sabato 13 dicembre 2014

A 14 Il Viadotto dell'Arcobaleno

Porto Sant'Elpidio è una lunga lisca di case: chilometri e chilometri da un capo all’altro. La periferia nord la chiamano “Svizzera”.
Dal Chienti al Tenna, da La Corva al mare: cercando nei giorni più belli... la Jugoslavia. Che non vidi mai.
Ma alle spalle del paese, alle mie, in uno di questi giorni radiosi ultimarono il viadotto dell’autostrada.
E’ la “A 14”. Era il ’73. E quell’arcobaleno di cemento armato non fu mai - almeno per me - soltanto la stampella gigante di un sistema viario. Piccole troppo piccole le automobili. E ancora più piccoli gli esseri umani dentro, invisibili.
Sei qualcosa di talmente grande che può contenere tutta la mia gioia.
Sei qualcosa di talmente alto che non finirò mai di salire.


Eppure - sembra incredibile - un giorno d’estate c’inerpicammo lungo il sentiero che dallo stagno al confine della “Svizzera” porta a La Corva. E arrivammo in cima.
Un piazzale d’asfalto con tavolo, qualche sedia… una capanna. E l’autostrada, vuota.
Verso nord. Verso nord.
Dove porti? Dove mi porti?
Verso la Svizzera, quella vera?
Ma no, non è ancora tempo.
E fisso l’Adriatico, le piattaforme petrolifere al largo.
La Jugoslavia, dove il maresciallo Tito sta preparando la sua sfortunata costituzione, non si vede neanche da qui.



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