisti Samuele Arcangioli, vittorio D’Ambros, Stella Ranza, Angelo Zilio staranno in giardino a disegnare e dialogare col pubblico, Luca Traini farà dei momenti di reading letterario e poetico con testi di Fontana e poesie di Crippa, Debora Ferrari insieme ai nipoti Anna, Matteo e Marta Vailati, guiderà i racconti dentro le stanze finemente arredate da mobili di design e da armadi e dispense disegnate e fatte realizzare dallo stesso Fontana.


L’arte di Lucio Fontana, così come quella di altri grandi esposti in mostra come Fausto Melotti, Renato Birolli, Ernesto N. Rogers, non sarebbe potuta essere come la conosciamo senza la figura di amici-mecenati come sono stati Riccardo Crippa a Varese e Tullio d’Albisola ad Albissola Marina.


"Prima di partire per lo spazio
Prima di partire per la luna
Come artista
Come uomo
Fontana venne nella nostra provincia
Elaborando carte percorsi mappe dell’anima
Nella casa di un amico: Riccardo  Crippa.

Per arrivare da Comabbio a Varese devi attraversare i paesaggi dipinti da Crippa, è il contesto del suo salotto – leggi “simposio”, leggi “anima” – dove ti ritroverai nei disegni di Fontana, insieme a Birolli, Melotti, Rogers. Lo spaziotempo è quello che precede i Concetti Spaziali, la sua luce un calore domestico in felice contrasto con le superfici lunari."

Alla Sala Lucio Fontana è presente la parte espositiva con la figura del mecenate, pittore anche lui, Riccardo Crippa (di cui in mostra è presente un ritratto di Achille Funi), che intorno a sé aveva amici destinati a diventare importanti nel corso del secolo e che lui sosteneva in amicizia ed economicamente. Crippa è stato un grande industriale, fondatore col socio Berger di Caffè Hag, e per l’industria sacrificò molta sua ispirazione artistica, testimoniata per altro dalla ricca produzione di oli e disegni, esposti in parte a Comabbio.


curatori Debora Ferrari e Luca Traini, hanno curato un libro-catalogo edito da TraRari TIPI che offre spunti inediti sulla lettura dell’arte di Fontana, partendo proprio dall’intimità del segno, dal senso del suo esserci oggi, dall’importanza delle relazioni umane un secolo fa e adesso, all’inizio di questo terzo millennio. Questo era il sogno dello Spazialismo,  perché “l'arte è eterna, non può essere immortale. Morrà come materia (…) ma il gesto è eterno” [dal Primo manifesto dello Spazialismo, 1947].

Il progetto è patrocinato dai Comuni di Albissola Marina e Comabbio, dalla Regione Liguria, dalla Provincia di Savona, da TuoMuseo; è inserito nel Festival della Maiolica di Albisola Marina.

Info, orari e programma eventi, ingresso libero:
Sala Lucio Fontana: sabato e domenica 10-13/17.30-19.30; visite su appuntamento al venerdì. Possibili aperture serali, verificare sul sito. Apertura straordinaria Casa Fontana 22 luglio dalle 17 alle 19.30, visita e reading previa prenotazione a culturalbrokers@gmail.com.

Comabbio, Sala Fontana: 26.6 >31.7.2016 opere di Crippa, disegni di Fontana, Birolli, Rogers, sculture di Melotti, fotografie di Molinari.

Albissola, MuDA e Bludiprussia 2.7 >7.8.2016 disegni di Fontana, fotografie di Molinari e Barbieri; Bludiprussia: disegni di Fontana e opere e ceramiche degli artisti varesini, foto di Molinari.

