domenica 28 dicembre 2014

NONNA PAPERA E IL CARRARMATO

DOLCI E FUMETTI NELLA GUERRA FREDDA

guerra fredda poker



Ma tu lo sai che ho amato

Il “Carrarmato”
Cioè, un cioccolato
A forma di cingolato?

Blu e Rosso
USA e URSS
Latte e Fondente
Ma quanto era buono e fetente
Quello che ti mettevano in bocca?!

La NATO a colazione
Il Patto di Varsavia a merenda
Papà è in Vietnam o a Praga
Ma la Guerra Fredda te la riscalda la mamma

Il cioccolato è così
E’ politica
Tu scarti un Ciocoblocco
Sei Ambrogio e sogni
La tipa dei Ferrero Rocher.





C’era stato “Settembre nero”, la strage alle olimpiadi di Monaco, Piazza della Loggia e i primi assaggi di terrorismo.

Io volevo solo il “Manuale di Nonna Papera”; era l’unico che mi mancava. Ma qualche amichetto più grande - bell’amico! - mi disse che dentro certi libri mettevano il “plastico”. Tu li aprivi, guardavi, chiudevi, esplodevi.
Per anni non osai sollevare quella copertina dove Qui Quo Qua rubavano una torta che Nonna Papera non aveva finito di guarnire.
Pensai a una punizione per il cattivo comportamento dei 3 nipotini.
Poi però mi venne in mente che ,se proprio dovevano fare un libro-bomba coi manuali Disney, il migliore sarebbe stato quello di Paperinik, così notturno. O quello di Archimede, dove qualcosa di incendiario balenava qua e là (il fornello da campo, per esempio).
Perché un libro di cucina?
Il “Manuale quiz” e quello delle “Giovani Marmotte” non fornivano risposte.
Perché proprio Nonna Papera?
Al termine della quarta elementare - preparato se non altro dall’esperienza della prima gita all’estero (San Marino) e dal trauma della perdita di 120 francobolli - un’altra mia sgangherata conoscenza brandì quel manuale, lo spalancò e, prima che potessi bloccarlo... lo richiuse.
La cartolibreria del signor Bruno rimase intatta.
Preso coraggio, saggiai altre copie anche a San Giorgio e Civitanova.
Niente.
Però quel libro continuai a guardarlo con diffidenza fino agli esordi in scuola media. Induno... Varese: in apparenza, tutto sotto controllo. Ma non lo comprai.
Se ora cucino da schifo lo devo anche al clima di terrore di quegli anni.




Nessun commento:

Posta un commento