sabato 22 novembre 2025

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA GIOIA (1975>2025)

Un capolavoro di architettura e una grande mostra Per Arte ricevuta

J. S. Bach, Magnificat (dir. N. Harnoncourt)

Per Arte ricevuta, segno, terra, luce e I Piatti della Gioia

Mostra per il Centenario di Padre Costantino Ruggeri

Dal 22 novembre al 5 dicembre 2025 - Chiesa di Santa Maria della Gioia - Varese

Inaugurazione sabato 22 novembre ore 11, conferenza al Lyceum ore 15.30

Nel centenario della nascita di Padre Costantino Ruggeri, artista e francescano tra le figure più amate del Novecento sacro italiano, la Chiesa di Santa Maria della Gioia di Varese celebra il suo fondatore con una mostra che unisce arte, fede e comunità.

Il progetto, intitolato PER ARTE RICEVUTA, SEGNO TERRA LUCE vede la partecipazione di numerosi artisti contemporanei che, ispirandosi al messaggio di bellezza e condivisione lasciato da Padre Costantino: Samuele Arcangioli, Fausto Bianchi, Maurizio Cavicchiolo, Massimo Fergnani, Anny Ferrario, Vittore Frattini, Anna Genzi, Raffaella Grandi, Ugo Nespolo, Samuele Omati, Dario Paini, Nicola Perucca, Laura Pozzi Rinaldi, Chiara Ricardi, Arlenys Romero, Riccardo Ranza, Stella Ranza, H.H. Stillriver, Sara Tardonato, Pina Traini, Giacomo Vanetti, Giorgio Vicentini.

Ildegarda di Bingen della pittrice novantenne Pina Traini guida la sinfonia delle opere degli artisti presenti in mostra

Gli artisti espongono le opere nella sala della Chiesa e hanno realizzato 200 piatti d’artista, ciascuno pezzo unico e donato come segno di gratitudine e sostegno alla chiesa e alle sue attività. I Piatti della Gioia sono stati presentati ufficialmente domenica 16 novembre 2025 durante la Santa Messa alla Brunella ore 11.15, con una cerimonia simbolica come gesto di comunione tra arte e spiritualità.

La mostra, a cura di Debora Ferrari, sarà inaugurata sabato 22 novembre e resterà aperta fino al 5 dicembre 2025 presso la chiesa di Santa Maria della Gioia, in Via Montello 80. Nel pomeriggio dell’inaugurazione, alle ore 15.30 al Lyceum di Varese, in Via Carrobbio 3, si terrà la conferenza dell’architetto Luigi Leoni, che collaborò con Padre Costantino alla costruzione della chiesa: un incontro prezioso per riscoprire la genesi e il significato spirituale di uno dei luoghi più identitari della città, dove interverrà anche Federico Visconti presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto. In sede ci saranno i rollup con le chiese del frate/artista e i 200 piatti. Per l’occasione sarà presentato il catalogo ufficiale della mostra, edito da TraRari TIPI Edizioni, con testi di Debora Ferrari e a cura anche di Luca Traini, insieme a contributi di Mons. Gabriele Gioia, di Luigi Leoni Fondazione Frate Sole e della Fondazione Comunitaria del Varesotto, che sostiene l’iniziativa insieme alla parrocchia, agli altri enti patrocinatori: Provincia e Comune di Varese, FAI, Ordine degli Architetti di Varese, Provincia Francescana, Studio Ricerca Arte Sacra.

Il pubblico potrà visitare la mostra e sostenere il progetto attraverso l’acquisto dei Piatti della Gioia e del catalogo, il cui ricavato contribuirà al progetto e alle future attività di manutenzione.

Orari: venerdì 14.30-17, sabato e domenica 10-13/15-17. Ingresso libero e visite guidate nella chiesa.

Informazioni: culturalbrokers@gmail.com


La meraviglia della Chiesa di Santa Maria della Gioia in un mio post del 2018

Ruggeri, Leoni, Chiesa di Santa Maria della Gioia (1975-77)

La gioia è un'emozione che, vissuta intimamente, apre alla comprensione profonda e luminosa del mondo. È una metafora, certo, ma anche un'esperienza concreta, tangibile, quando si varca la soglia della chiesa di Santa Maria della Gioia. Questo spazio sacro, nato nel 1975 dal genio di Padre Costantino Ruggeri e dall'architetto Luigi Leoni di Busto Arsizio, porta la firma di entrambi, scolpita su una pietra all'esterno, un segno di eternità.

Dall'esterno appare come una crisalide: semplice, compatta, quasi una cisterna che richiama la peschiera un tempo presente sui terreni del marchese Ponti, poi acquistati dai Frati Minori della Brunella. Ma all'interno si trasforma, rivelandosi una farfalla, leggera e luminosa, un luogo dove l'architettura si fa poesia e spiritualità.

