mercoledì 11 ottobre 2017

Pace fatta con Parigi?

Commento musicale Josquin DesprezQui habitat

L'uomo François Villon, prima ancora che il poeta, dopo tante traversìe, volle fare pace con la sua città, Parigi.


Ci siamo lasciati così male, mia città. Ora invece te lo dico col cuore e in bel latino: “Ave atque vale”, “Addio e stammi bene, curati”.  E tu non dici niente? Devo fingere una brezza per credere che tu mi accarezzi?
Così sia, Parigi Lutezia nata dal fango, come è scritto nel Libro che sia stato per l’uomo: abbiamo ancora bisogno di carezze, come i bambini, come i cani.
Eh sì, che mi hai grattato via come la rogna. Come un cane rognoso mi hai sbattuto fuori di casa.


E poi io - io – sono guarito perché mi è apparsa la Poesia. Veniva dalla taverna del “Cavallo bianco” a quella de “L’asino a strisce”, dove dormivo ubriaco fradicio. Mi diede una tale sberla con quelle candide manine, che ancora mi sembra di sentire un giglio rovente sulla guancia destra.
Strabuzzo gli occhi e ti vedo un viso così dolce - la Bellezza, quella vera, lo sai, ferisce – “Tu dormi” scandì sorridente “ma io, il tuo cuore, veglio”.


Fu allora che Dama Memoria venne dall’osteria “La mula”. Fissai anche lei un po’ demente, anche lei ridente. Che pure mi mollò un ceffone. Lo stesso bruciore sulla guancia sinistra. E la stessa allegria in quest’altra donna alle parole: “Ho reciso il filo della tua vita passata, come una tessitrice”.
E tutt’e due insieme, a me ardente, finalmente sveglio e sorridente: “Godi, figlio nostro, nella tua nuova adolescenza!”.


E svanirono. E mi svegliai di nuovo. Sono sveglio, attento, mi guardo tutt’attorno - dove sono? – in cerca di un po’ di vento.
Parigi, tu lo sai, si dice che il lupo vive di vento. E io lo attendo, per avere in cambio la tua carezza: alita dal tuo fango un po’ di rezzo!



Nota I nomi delle taverne tratti dalla XII strofa del “Lascito”; “Io dormo, ma il mio cuore veglia”, qui rivisitato come gli altri brani biblici, è da Isaia; Dama Memoria è la personificazione del trattato citato nella strofa XXXVI del “Lascito”; “Hai reciso il filo della mia vita come un tessitore” è preso da Giobbe e già citato nel “Testamento” alla XXVIII strofa come “Godi, figlio mio, nella tua adolescenza”, tratto dall’Ecclesiaste, nella XXVII; il detto popolare “Il lupo vive di vento” è nella strofa II del “Lascito”.


La famiglia di Mezzettino


Mezzettino
Rivolto a Watteau, cantando.
Avanti creatore
Non siate così triste
La vita è bella
Ora c’è luna ora c’è sole

Watteau
Io sono morto


La moglie di Mezzettino
Rivolta a Watteau.
Come siete triste signore
Il canto del mio candido marito non v’allieta?

Il seduttore
Tiene la testa appoggiata alla spalla destra di Mezzettino e si rivolge alla figlia di questi che stringe un cagnolino.
Dai
Se il tuo bel pittore è morto
Io sono ben vivo
Non fare gli occhi tristi
E sorridi
Come faccio io

Watteau
Sorridi ragazzina
Sorridigli non mi fai un dispiacere
E’ un giovane di belle speranze
Dalle labbra rosse


Mezzettino
Antoine Antoine
Se hai messo una rosa fra i neri capelli di mia figlia
Non deve appassire
Se pena le stringe il cuore
Quasi lo soffoca il cagnolino
E se stringesse l’amante invece
Mi darebbe nidiate di figli


Watteau
In un improvviso scatto di collera.
Crescete e riproducetevi!

