lunedì 7 gennaio 2013

VILLON, WATTEAU, SADE

Tre artisti traditi, tre esili


VILLON: ESILIO DALL'ARTE

Détour: Meung

Prigioniero del Romanzo della Rosa, prigioniero delle sue spine



"Echo parlant quant  bruyt on maine
Dessus riviere ou sus estan,
Qui beaulté ot trop plus qu'humaine"

"Eco parlante quando vaga
Un frastuono su fiume o stagno,
Che bellezza ebbe più che umana"

Ironia della storia, Villon viene arrestato e incarcerato a Meung-sur-Loire, la città di Jean, il poeta della parte più cruda del "Roman de la Rose", traduttore della "Consolazione della filosofia" di Boezio e dell'"Arte della guerra" di Vegezio. 
Il prigioniero dialoga con la sua ombra nella quasi totale oscurità del carcere, in uno stato fra la veglia e il sonno.


Jean de Meung
Eccoti in catene proprio nella mia città
Dopo le rose eccoti le mie spine
Hai ucciso un prete?
Allora te lo sei cercato questo amore claustrale
Sei solo come un cane?
Ti do in pasto la mia traduzione della “Consolazione”

Abbaia Boezio
Forse chi ha fiuto capirà

Villon
Nessuna consolazione
Solo spine
Prigioniero sottoterra
Come una cattiva coscienza
Come parole che devono restare strozzate in gola
Meglio se in riva alla Loira
Meglio sotto
Come i pesci

Lascio la voce al barcaiolo al mercante al pescatore
A quel fesso di amante che trasporta sulle acque la sua bella
Se solo riesce a spiccicare qualcosa

[…]

Jean de Meung
Per i carcerieri e gli amanti
Ho tradotto in francese anche l’Arte Militare di Vegezio

Dopo aver militarizzato l’amore
Ho tradotto in robuste catene francesi anche lui

Villon
Uno che scrive d’amore traduce un testo di strategia militare
Siamo alle solite
Ma in galera mi sarebbe stato utile in entrambi i casi
Di giorno lo stratega
Per cercare una via di fuga
Di notte il teorico dell’amore
Perché in gattabuia ti resta solo quella
La teoria

Però in mezzo a tutto quell’orrore
Bisognava anche cercare di dormire.

[...]





WATTEAU: ESILIO DALL'AMORE

Un passo falso


Le Faux Pas



[...]

Watteau - Rivolto all’amante dipinto mentre tenta goffamente di baciare una ragazza che lo respinge. Un passo falso
Un passo falso
Non dovevi
Non dovevi
Giura di non farlo mai più

L’amante ridicolo - Vi amo
Datemi un bacio

La ragazza del rifiuto - Con disprezzo. Siete ridicolo

La mano sinistra della ragazza del rifiuto - Poggiata a terra. Prenderò la terra
Gliela sbatterò sul muso
Così non mi vedrà
Diverrò brutta come una strega

L’amante ridicolo - La vostra pallida carne...

La mano sinistra della ragazza del rifiuto - Un pugno di terra
Questo bacerai

La mano sinistra dell’amante ridicolo - Voglio stringerti
Voglio toccare
Mi scappi
Mi eviti

Luce.

Watteau - Stupido amante
Troppo abbronzato
Troppi giorni a piena luce per il corpo di lei
Fossi rimasto nell’ombra Il quadro svanisce

Nessuna pietà
Nessuna via di scampo Tossisce.

Sono pallido
E sudo


[...]

Tratto da Resurrezione e morte di Jean-Antoine Watteau (http://lucatraini.blogspot.it/p/teatro.html)





SADE: ESILIO DALLA SOCIETA'

Il castello di Vincennes, dove Sade rimase prigioniero dal 1777 al 1784

[...]

Notte.Trasferito nuovamente al carcere di Vincennes dopo essere fuggito nel suo castello di Lacoste, il marchese de Sade, sognando la Laura del Petrarca, sua antenata, si ritrova in un altro sogno: è un giovane ragazzo nella cella dello zio, abate di Montreuil e biografo della famiglia.

Sade - Diavolo di uno zio, com’è spoglia la vostra cella: sembra un quadro dell’Angelico!

Abate - Caro nipote, allora li avete letti i miei libri sul medioevo.

Sade -  Ne dubitavate? Ho appena sognato Laura de Neuves, che sposò il nostro avo Hugues.

Abate – Bene.
Passa il penser sì come sole in vetro,
anzi più assai, però che nulla il tene”.

Il castello di Vincennes nelle Très Riches Heures du Duc de Berry (1412-1416)

E allora potrete anche riconoscere queste quattro signore che mi sono venute a trovare.

Quattro donne emergono dalla penombra, seminude.

Quattro suore.
O quattro puttane, ragazzo mio. Una per ogni virtù. Vestite – o spogliate – da Giotto. Ma voi non sarete prudente: passerete di galera in galera e finirete manicomio.
Cosa fate, figliolo? Non vi metterete a piangere proprio ora? Prudenza è la mia preferita non la vostra. Non è forse così, mia cara.

