venerdì 21 novembre 2014

TAXUS BACCATA O TORQUATO TASSO?

Do not disturb my happiness with doubts
Aphra Behn
 
 


Del tasso in quanto animale o del Tasso poeta?
Il tasso è un animale che russa. Il Tasso, un poeta rinchiuso in manicomio.
Io ricordo la quercia del tasso dentro i giardini comunali di Induno Olona (VA). E mi torna in mente un amico, senza nome, senza volto, che mi dice che i suoi frutti sono buoni, rossi, smaglianti.
Sputare il nocciolo. Ma il resto della pianta ha un che di polveroso.
E’ il 1977: il tasso di inflazione è al 18,11, i miei quattro miniassegni perdono ogni giorno di valore, così, invece del "Kilt", finisco per assaggiare quelle bacche… Mi piacciono, ne mangio una dietro l’altra: succose, zuccherine.
Poi è il turno di altre presenze, anche queste polverose, che mi dicono: “Quell’albero è veleno - ma sei scemo? - fanno male!”.
Troppo tardi: mi sono abbuffato.
Ma non morirò: ne ho sperimentato la dolcezza e - restando in vita, sano come un tasso, anelando come il Tasso - provo su di me la completa bontà di quelle bacche. Me lo confermerà il medico di base.
E così da anni continuo a mangiare l’1 per 1000 di quella pianta velenosissima: i suoi frutti.
Perché la radice è proibita, il fusto è proibito, la foglia è proibita. Il frutto, no.

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