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mercoledì 29 dicembre 2021

MUSICA PER RAGGI INFRAROSSI

 Il James Webb Telescope in orbita sulle note dei fratelli Herschel

Musica e astronomia erano state sorelle dalla filosofia pitagorica alla rivoluzione copernicana – un suono dal moto di ogni sfera celeste a comporre un’armonia universale, pensiamo solo al Paradiso di Dante – poi il clamore di continue scoperte (e condanne) era stato accompagnato dal controcanto del silenzio notturno dell’osservazione e della riflessione di una nuova scienza. Il padre di Galileo Galilei, Vincenzo, aveva riscoperto la musica della Grecia antica e aperto il sipario al melodramma moderno (ne abbiamo già parlato nei Dispacci Musicali), ma questa opera lirica era stata solo un’ouverture ai capolavori (e al dramma) del figlio.

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Musica antica e nuova per sfere celesti

Occorreva la scoperta di un nuovo pianeta perché le note del pentagramma - 7 come i corpi celesti dell’antico sistema solare - componessero una nuova musica grazie a due musicisti diventati astronomi: William e Caroline Herschel. Compositore il primo, soprano lirico la seconda. Come un grande metronomo il loro rivoluzionario telescopio: lui osserva, lei prende nota. William scopre Urano nel 1781 scambiandolo per una cometa. Caroline resterà esperta in fatto di comete. Nel 1834 il pittore architetto Schinkel (e abbiano scritto anche di lui) non potrà che dipingere la divinità in una sfera con la danza delle stelle come satelliti (Oberon e Titania, sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, realtà cosmiche osservate in primis sempre dagli Herschel nel 1787).

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Nel frattempo il duo era diventato trio con l’aggiunta del figlio di William, John, indagatore del cosmo con nuovi strumenti quali la fotografia (che deve a lui il nome). Tutti e tre membri della Royal Astronomical Society, di cui William fu il primo presidente e Caroline la prima donna a riceverne la medaglia d’oro (1828) e a diventare socia onoraria nel 1835, insieme alla matematica scozzese Mary Somerville.

A Neoludica non poteva sfuggire il fatto che anche un classico dei videogame, Mass Effect, ha dedicato un intero sistema solare agli Herschel. Protagonisti anche nella nuova frontiera dei telescopi spaziali. Nel 2009 è stato mandato in orbita l’Herschel Space Observatory, attivo nella ricerca nell’infrarosso fino al 2013 (e i raggi infrarossi erano stati proprio scoperti da William nel 1800).

Il suo successore è il James Webb Space Telescope di cui ho seguito con entusiasmo il lancio in questi giorni.

Colonna sonora:

l’Allegro Assai della Sinfonia 14 di William

o il Solfeggio di Caroline trascritto per organo e flauto da  Veniamin Vityazev, professore di Astrometrica all’Università di San Pietroburgo.

Il brano che segue è parte del mio frammento teatrale Definizioni di cosmo, di cui la poesia Definizioni di “cosmo”: allunaggio (Riemergendo da un Taglio di Lucio Fontana) è il prologo.

William

Vedi, Caroline, se ti destreggi nel mare di note di uno spartito hai un occhio già esperto per individuare le piccole sfere dell’infinito pentagramma del cielo.

Caroline

E nelle grandi pause di silenzio della notte le comete non sembrano, caro fratello, non sembrano forse scale musicali su cui innestare il ritmo di questa sinfonia celeste?

William

Pare proprio di sì, mia cara, e in fatto di sinfonie ho una certa esperienza. Da quella che sembrava una cometa è scaturito l’accordo su un nuovo pianeta. Galileo aveva scoperto che Saturno era un Do nella scala celeste e ora abbiamo il Re che lo segue.

Caroline

(Intona “Thou tun'st this World below” dall’Ode to St. Cecilia di Henry Purcell)

“O tu che fai vibrare in sintonia

Il mondo in basso con le stelle in cielo,

Che nella ronda celeste hanno moto

E risuonano della loro musica”.

William

Sorella mia, tu canti divinamente una perfezione che non c’è più mentre ne cerchiamo un’altra che forse non esiste. Ma non fosse per questa continua ricerca di armonia da qualche parte, anche a una lontananza siderale, in questa notte infinitamente più ricca di stelle che le candele in una cena di gala, non staremmo qui a rischiare il torcicollo ogni sera.

Caroline

Voglio scrivere un solfeggio anche per le nostre comete. Le loro orbite planeranno dolcemente nelle gabbie dei pentagrammi. La musica e il canto renderanno nuovamente liberi questi nostri cari fantasmi per farli salire ancora una volta al cielo.

Luca Traini

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