MuDA Centro Esposizioni: dal martedì al giovedi e sabato 10-12/17-19 venerdi 10-12/21-23 (luglio e agosto) domenica 17-19

Bludiprussia: mercoledi, venerdi, sabato 17.30 – 19.30; info visite 338 3172458; bludiprussia.albi@fastwebnet.it


FOTO ROBERTO MOLINARI (C) riproduzione vietata


info Comabbio: salaluciofontana@comune.comabbio.va.it

lunedì 4 luglio 2016

A VENEZIA LA WOODSTOCK DELLA NUOVA ARTE



The operations to create all the games take place in several stages and in many studios: the art of videogames is created as in a ‘global Renaissance workshop’ where in addition to the game designers and concept creators, dozens of artists are working on specific tasks, being the professionals behind the execution. As the workshop Master created the vision and outlined the work on a drawing board, to leave the execution of hands, feet, landscapes, highlighting to the students, so it works in the game studios as well. Here many people are assigned to work on design, textures, colors and shadows, motion, environments, soundtracks, voices and voiceovers. Contemporary art is created with a revolution in the studios: art is developed after foreseeing the kind of use that the consumer will make of it, recovering typical methods of Artes Mechanicae from Humanism and applying them to the processes of 20th century cinema arts, with characteristic avantgarde constructions and mass production. Active communication and iconographic choices go side by side with development platforms and game consoles, meaning that the art resulting from the process is closely related to the availability of tools and technological choices.

File:San Servolo (Venice) from the air.jpg

We are video-ludic, or rather NEO-LUDIC, because art comes into play.
For today the world is a video game, a total bet on our future, in which video game as a medium, knowingly sprung from its own fiction, may finally get out of the mirror, like Alice, in order to express its thought on a society that has never been so stratified and complex. The two realities -- which sum up to form one augmented reality -- are very much alike and cannot do without one another.
NEOLUDICA constitutes the first great attempt to define a coherent and strongly characterized perspective on this new, fundamental technological challenge art has embarked on.
Artists, creators, developers and players are then called upon to step up in class, and to accept a confrontation that will be aesthetic as well as ethic, and therefore will bring up more daydreams.


NEOLUDICA INSIEDE VIDEOGAME

San Servolo, Venezia

140 operatori di game culture in azione


Mostra internazionale

NEOLUDICA
INSIDE VIDEOGAME

arte . programmazione . workshop . realtà virtuale . sviluppo . publishing
Isola di San Servolo Venezia 7-10 luglio 2016
A cura di Debora Ferrari, Luca Traini, Gloria Vallese, Ivan Venturi


Neoludica è stato il termine col quale abbiamo presentato alla 54.Biennale di Venezia le game art e con questa definizione vorremmo racchiudere le ricerche legate al videogame e alle arti contemporanee, per dialogare col mondo dello sviluppo e dei beni culturali.
Dopo i successi degli scorsi anni a Lucca, Firenze, Milano e Venezia nel 2015, desideriamo riunire sull’Isola di San Servolo gli operatori artistici e produttivi, culturali e formativi, che animano questo mondo.
L’evento è reso possibile da una sinergia tra tutti i partner e la volontà del pubblico di conoscere a fondo questo settore dell’industria creativa.
L’evento in Laguna si focalizza sul tema trainante di Videogame e Arti Contemporanee in 3 ambiti di argomenti ed esposizioni correlate.
Gli appuntamenti e le mostre suddividono la comprensione dell’industria più forte al mondo, e strettamente legata al cinema, in:
v   Beni culturali, musei, gallerie, collezionismo e tecnologie interattive e immersive > mostra Game art e sistemi interattivi: il museo come spettacolo multimediale, il videogame come serbatoio di arti
v   Formazione specifica e divulgazione della Game Culture > incontri con accademie e incontri con giornalisti di settore e youtuber
v   Sviluppo e publishing > workshop e simposi
          Una collocazione perfetta per accostare un antico scenario architettonico reale ad un nuovo immaginario virtuale
          Una mostra che espone disegni e prospettive inediti: un nuovo modo di vedere l’arte e conoscere gli artisti del settore grazie a workshop, incontri, e simposi
           Gli eventi rappresentano anche una sorta di stato dell’arte della game industry come incontro tra creatori-artisti-sviluppatori-publishers-musei