Breve pausa. Si riprende. Cupo.
Falso
Falso


La figlia di Mezzettino
Poca allegria signor Watteau
Vi amo
E son morta come voi su questa tela
E non piango per amore
O la vostra cara morte
Perché tutti ci avete condannato
Noi tutte larve impastate di colore
Che mai la vita la vostra
Vissuta per quasi quarant’anni
Abbiamo assaporato
Neppure privati di essa
Fantasmi
Fantasmi condannati a perpetua
Splendida
Morte


Il seduttore
Quante sciocchezze sciocchina
Solo per darvi un tono
Se il creatore è morto peggio per lui
Io sono ben vivo

Mezzettino
Adirato con quest’ultimo.
Non è vero seduttore da quattro soldi!

Vedete signor Watteau
Di questo ci si può disperare
Che nessuna pietà
Nessuna
Può giungere a chi è morto
Da chi mai nato
E’ nato morto
Vedete anche voi
Non è un gioco di parole
La sinistra è pronta Si riferisce alla posizione delle sue mani sulle chitarra.
Ma la destra è sul punto di suonare
E non lo farà mai


Watteau
Abbattuto, rivolto al ragazzo vestito di rosso alla sinistra di Mezzettino.
E tu
Non dici nulla?


Il ragazzo vestito di rosso
Che posso dirvi?
Con un sorriso vi compiango
Perché tornaste da morto
A essere più triste che in vita

Watteau
E’ vero
E’ colpa mia

Mezzettino
Tornando a cantare.
Forse di nessuno è la colpa
Ma la vita
Così bella
Ora c’è luna
Ora c’è sole

Ora c’è luna

Ora c’è sole


“La famiglia di Mezzettino” svanisce.





lunedì 25 settembre 2017

NEOLUDICA a Milan Games Week 2017

Padiglione MGW ART con mostre, Virtual Reality e tributo a Tim Scahfer


Il nuovo artbook di NEOLUDICA edito da TraRari TIPI

MGWart lo stand della game culture e delle game art con artisti, sviluppatori, scrittori, publisher, per i 9 anni di attività di Neoludica Game Art Gallery ®
con un tributo a Tim Schafer e appuntamenti di VR

Perché L’ARTE è IN GIOCO!!

Milan Games Week 29, 30 settembre-1 ottobre, Fiera Milano Rho, pad. 8/12 



Grazie alla collaborazione con AESVI che coi soci principali partecipò al progetto diNeoludica_Game Art Gallery ® alla 54.Biennale di Venezia, lo stand delle game art alla Milan Games Week compie 7 anni, 9 dalla nascita nell’agosto 2008. Dalla prima edizione nel 2011 a quella odierna, artisti, sviluppatori, curatori, partner e publisher hanno partecipato ai vari progetti per testimoniare l’impegno nel segmento culturale del videogame.
Per celebrare queste attività, fare il punto di quanto è cambiato il panorama in Italia in questi 7 anni, eseguire un vero e proprio BACKUP personale, i curatori di Neoludica Debora Ferrari e Luca Traini hanno pensato di creare un nuovo libro edizioni TraRari TIPI che contenesse questi dati, accompagnati dalle splendide opere dei game artist e dai team di sviluppo particolarmente sensibili al dato artistico e che espongono anche nell’area Indie, insieme ai partner storici quali E-Ludo Lab, Gamesearch.it, MFLabs, MenteZero, Streamcolors, Ubisoft, AESVI-Drago d’Oro. Completano il libro saggi e abstract da recenti tesi universitarie di collaboratori che sono vicini a Neoludica da alcuni anni.