Suor Prudenza è abituata a tacere. E così l’abate, che apre le sue labbra solo per unirle alle sue, dove hanno origine anche le stirpi nobiliari.
Il giovane fa notare, sempre in silenzio, che questo non è in Petrarca.

Voi, figliolo, avrete Fortezza, dovrete averla per forza. Forse anche Giustizia, ma è la più difficile: costa cara. Su, ragazze, consolatelo un po’. Ma non troppo.

Fortezza le offre il seno, lasciando fare. Giustizia, il culo. Ma solo da guardare.

Temperanza, invece, non l’avrai mai, nipote. L’avrò giusto io, dopo, per poco. E’ lei che paga e io la sua puttana.

Compiuto il rapporto, l’abate mostra al nipote un leggio con un libro aperto preziosamente rilegato.

Prendilo e leggilo, come alla recita di fine anno nel collegio dei Gesuiti.

Poiché si tratta di una questione anche di sangue, il nipote non ubbidire.

Sade - Rivolto al pubblico. I misteri della scrittura sono dolorosi: perde sangue la penna o il foglio trafitto?
I misteri della scrittura sono gaudiosi: coito della penna col foglio.

Inizia a leggere.

Lettera “A”.

Abate - Come “abate”.

La lettera sottolineata, come le altre che seguono, deve essere letta con forza.

Sade - “Bi”.

Coro delle cinque donne - Come “bordello”.

Coro delle cinque donne più lo zio abate - Abazia” di Montreuil.

Abate - Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che Eros mi ha squarciato il petto.

Sade - Con voce sommessa, mentre escono l’abate e le quattro donne. “Cì” come: Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che Eros mi ha squarciato il petto.
Con voce sempre più potente. Dio - c/o Collegio “Louis le Grand”.
“E” uguale Erezione: tremila cazzi alle prime armi (cinquecento interni, duemilacinquecento esterni). N. B. Sade sta dando il numero degli studenti ammessi a frequentare il Collegio.
Fica: assente.
“Gi” come Giorni di vigilia: tutti. N.B. Qui Sade accenna al pessimo vitto dei Gesuiti.
Ho fame.
Breve pausa in cui Sade guarda verso l’ingresso di destra.
“I” come Ignazio di Loyola.
Indica il santo, che fa il suo ingresso da destra e va a piazzarsi al centro, dov’era l’abate con le sue donne.

Ignazio di Loyola - In principio era il Verbo, ed aveva una bellissima calligrafia.

Sade In principio era il Verbo ed aveva una bellissima calligrafia. N.B. Dire “bellissima calligrafia” non è proprio corretto ma un eccesso di superlativo non dovrebbe guastare con l’essenza della divinità.

Ignazio di Loyola - “Elle” come lingua: “E la mia lingua fu dolce come il miele” (Ezechiele capitolo terzo, versetto numero tre).

Sade Merda. Vitto di... più alloggio di... uguale: vita di... N.B. Qui Sade, fra le altre cose, allude anche alla scarsa pulizia tipica delle scuole gesuitiche.

Ignazio di Loyola - “Enne”. Natura... E tace, come di fronte a un mistero insondabile.
Sade - “O” come orari. Orari del Collegio:
Ore 5 e 30   Sveglia.

Ignazio di Loyola - Citando dai suoi “Esercizi spirituali”. “Il primo tempo è la mattina appena alzati: si deve fare proponimento di guardarsi con impegno da quel peccato particolare o difetto che si vuole correggere ed emendare”.

Sade - Ore 6   Preghiera
Ore 6 e 15   Studio delle Sacre Scritture
Ore 7 e 45   Colazione e ricreazione
Ore 8 e 15   Studio e scuola.

J. J. Lequeu (1757-1826), Labirinto sotterraneo della Casa Gotica

Citando dalle sue “Centoventi giornate di Sodoma”. “Ogni mattina ci si alzerà alle dieci. I quattro fottitori che non sono stati occupati durante la notte si recheranno in visita dai quattro libertini recando ognuno un bambino da sverginare”.

Ignazio di Loyola - Ore 10 e 30   Messa
Ore 11   Studio.

Sade - Ancora dalle “120 giornate”. “Alle undici i quattro libertini si recheranno nell’appartamento delle fanciulle dove verrà servita la prima colazione a base di cioccolata o di fette di pane tostato con vino di Spagna o di altri cibi corroboranti. Il tutto sarà servito dalle otto fanciulle completamente nude”.

Ignazio di Loyola - Ore 12   Pranzo e ricreazione.

Sade -  Sempre dalle “120 giornate”. “All’una quei ragazzi e quelle ragazze che avranno avuto il permesso di defecare - e questo permesso verrà accordato raramente e soltanto a un terzo dei soggetti in questione - si recheranno nella cappella artisticamente predisposta alle voluttà di questo genere”.

Ignazio di Loyola - Ore 13 e 15   Studio e scuola

Sade - Dalle “120 giornate”. “Nel frattempo i libertini si ritireranno in salotto a conversare fino alle tre. I fottitori, attillati ed eleganti quant’è possibile, converranno nella sala poco prima di quest’ora. Il pranzo dei padroni sarà servito alle tre e soltanto gli otto fottitori avranno l’onore di parteciparvi. Saranno serviti dalle mogli totalmente nude, con l’aiuto di quattro vecchie vestite da maghe”.

