martedì 11 dicembre 2012

UNA NUOVA PREZIOSA ANTOLOGIA DI POESIA GRECA

Francesco Tissoni, Mille anni di poesia greca Antologia dai secoli V-XV

M’innamorai della storia bizantina a 14 anni leggendo la prefazione di un libro su Carlo Magno. Si parlava di iconoclastia e iconoclasta sono rimasto, pur adorando l’arte, pur amando un mondo così diverso dal mio come quello di Bisanzio, anche perché erano in troppi a disprezzarlo senza prendersi la briga di conoscerlo. Così diverso, complesso, così entusiasta e disperato nella ricerca di un compromesso tra passato e presente. Noi, e gli antichi, e domani che fare? Il potere della lingua greca divenuta un classico, il potere del cristianesimo fatto istituzione, il potere degli imperatori romani senza più Roma: poche altre culture hanno esplicitato con tale passione questo vincolo affascinante e terribile dell’uomo “animale sociale”. Il potere di quanto continuiamo a chiamare “poesia” senza sapere esattamente che diavolo sia, qui ricerca di metro e misura di una ragione politica, “politica” nel suo senso più ampio, cosmologico, sogno di continue rinascite, che, nella sua eccezionale diversità dall’oggi, costituisce un formidabile pungolo per tutte le nostre amate – e da me in primo luogo - illusioni romantiche.
Il testo di Francesco Tissoni nella mia libreria al fianco de “La letteratura bizantina” di Salvatore Impellizzeri e di “Bisanzio nella sua letteratura” di Umberto Albini ed Enrico V. Maltese.

Bisogna piuttosto, finché viviamo, compiere opere degne di canto
Trifiodoro, La presa di Ilio

Ma io, avvolto in una nube, erro da un posto
All’altro, nulla avendo di quel che bramo, neppure in sogno
Gregorio di Nazianzo, La vita umana

Fantasmi, ombrose parvenze, che dimoran nei templi dall’alto soffitto –
Hanno indosso questo fumo invece di abiti veri
Eudocia Augusta, Storia di San Cipriano

Sua lancia era la bocca impetuosa, sua spada la parola, suo scudo la voce,
queste parole emettendo dalla bocca ispirata
Nonno di Panopoli, Dionisiache

Gli occhi incitano la mente al profondo: e l’arte
Con i suoi colori riesce a guidare la preghiera del cuore
Agazia Scolastico, Per l’immagine di un arcangelo, a Plate

Ottima è l’arte del calzolaio.
E’ simile a quella di Paolo, l’apostolo sommo
Teodoro Studita, Ai calzolai

Tu che inclinasti i cieli nell’ineffabile tua incarnazione;
io bacerò i tuoi piedi incontaminati
e di nuovo li detergerò con i capelli del mio capo
Cassia, Idiomelo della peccatrice


Quando io, Cometa, trovai i libri di Omero
corrotti e privi di interpunzione,
li restaurai interpungendoli con arte
Cometa, Epigramma

Se tu volessi, Cristo mio, sottrarre qualcuno
fra i pagani dalla tua minaccia
per me dovresti salvare Platone e Plutarco
Giovanni Mauropode, Per Platone e Plutarco

C’era la città, c’era l’esercito, c’era anche un duplice muro all’interno,
ma veramente nulla è più debole degli uomini.
Giovanni Geometra, Epitafio per Niceforo Foca

L’amore per quell’antica Atene un tempo famosa
Compose questi versi scherzando con le ombre
Michele Coniata, Lamento sulla perduta gloria di Atene

Sii, Maometto, benigno a tutti gli uomini
Eccelsi per la loro virtù
Francesco Filelfo, A Maometto, gran Signore e grande Emiro dei Turchi

“Museo dalle mille sale, la poesia bizantina accoglie esclusivamente visitatori pazienti, che di quella irriducibile varietà non soltanto accettino i risultati, ma cerchino le ragioni intime, addentrandosi nei laboratori delle diverse tradizioni artistiche e di sempre nuove esigenze di comunicazione. La ricognizione dei generi e la classificazione formale di tanti e tanto differenti prodotti - dall'epos mitologico all'epigramma cristiano, dal carme ecfrastico all'encomio storico-epico, dall'innografia all'omiletica in versi, dall'erudizione al romanzo etc. - esige dal lettore un accostamento laborioso: ma poi gli consegna voci autentiche, che sanno ancora parlare di ambizioni letterarie e di sentimenti vivi, di esperienze, di significati e valori.”

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