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lunedì 29 dicembre 2014

POESIE ITALIANE IN METRO LATINO


Anacreontica a Speusippo

Mi piace, sì, Speusippo,
che sistemò Platone
e svelò la lezione
di Isocrate (però!).
Ma ancora più mi piace
che, grazie ad un fuscello
nuovo, un nuovo cestello
più comodo tramò.


Anonimo (XVI sec.) Speusippo getta un uomo in un pozzo (ma è falso)

Si tratta di una breve ode sullo stile di quelle che, nel ‘700, volevano trasferire in italiano il metro del poeta greco Anacreonte (VI sec. a.C.). Dedicata a Speusippo (IV sec. a.C.), il filosofo che successe a Platone nella direzione della sua scuola di Atene, l’Accademia. Di lui ci viene tramandato che ordinò in modo sistematico l’opera del maestro, spiegò i segreti dell’arte retorica di Isocrate (436-338 a.C.) e... inventò un nuovo tipo di cestelli facilmente portabili.



Falecio metal
Tu, ma di': che cos’è? Dai, sù, che cazzo!

No - figata! - un ciddì? coi Kiss? Stupendo!

Ché, lo presti? Ti do... qualcosa d’altro,

Tipo Pòison o Ratt... o Dio, che dici?



Falecio perché ho voluto rendere in italiano un metro caro al poeta latino Catullo (I sec. a.C.), immaginandolo mentre scambia cd di heavy metal anni ’80 davanti a un pub o a una discoteca. Certo i mitici Kiss rientrano a stento in tale definizione (heavy? glam heavy? hard rock? rock e basta?), ma gruppi come i Poison o i Ratt o il solista Dio (Ronnie James) ci stanno alla grande!


Epodi Rolliani contro il ruolo del senato nel film "Il gladiatore"
  
Ma quale esempio squallido
mi propini, regista? Che? Il senato?
Che bella merda stitica!
Scott, di che “libertà” sproloqui unendo
Senato in USA, libero
Forse, coi senatori antichi - cazzo! -
Rapaci patres “nobili”
Mai votati, padroni e basta, cupi?
Rivedi Kubrik, “Spartaco”,
La via giusta era quella. Il grido? “Avanti!”.



Amo il Ridley Scott di Blade Runner, di Alien, di Thelma & Louise, meno quello de Il gladiatore (visionaria battaglia iniziale a parte) perché si fanno passare per amanti della "libertà" i senatori romani: un’élite di potenti impegnata soprattutto - e intenzionalmente generalizzo - nella difesa dei propri affari. Ecco perché preferisco ancora lo “Spartacus” di Kubrik, dove invece il discorso vedeva protagonisti gli schiavi e la lotta per l’uguaglianza (e questo penso sia un messaggio più valido per l’oggi).
Qui, facendo il verso alla metrica degli "epodi" oraziani, aggiungo solo che:
1) Paolo Rolli era un grazioso poeta settecentesco che tentò, con migliore fortuna della mia, di rendere in italiano diversi metri greco-latini;
2) Il mio “Avanti!” è il sano vecchio grido di lotta e di riscatto dei lavoratori, tanto caro al nostro mai troppo compianto presidente Pertini.



Versi acrostici, mesostici e telestici per il Dittico di Anicio Probo

ALLAFINETROVAIPACEINVALDAOSTA
NELLASUACATTEDRALEEINUN TESORO
INCOMPAGNIADIMOSSETTAZMALINES
COSICHIERAINOMBRAORASARAZENIT
IOCANTEROTEOMIOANONIMOARTISTA
 


Versi ropalici
(http://lucatraini.blogspot.it/p/il-dittico-di-aosta-romanzo-darte.html)


Sì e no, no e sì: non sei più qui o ci sei,
Probo? Aosta? Roma? Terra? Cielo? Dove
Ancora porterai dittici, console?
Umanità, rassegnati, dimentica
Il fasto. Ripeti: “Risorgerai”.


Versi Intexti

 

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