Ignazio di Loyola - Ore 16 e 30   Merenda e ricreazione.

Sade - Dalle “120 giornate”. “Ci si alzerà da tavola alle cinque e soltanto i quattro libertini - i fottitori si ritireranno sino all’ora dell’assemblea generale - si recheranno nella sala in cui due bambini e due bambine totalmente nudi, sostituiti ogni giorno, serviranno il caffè e i liquori. Tuttavia non sarà il momento di abbandonarsi a quelle voluttà che possono eccitare la libidine, limitandosi a piacevoli celie”. Mentre pronuncia l’ultimo periodo Sade lancia uno sguardo a metà strada fra un gesto di sfida e un’occhiata d’intesa a Ignazio di Loyola.

Ignazio di Loyola - Non raccoglie l’invito del marchese e continua imperturbabile. Ore 17   Studio e scuola.

Sade - Dalle “120 giornate”. “Alle diciotto in punto la puttana narratrice darà inizio al quotidiano racconto che i libertini potranno interrompere in qualsiasi momento. La narrazione si protrarrà fino alle dieci di sera e in questo spazio di tempo sarà permessa ogni forma di libidine, avendo le novelle come fine specifico l’eccitazione di ogni più sfrenata fantasia”.

Ignazio di Loyola - Citando nuovamente dagli “Esercizi spirituali”, dopo aver fatto un cenno di assenso col capo - ora sì - alla volta di Sade. Sì! “Il primo punto è il processo dei peccati: ossia trarre alla memoria tutti i peccati della vita, considerando anno per anno o periodo per periodo; al che saranno utili tre cose: la prima, considerare il luogo dove si è abitato; la seconda, i rapporti avuti con gli altri; la terza, le occupazioni in cui ci si è impegnati”.

Sade - Ore 19 e 15   Cena e ricreazione
Ore 20   Preghiera
Ore 21   Silenzio.
Torna a citare dalle “120 giornate”. “Alle dieci di sera sarà servita la cena. Dopo cena si passerà nel salone per celebrare le orge. Il salone sarà perfettamente riscaldato e illuminato da lampadari. Tutti saranno nudi: mogli, puttane narratrici, fanciulli, vecchie, fottitori, libertini, tutti in gruppo, sdraiati sul pavimento come animali, scambiandosi, mescolandosi, compiendo incesti, adulteri, atti di sodomia e abbandonandosi ad ogni eccesso e ad ogni perversione che possa maggiormente eccitare la fantasia”.

Ignazio di Loyola - Imperturbabile come durante tutta la sua apparizione. Nessun facile scandalo: dopotutto ha di fronte un ottimo discepolo. Sempre citando dagli “Esercizi spirituali”. “Trarre alla memoria il primo peccato, che fu degli angeli”.

Pausa di silenzio.

Sade - Riprendendo l’elenco rimasto bloccato alla lettera “P”. Pi come “parola”: insieme organico di suoni o di segni grafici con cui l’uomo riesce , parlando o scrivendo, a comunicare dei contenuti.

Ignazio di Loyola - Dagli “Esercizi spirituali”. “Ogni buon cristiano deve essere pronto più a salvare la parola del prossimo che a condannarla”

Sade - Dì soltanto una parola e io sarò salvato.

Ignazio di Loyola - Pensando che Sade si rivolga a lui. Quando?

Buio improvviso. Profondissimo.

Voce registrata di Sade - Dopo una breve pausa. Erre come “retto”. Da una lettera a mia moglie, carcere di Vincennes, luglio 1783: “Ed io che sono stato allevato dai Gesuiti, io, cui padre Sanchez ha insegnato che non bisogna ‘nuotare’ nel vuoto se non il meno possibile, poiché, secondo Cartesio, ‘la natura aborre il vuoto’... Voi, mia cara, mi capite, siete dotata di filosofia: avete un bellissimo - come dire? - ‘controsenso’, maneggevolezza, sottigliezza nel ‘controsenso’ e calore nel retto, il che fa sì che io vada d’accordo benissimo con voi. Vi bacio le natiche e me ne vado, o il diavolo mi porta, a darmi una smanacciata in loro onore”.

Torna lentamente la luce. Ignazio di Loyola  è scomparso.

Sade - Esse, “scrittura”, sangue, sperma, sacra, sempre.
Teatro. Ruoli interpretati nelle recite scolastiche:
Giona;
Daniele - nella fossa dei leoni;
Isaia - segato vivo;
Assalonne - i miei poveri boccoli d’oro;
Giobbe - senza lieto fine;
Esaù;
Centurione - la mia asta confitta in carne Christi.

Breve pausa.

“U”. Uno: dramma in tre atti.
Vale! - in latino “Addio”.
Zeta: anno scolastico 1753/54.

Squillo di tromba militare. Buio.

[...]



Tratto da I dolori del giovane Sade (http://lucatraini.blogspot.it/p/teatro.html)


Luca Traini


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