La chiesa si sviluppa su due livelli: al piano superiore si trova lo spazio liturgico, mentre il piano inferiore accoglie le sale dell'oratorio. All'esterno, un blocco di marmo botticino bianco funge da altare per le celebrazioni all'aperto, mentre una fontana richiama il tema dell'acqua, così caro a Ruggeri. Sopra, il tetto è un giardino pensile, affidato alla natura, dove “gli elementi in muratura permettono agli uccelli di fare i loro nidi,” come raccontava Ruggeri. Intorno, cento alberi da bosco e duecento rose canine completano il progetto, in armonia con la semplicità francescana.

Il sagrato coperto è una soglia tra il mondo esterno e il sacro, un luogo che evoca il tempo in cui i catecumeni sostavano qui prima di ricevere il battesimo. La pavimentazione è in ciottoli, mentre l'interno è rivestito in ardesia. I muri rustici, volutamente imperfetti, accolgono senza opprimere.

Il fonte battesimale (foto di Dario Paini)

Al centro del sagrato spicca il fonte battesimale: una roccia nera posata nell'acqua, illuminata da una luce che scende dall'alto, un invito visivo e simbolico a rinascere. Ruggeri innovava persino nei dettagli, come l'acqua corrente nei suoi fonti battesimali, elemento che portava dinamismo e vita.

Una paratia scorrevole in bronzo patinato, teatrale e maestosa, separa il sagrato dall'interno della chiesa. Varcandola, si entra in uno ‘spazio mistico’ dove tutto si accende: è il regno della creazione e della bellezza, indispensabili in un luogo di preghiera pensato per una comunità felice.

L'interno della Chiesa (foto di Marco Guariglia)

L'interno è essenziale, spoglio del superfluo, ma vivo nei colori delle vetrate e nelle geometrie avvolgenti. L’aula, con le sue panche in legno disposte in modo degradante, crea un senso di abbraccio collettivo, un infinito centripeto che unisce.

Costantino Ruggeri, ispirato da Le Corbusier, raccontava di aver incontrato il maestro nel 1965. Parlando della cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp, Le Corbusier la definì “uno spazio ineffabile e indicibile,” un microcosmo che racchiude una terza dimensione simbolica dell’infinito. Questo pensiero influenzò Ruggeri nella creazione di spazi che fossero “luoghi di silenzio, di preghiera per l’uomo moderno, di gioia interiore e di pace.” Non meno significative furono le suggestioni di Henri Matisse e della sua Cappella del Rosario a Vence, dove luce, colore e semplicità diventano strumenti di spiritualità. “La mia opera è soltanto un fiore,” diceva Ruggeri, parafrasando Matisse.

Altare e vetrata (foto di Dario Paini)

Una delle meraviglie della chiesa di Santa Maria della Gioia è la vetrata principale, posta in alto, dove si intravede il profilo del Sacro Monte e del Campo dei Fiori, un richiamo al territorio e alla sua sacralità. Le vetrate, con i loro colori vibranti, dialogano con la luce naturale, trasformandola in una materia viva che anima lo spazio e lo spirito.

Anche gli arredi liturgici seguono il criterio dell’essenzialità e della povertà, senza mai rinunciare alla creatività. L’altare, il leggio, il crocifisso, il tabernacolo e persino il turibolo portano la firma scultorea di Ruggeri, spesso arricchiti da un piccolo animale simbolico, un tocco di tenerezza e umanità.

Santa Maria della Gioia è stata la prima di una serie di oltre venti chiese realizzate da padre Costantino Ruggeri nel mondo, un esempio straordinario di come l'arte, l'architettura e la spiritualità possano fondersi in un'opera che è insieme luogo di culto e testimonianza di bellezza.

Debora Ferrari

in Appunti per elaborazione e stesura della scheda in AA.VV, Atlante delle Architetture e dei paesaggi in provincia di Varese dal 1945 a oggi, Silvana Editoriale, Milano, 2023.


Bibliografia

N. Fabretti, La chiesa di un frate a Varese, in L’architettura, 277, 1978.

Santa Maria della Gioia, Arti Grafiche Barlocchi, Settimo Milanese 1981.

N. Fabretti (a cura di), Soltanto un fiore. Genesi di un artista cristiano, Marietti, Bologna 1990

L. Crespi, A. Del Corso, Un secolo di architettura a Varese, Alinea, Firenze 1990.

Costantino Ruggeri. L’architettura di Dio, Catalogo della mostra (Adro, 2005), Skira, Milano 2005.

M. A. Crippa (a cura di), Padre Costantino Ruggeri, artista francescano, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2019.

E. Cerutti, Santa Maria della Gioia al Montello, articolo per La Brunella, 2022.

[https://fondazionefratesole.org/](https://fondazionefratesole.org/)]

[http://www.padrecostantino.it/padre-costantinoruggeri/]

[http://www.padrecostantino.it/padre costantinoruggeri]

Video: [https://www.youtube.com/watch?v=c5ltFAGX820](https://www.youtube.com/watch?v=c5ltFAGX820]

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