Verrà presentato anche il volume di Francesco Toniolo “Le nuove anime oscure”che segue il primo saggio pubblicato due anni fa con copertina di Cristian Scampini; ora celebra il nuovo contenuto un suggestivo artwork di Federico Ferrarese.
Allo stand sarà possibile trovare le opere dei game artist della Gallery come sempre e in più gli artwork diBad Seed, Footprints, Elf Games, Iperurania Arts, Hive Division, PlaySys, MixedBag, Neko8Games, Ovosonico, Rocco Salvetti, Studio Evil, TinyBull, Want Musik, White Room, tutti presenti anche nel nuovo libro “BACKUP_L’ARTE è IN GIOCO!!”. Inoltre nei tre giorni di fiera, presso l’area interna dello stand, sarà possibile anche provare progetti culturali di VR coi rispettivi creatori: Venerdì con Valentina Paggiarin di Hive Division; sabato con Gianni Ricciardi di Want Musik; domenica con Luca Deriu di PlaySys. Per accedere a quest’area sarà obbligatorio iscriversi ai turni presso il desk dello stand, le visioni saranno per un utente per volta, posti limitati.



“Il motivo per cui conta l’insistenza della connessione fra questi mondi (videoludico e artistico-culturale) - spiegano i fondatori Ferrari e Traini, quello in cui ancora viene relegato l’intrattenimento e quello prettamente artistico-collezionistico, è la convinzione che il legame e il dialogo profondo di queste parti sta già facendo nascere una nuova dimensione dell’arte che ci sfugge perché ancora multiforme, ma già presente e incredibilmente al futuro. Ciò che abbiamo visto in questi anni e che abbiamo contribuito a sviluppare, creando collegamenti, sinergie, amicizie, collaborazioni e connessioni, è un tessuto italiano vivace e creativo, capace di inventare sempre nuove possibilità di visione e applicazione”.


       

Insieme alle game art di una ventina di artisti (tra cui Scampini, Giannella, Vavalà, Porrini, Baggio, Sartori, Piccolo, Masera, Roncella, Di Pasquale, Troiano, Viglioglia, Natale) il visitatore troverà anche una mostra omaggio al Guru 2017, Tim Schafer, con opere di Filippo Scaboro e Samuele Arcangioli, Nello stile dei precedenti tributi a Nolan Bushnell, Toru Iwatani, John e Brenda Romero.


Uno stand pieno di contenuti, di incontri, di approfondimenti e novità vi aspetta per questo nuovo livello di gioco, anzi di ARTE IN GIOCO!!



La Social Exhibiton di Assassin's Creed Origins, progetto sviluppato da Ubisoft e Neoludica

continua in


venerdì 8 settembre 2017

NEOLUDICA a Asolo Art Film Festival

Asolo adunque, vago e piacevole castello posto negli stremi gioghi delle nostre alpi sopra il Triviagiano

Pietro BemboGli Asolani



Debora Ferrari e Luca Traini saranno tra i relatori nella giornata del 16 settembre all'Asolo Art Film Festival con questa key note sulla Neoludica:
Nuove arti digitali e interattive tra arte contemporanea e videogame
Game Art, Concept Art, arti videoludiche. Siamo oggi nel pieno dello sviluppo e dello svolgimento di queste arti innovative, arti che non cambiano la prospettiva dell’arte, cambiano l’arte in sé. Arti che si rimettono in gioco nel significato sociale dell’Arte, come prassi e non solo come metafora. Arti che nascono da un fervido tessuto giovanile, estetico e produttivo, con potenzialità enormi a livello comunicativo ed economico e per le quali vale la pena insistere sul loro valore per affermarle in quello generale delle discipline umanistiche e dei beni culturali. Neoludica Game Art Gallery è nato come progetto di approfondimento di queste arti tecnologiche per innestarle nel percorso delle arti contemporanee e ha portato i videogame e la game culture dalla Biennale di Venezia alle Università, dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano alle biblioteche lombarde e non solo. Come il cinema è stato l’arte del XX secolo, così il nuovo medium artistico videoludico, grazie alle continue sollecitazioni interattive fertile di ogni genere di contaminazioni con le arti che l’hanno preceduto, disvela con originalità il suo immaginario per nuove opere d’arte totali.
Come proposta al pubblico ci saranno le esperienze dell’App ‘Art (R )evolution’ MFLabs 2012 e Narrami, di nuova concezione. Opere esposte del game artist  Filippo Scaboro.


