domenica 9 novembre 2014

ANGELI COL FUCILE

“Arte” ha la stessa radice di “arma”, di “artiglio”, e mai è stato così evidente come nella pittura fiorita nel Vicereame del Perù fra XVII e XVIII secolo.


Maestro di Calamarca (forse  José López de los Ríos)Arcangelo Laeiel, Bolivia, fine XVII sec.


In principio sono i “sette santi angeli che portano lassù le preghiere dei santi e sono ammessi davanti alla gloria del Santo” (Tobia 12,15), le “sette fiaccole accese” dell’Apocalisse “simbolo dei sette spiriti di Dio, che ardevano davanti al trono”. Nel medioevo, sulla scia delle Gerarchie dello Pseudo-Dionigi, sette arcangeli oggetto di culto da Bisanzio a Palermo, dove trovano loro massima espressione artistica nel cielo dorato della Cappella Palatina. In età moderna è poi il Siglo de Oro spagnolo a trapiantarli nel Barocco Andino innestando  altre otto creature celesti.


Maestro di Calamarca, Arcangelo Uriel


¡Oh sueño deleitoso!
Imágen apacible
Del eterno reposo:

Por tí un pecho sensible
Halla consuelo en medio
De cualquier mal terrible.

En tí el dolor y el tédio
Que me asaltan de dia
Tienen fin y remedio.



Quindici messaggeri alati attesi da Cuzco alle miniere di Potosì, contraltare inquietante nella loro soave impassibilità delle sante immortalate da Zurbaràn, che nel fasto insuperabile degli abiti per la celebrazione del nuovo Dio celavano la loro doppia natura di falconi incaici, personificazione degli antenati sconfitti dalla storia, resuscitati dall’arte.


Maestro di Calamarca, Arcangelo Asiel


Che arcobaleno orribile è quest'arco
Nero
Che si alza?
Orrenda freccia il nemico
Del Cuzco sta scoccando.
Una grandinata sinistra, in ogni luogo,
Si va estendendo.
E il trapasso, con le risonanze cosmiche del regicidio:
Lo stridore dei suoi denti ha già morso
La lana gelida della tristezza.
I suoi occhi di sole si son fatti
Di piombo.



Quindici arcangeli archibugieri con i piedi ben piantati in terra, uno per ognuna delle quindici fasi di carica, secondo il vangelo militare più aggiornato dell’epoca: "Esercizio per le armi" di Jacob de Gheyn. Presagio delle future rivolte di Túpac Amaru II e Túpac Katari.



Nessun commento:

Posta un commento