Programma 7-10 luglio 2016, dalle 9.30 alle 19,00
Quattro giorni su un'isola per condividere momenti indimenticabili con i creatori dei mondi videoludici e non solo.
Se avete sempre sognato di incontrare chi realizza videogame, chi ne rappresenta l'eccellenza, chi li pubblica, chi ne scrive, chi li insegna per formare figure per l'industria del videogame, chi fa innovazione nei musei con la gamification... questo evento articolato è per voi!
Master Class, workshop, labs, incontri, giornate di studio, presentazioni, mostre, demo interattive, eventi performativi, dalla game art al sound design, da Star Wars ai titoli indipendenti, dalla concept art di autori italiani al publishing internazionale di Ubisoft e Milestone, dalle accademie alle più importanti testate di settore e youtuber. Tutti insieme per voi sull'Isola di San Servolo.
Quattro giorni con un programma ricchissimo, da 0 a 158 euro, per tutte le tasche, con tanti eventi gratis e tanti regali! Una possibilità unica, realizzabile con la forza dei biglietti di ciascuno!!
Approfondite il programma dal sito www.neoludica.eu

Master Class: concept art for videogame, character design, illustration for entertainment, mecha design, ZBrush for videogame, fotografia per videogame. Prenotazione obbligatoria, costi sul sito.
Workshop e Labs: storia del sound design e del videogame, mecha design di Star Wars, l’uso della macchina da presa per i videogame, ologrammi, animazione dal 2D, video 360°, VR e game art in VR, narrazione videoludica dal 1976 a oggi. Prenotazione obbligatoria, costi sul sito.
Mostre / eventi: team di videogame con demo e giochi, storia e approfondimento sui videogame, game art e concept art con 30 artisti e oltre 60 opere, drawingroom; live painting con modella dal vero; cosplay.
Accademie e formazione: Digital Bros Game Academy, Idea Academy, iMasterArt, Scuola Internazionale di Comics Padova e Firenze, Event Horizon, Università Statale di Milano, Università Cattolica di Milano, Accademia di Belle Arti di Venezia, UniViU, IUDAV.
Pomeriggio dei guru 7.7.16: si presentano i direttori delle accademie, i docenti dei workshop, i top artist internazionali. Prenotazione obbligatoria, costi sul sito. . 10.7 mattina dei guru: con gli Art Director di Ubisoft Paris Raphael Lacoste e l’AD di Ubisoft Milan Mauro Perini. Presentazione di AESVI4DEV e Premio Drago d’Oro. Prenotazione obbligatoria, costi sul sito.
Simposio e Lab 8.7: ‘Musei, enti e sistemi interattivi videoludici: sperimentare, educare, comunicare’. Prenotazione obbligatoria.
Simposio sviluppatori 9.7: 20 team italiani con titoli che prediligono artisticità nei contenuti o nella forma. Prenotazione obbligatoria.



TEAM SVILUPPATORI
Cyber Coconut. Digital Tales. IV Productions / Leonard Menchiari. Digital Mantis . Adventure’s Planet /FootPrint. Elf Games. Z4G0. Imagimotion. IperUrania Arts. ItaloGames. Marco Alfieri. Studio Evil. Heartbit Interactive. Storm in a Teacup Red bit. Bitnine Studio. Pimy Soft. MagisterApp . Indiegala. White Room. IV Productions


Team direzionale e operativo
Curatori 
Debora Ferrari
Luca Traini
Gloria Vallese
Coordinamento sviluppatori
Ivan Venturi
Direzione generale  San Servolo Servizi
Fulvio Landillo
Responsabile Eventi San Servolo Servizi
Chiara Ballarin
Coordinatori e hospitality management
Andrea Ferrari, Ambra Bonaiuto
Rapporti Game Designer e concept artist
Cristian Steve Scampini
Sezione storia videoludica e videogame mostra
Emanuele Cabrini
Collaboratore
Francesco Toniolo
Artisti e operatori
MenteZero –Biancamaria Mori
 Lucca C&G
Emanuele Vietina
Web, Social media
Ambra Bonaiuto, Salvo Mica
Musei, turismo, beni culturali e Gamification
Fabio Viola
App
Mirco Ferrari


organization | collaboration

San Servolo Servizi . Game Art Gallery .
E-Ludo . Gamesearch.it . Svilupparty
MFLabs . MenteZero .

partner | sponsor

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Media partner

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Collegamenti Ferrovia-San Marco/San Zaccaria,  prendere il vaporetto della linea 20 che parte dal pontile ACTV di San Zaccaria
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