Referenti: Debora Ferrari e Luca Traini
di Neoludica Game Art Gallery (R)


Siamo multilevel: questo artisti, filosofi e scienziati l’hanno sempre saputo. Navighiamo su Internet coscienti di una seconda navigazione platonica, di un salto di livello aristotelico dalla potenza all’atto, ai diversi livelli delle gerarchie celesti o dell’inferno dantesco, preda allo stesso tempo dell’eroico furore di Bruno e dei calcoli binari di Leibniz. I veli di Maya li strappiamo con piacere, senza nasconderci: lasciamo le stesse tracce di Derrida. Noi siamo fatti della stessa sostanza di un quadro fiammingo (olio), dell’inconsistenza prepotente di un film di Kulešov. Dietro la città ideale del Rinascimento vediamo prendere luce la Parigi di Daguerre, l’Esposizione Universale del 1889 con la Torre Eiffel, ripresa a volo d’aquila da Google Earth. Giochiamo a SimCity. 
Siamo anche videoludici, anzi, NEOLUDICI perché l’arte è in gioco.


Debora Ferrari, critica d'arte, curatrice di mostre e progetti culturali, poetessa, giornalista, editore.  www.neoludica.eu 


Luca Traini, scrittore, storico, iconologo, critico, attore. www.lucatraini.blogspot.it



IL PROGRAMMA COMPLETO


L’imperdibile festa-evento del più antico Festival di Film sull’Arte al mondo.

mercoledì 6 settembre 2017

LE DONNE, LA STORIA NELL'A.R.T. DI LAVENA PONTE TRESA (VA)

Pina Traini, Saffo (2017)

Saffo (630 -570 a.C.)

La più alta lirica d’amore è donna. La storia ci parla di una poetessa sublime, la leggenda di un’amante infelice che si sarebbe suicidata gettandosi da una rupe nell’isola di Leucade. In entrambe i casi la pittrice ne sottolinea la solitudine. La penna è caduta di mano e sul foglio bianco restano i frammenti dei suoi ultimi versi. Ormai libera dai veli, lo sguardo sognante, non si cura del calamaio che perde il suo inchiostro: è definitivamente parte di quel cielo verso cui s’innalza il mare.

LE DONNE, LA STORIA
Mostra personale di PINA TRAINI

Col patrocinio del comune di Lavena Ponte Tresa



Lavena Ponte Tresa, A.R.T. (Antica Rimessa del Tram) Viale Ungheria, 2
Dall’8 al 15 settembre 2017. Incontro con l’artista 8 settembre ore 18-20.
Orari: tutti i giorni 9.30-12.30-14.30-17.30, ingresso libero.

Inaugurazione venerdì 8 settembre ore 18, segue rinfresco.

Il lavoro di Pina Traini sulla grandi protagoniste della Storia si arricchisce di nuove opere e di una nuova sede espositiva dopo il successo della mostra a Varese in Villa Baragiola lo scorso anno (vedi http://lucatraini.blogspot.it/2016/10/pina-traini-le-donne-la-storia.html).
Anche nei nuovi quadri rivivono, ricche di umanità, donne reali come Saffo, Aspasia e Marozia così come personaggi leggendari quali le Amazzoni, Penelope e la papessa Giovanna. 

