Fabio Maniscalco appone lo Scudo Blu dell'UNESCO a difesa di un Bene Culturale in Palestina
Voglio ricordare un eroe dei nostri giorni, perché ce ne sono ancora - e tanti - anche se se ne parla poco.
Per Fabio Maniscalco, a sei anni dalla sua prematura scomparsa, questi versi di John Keats, morto come lui troppo presto:
Bellezza è verità
Verità è bellezza
Questo è quanto sappiamo e dobbiamo sapere.
E due articoli, un commosso ricordo dell'Associazione Nazionale Archeologi e uno splendido testo della moglie Mariarosaria Ruggiero, che possono ben illustrare coraggio, rigore e assoluta attualità di un uomo che ha fatto della propria vita una grande opera d'arte.
"Oggi 1 febbraio 2008, dopo una lunga lotta per la vita, si è prematuramente spento a soli 42 anni l’archeologo Fabio Maniscalco, uno dei massimi esperti mondiali in materia di salvaguardia dei beni culturali nelle aree di conflitti bellici. Docente presso la Facoltà di Studi Arabo-Islamici dell’Università “Orientale” di Napoli, con l’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali in Area di Crisi dell’ISFORM, da lui fondato, aveva diretto attività e progetti finalizzati alla tutela dei beni culturali in Bosnia, Albania, Kosovo, Afghanistan, Nigeria, Palestina e molti altri paesi, impegnandosi in prima persona per censire e arginare i danni al patrimonio culturale nel corso dei conflitti bellici, tramite decine di iniziative, dossier, fotoreportage, appelli e pubblicazioni, al fine di sensibilizzare sull’argomento le istituzioni internazionale l’opinione pubblica mondiale. È proprio a causa dei suoi interventi in aree di guerra e alla conseguente esposizione all’uranio impoverito e ai metalli pesanti in Bosnia e in Kosovo, che il prof. Fabio Maniscalco aveva contratto una forma rara ed anomala di adenocarcinoma pancreatico. Gli erano stati asportati lo stomaco, parte del pancreas, il duodeno, il primo tratto dell’intestino e la colecisti. Da oltre un anno lottava coraggiosamente contro la malattia. Autore di fondamentali contributi scientifici sul tema della protezione del patrimonio culturale, ha fondato e diretto la prima rivista scientifica internazionale e multidisciplinare on line dedicata alla tutela e valorizzazione dei beni culturali: il “Web Journal on Cultural Patrimony” (www.webjournal.unior.it), cui hanno aderito oltre 50 Università e Centri di Ricerca in tutto il mondo, e creato la prima collana monografica dedicata al settore: “Mediterraneum. Tutela e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali”. Per la sua coraggiosa attività il Prof. Maniscalco era stato nominato “Professore per Chiara Fama“ di “Salvaguardia del Patrimonio Archeologico e Culturale” dall’Accademia delle Scienze di Albania. Lo scorso anno la sua candidatura al Premio Nobel per la Pace aveva ricevuto l’adesione di centinaia di esponenti del mondo accademico provenienti da tutto il mondo, aveva inoltre ricevuto da Legambiente il premio 'Amici dell’Ambiente' [...]".
Fabio Maniscalco riceve i complimenti per la sua opera "Sarajevo" dal Ministro della Difesa Andreatta
FORMARE, EDUCARE E COOPERARE: L'ATTIVITÀ DI FABIO MANISCALCO E L'OSSERVATORIO PER LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI IN AREA DI CRISI
"[...] Fabio era certo che solo l’educazione a sentire come un patrimonio comune l’espressione culturale dell’altro, anche del nemico, è la chiave per proteggere il patrimonio culturale mondiale che soffre di saccheggi e distruzioni, di snaturamenti e deturpazioni causati non solo dalla guerra, ma anche dagli interventi ricostruttivi del dopoguerra, oltre che da terremoti e disastri naturali. L’operato dell’Osservatorio fu guidato dall’esigenza di una regolamentazione della materia di tutela dei diritti umani e della difesa della cultura, dalla necessità di una divulgazione, applicazione e, ove necessario, di una revisione della legislazione; Fabio fu in più occasioni critico anche sull’operato dell’ONU, che ha in più di una circostanza dimostrato di essere subordinata alle grandi potenze mondiali, e dell’UNESCO, che non sempre è stata in grado di gestire le situazioni di crisi in maniera del tutto autonoma e indipendente.
Nell’opera complessiva di Fabio, tutelare e conservare hanno significato, dunque, non solo studiare e informare, ma essenzialmente formare, educare e cooperare; queste sono state le finalità precipue dell’Osservatorio che, nel corso dei dieci anni di vita, condusse questa disciplina da un piano teorico a un piano pratico, concretizzando indagini e studi sulla situazione dei beni culturali in alcune delle aree belliche mondiali più critiche, al fine di contrastare i pericoli per il patrimonio di quelle regioni martoriate".


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