Pina Traini, Marozia (2017) e La papessa Giovanna (2017)

Marozia (892-955) e la papessa Giovanna

La potente nobildonna romana, forse amante di un papa, di certo madre di un altro (Giovanni XI), fu protagonista della politica romana fino al 932 e parte decisiva in diverse salite (e discese) dal soglio pontificio finché il secondogenito, Alberico II principe e senatore di Roma, non la fece relegare in convento. Assunta per secoli a simbolo di una generica “pornocrazia”, fu invece aristocratica e donna del suo tempo che, per quanto costretta a matrimoni politici, riuscì a primeggiare in una città meno vincolata al potere dei papi a causa del declino del Sacro Romano Impero. Nel quadro è rappresentata in trono mentre si specchia indossando la tiara accanto alla madre Teodora e al piccolo Giovanni che dorme beato su altre tiare.
Dalla storia di Marozia ha origine la leggenda della papessa Giovanna, il cui vero sesso sarebbe stato scoperto perché colta dalle doglie durante la processione pasquale. Nel quadro è invece una madre dolcissima scesa dal trono che si accarezza il pancione.

Testi di Luca Traini


Il catalogo è edito da Trarari Tipi.

Protagonista incontrastata: la figura femminile. Dagli anni cinquanta a oggi si può dire, infatti, che Pina Traini abbia coerentemente continuato a scolpire su tele e tavole un unico grande monumento alla donna.

mercoledì 30 agosto 2017

MACUGNAGA: I BRONZI DI VITTORIO TAVERNARI



Le radici e la pietra di ritorno dal Lago delle Fate.


Quell'isola di luce sui ghiacciai del Rosa.


Il tiglio antico attende il suo millennio,


il ritorno di gregge e pastore plasmati nel bronzo da Tavernari.


Il bronzo che eredita la struttura del legno nella piazza di Macugnaga,


il gioco di incastri che vuole durare nel tempo.


Tavernari, scultore di corpi che si dilatano in cieli,
dove sembra accennare evanescenti graffiti ancestrali.


La montagna è come un monumento a una presenza amica.


E una pausa di silenzio severo, appena velato di nostalgia,


accompagna il definitivo ritorno all'ovile.


Testo e foto di Luca Traini
Le opere fotografate sono: Il gregge ai monti e L'incastro a blockbau dei fienili (1985-86)

domenica 20 agosto 2017

Debora Ferrari e Luca Traini sulla rivista Formiche nella rubrica Mentori

Neoludica _ L’arte è in gioco


Quanto forte è questo pensiero-racconto della nuova vita che ci aspetta! Quanto – senza bisogno di approfondire la conoscenza – è percepibile che nel futuro breve di decenni ci sono questi misteriosi, entusiasmanti, mondi da vivere ed esplorare. Debora e Luca forse vanno troppo avanti per i tempi, la scuola, i media, la politica, le istituzioni, il senso comune, la conoscenza media. Ma non sbagliano certo direzione. Stai a noi capire se, come e quanto seguirla.
dall'articolo di Enzo Argante



Per approfondimenti

Connessioni Remote (The Art of Games Videogame e Beni Culturali, Rai Arte)

Ogni nuova arte, una volta affermata, ha sempre cercato nelle esperienze estetiche precedenti dei punti di contatto, degli elementi sentiti come comuni che ne avevano in un certo senso preceduto l’avvento. […] Lo stesso vale per il videogame, altra “opera d’arte totale”, che, suddiviso in sei componenti fondamentali (Schermo, Computer,  Realtà, Interazione, Navigazione, Meraviglia), riconosce nelle arti delle diverse epoche storiche forme, strutture e meccanismi che ne hanno permesso l’affermazione. Le sue “connessioni remote”.


Per il lancio italiano di Assassin's Creed Origins  parte una nuova operazione artistica e metalinguistica, una campagna che accompagnerà il reavealing in questi mesi in attesa dell’uscita prevista il 27 ottobre e in attesa di una nuova grande mostra a Lucca Comics&Games. Si tratta di Neoludica Origins, una serie di artwork e pillole video della realizzazione degli stessi, creati dagli artisti di Neoludica Musea_Game Art Gallery che lavorano sull’ispirazione dei contenuti di Origins e le sue tematiche storico-artistiche. Sono lavori di digital painting, di pittura reale, digital sculpting, photomanipulation, video interattivi e altro che poco per volta guideranno il pubblico verso i misteri e le rivelazioni di questo nuovo entusiasmante viaggio, compiuto questa volta nell’Egitto tolemaico.


“Chi mai potrà redigere la lista dei colori scomparsi?” chiede Jean Clair aprendo il capitolo “Mestiere, mito e memoria” dopo aver scorso le affermazioni di Julien Gracq nel constatare la laicizzazione dell’arte che fra i blu di Beato Angelico e i blu di Vermeer conduce a una despiritualizzazione della sua materia. Non solo l’espressione dell’arte muta tra le mani degli artisti per l’arrivo dei colori industriali del secolo scorso, ma quanti e quali colori chiamati uno a uno per nome, possiamo oggi aggiungere noi, si sono sostituiti con numeri di pantoni che vanno a comporre velocemente le stampe offset nelle tipografie ma soprattutto sono tra le scelte dei concept artists quando devono creare quella che ora noi chiameremo File Art.

Partiamo dalla prima testimonianza di pensiero astratto e di realizzazione di forme geometriche da parte dell’homo sapiens sapiens: le losanghe su ocra rossa (tra l’altro primo cosmetico e il sapiens è due volte sapiens anche perché compiutamente “homo cosmeticus”) delle grotte di Blombos, in Sudafrica, datate 70-75000 anni fa. Senza queste forme astratte non avremmo tutta le nostre realtà domestiche ad angolo retto (porte, finestre, quadri, schermi, etc.). Come, senza la rivoluzione agricola, 10000 anni fa, e la nascita delle città grazie all’invenzione del mattone (o della pietra squadrata), non avremmo avuto la cultura del quadro. [...] Siamo profondamente impregnati di tutte queste realtà squadrate da cui è difficile sfuggire. [...] La nostra civiltà è un sogno ad angolo retto con diritto alla distrazione.


L’arte del videogioco viene creata come in una “bottega rinascimentale globale” dove oltre ai game designer e ai creatori del concept, decine di artisti lavorano a una precisa mansione e sono i professionisti dell’esecuzione: [...] chi disegna, chi fa la texture, chi colora, chi costruisce le ombre, chi inserisce il movimento, chi cura environments e soundtrack, voci e doppiaggi. Si fa arte contemporanea negli studios. [...] Dentro Assassin’s Creed troviamo l’arte dei concept artists e l’arte delle epoche storiche che vi sono citate; [...] il videogioco, l’opera totale, diventa espositore di tutte le citazioni, le favole, le analogie, l’arte, i nomi, gli ambienti, dipinti con pastello o olio di Photoshop a mano libera in una Wacom o schizzati a penna su un foglio, prima di diventare azione.

Assassin’s Creed nasce affamato di storia dopo che, all’inizio degli anni novanta, era stata decretata proprio la “fine della storia”. La storia diAssassin’s Creed nasce già grande e i luoghi in cui è ambientata sono in buona parte Patrimonio dell'UNESCO. La madre è l’École des Annales con la sua rivalutazione del Medioevo “meraviglioso e quotidiano”; il padre, Michel Foucault, il suo indagare le osmosi fra potere e sapere. [...] E' bene ricordare la vocazione intellettuale dei protagonisti di Assassin’s Creed (sarebbe proprio il caso di dire che ce l’hanno inscritta nel DNA): Altaïr è scrittore e il suo codice passa fra le mani di Marco Polo e Dante Alighieri. Ezio Auditore, oltre ad abitare in un gioiello di borgo come Monteriggioni, proviene da una famiglia amante delle novità architettoniche (Villa Auditore come prototipo rinascimentale), sovvenziona restauri di monumenti antichi, si circonda di opere d’arte.
KEY DAY Aggiornamento per chi lavora nel mondo della cultura
Game Culture e valorizzazione dei beni culturali per sensibilizzare i giovani alla legalità

Gaming Zone: videogame in biblioteca